|
||||||||||||||||||||
|
Le
foreste demaniali, curate dall’A.F.D. della Sardegna, rappresentano la
meta preferita degli escursionisti di tutto l’hinterland cagliaritano.
I servizi predisposti per la fruizione dei boschi riguardano in
particolare l’estesa area dei Sette Fratelli, dove sono allestiti il
museo del cervo sardo a “Campuomu” ed i locali di rifugio e per la
divulgazione scientifica di “Bacu Malu” e “Maidopis”.
Notevolmente diffusa è la rete di sentieri opportunamente segnalati,
cui si è aggiunto il primo tratto del “Sentiero Italia” –
“Sentiero Europa” del C.A.I. in Sardegna, con un tracciato di 50 Km
che si snoda attraverso tutto il territorio montano comunale. Le
attività venatorie coinvolgono circa 600 cacciatori locali. Nel
territorio comunale ricadono parzialmente alcune zone di tutela della
fauna selvatica: l’oasi permanente di protezione faunistica e di
cattura di Castiadas – Sette Fratelli, la cui estensione complessiva
è di 5.000 ettari ricade per 2.650 ettari nel territorio di Sinnai;
l’oasi permanente di protezione faunistica e di cattura, denominata
“Monte Genis”, vasta 1.550 ettari, ne comprende 260 in agro di
Sìnnai. Una
superficie di circa 3.000 ettari rappresenta la zona in concessione
autogestita di “Serpeddì”, alla cui gestione partecipa oltre un
quarto dei cacciatori residenti. Nelle restanti zone l’esercizio
venatorio è libero, disciplinato dalle norme vigenti e dal calendario
regionale annuale. Particolarmente
diffusa è la pratica della raccolta dei funghi, che richiama numerosi
appassionati dalla fine dell’estate a tutto l’autunno e nel
successivo periodo primaverile. L’attività, come pure la raccolta dei
germogli di asparago e delle lumache, non è soggetta ad alcuna
regolamentazione ed è praticata liberamente in tutti gli ambiti
territoriali. Lo
sviluppo di alcune iniziative imprenditoriali, che hanno rilanciato un
antico liquore sardo prodotto con l’infuso delle bacche di mirto, ha
determinato l’interesse economico alla raccolta del tipico frutto
della macchia mediterranea locale. Appartiene ai tradizionali usi delle risorse della montagna e delle aree agricole la produzione del miele, qualitativamente diversificata grazie alle molte varietà vegetali del patrimonio botanico che alimenta le arnie.
|
|
|