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(Dalla
relazione della Dottoressa Maria Rosaria Manunza della Soprintendenza
archeologica di Cagliari – Direttore scientifico del cantiere
archeologico comunale: Relazione preliminare sull’attività svolta nel
Comune di Sinnai dal 1994 al 1997, Quaderni della Soprintendenza
Archeologica di Cagliari ed Oristano – in corso di stampa). Allo
stato attuale delle ricerche non si hanno rinvenimenti riferibili al
Paleolitico, al Mesolitico, e ai periodi più antichi del Neolitico. La
cultura più antica attestata nel territorio di Sinnai è quella di
Ozieri (Neolitico recente – inizi Eneolitico) documentata da domus de
janas, menhirs e ceramiche decorate. Si
ha poi un salto cronologico fino al bronzo antico (facies di Bonnanaro)
testimoniato peraltro da un unico reperto fittile da località incerta.
Mancano infatti, per ora, testimonianze delle facies culturali dell’eneolitico
(Abealzu Filigiosa, Monte Claro, Campaniforme). All’inizio
del bronzo medio si attribuiscono alcuni vasetti provenienti da “Is
Ungronis” e consegnati da un collezionista privato. Il
periodo nuragico è quello meglio documentato: sono stati riscontrati e
posizionati in carta, finora, 56 nuraghi (Cirronis, Conca S’Intinta,
Giria Corona, Cirronis II, S’Allegau I, S’Allegau II, Su Pisu,
Masoni Porcus, Su Castiu, S’Arch’e Maletta, San Giorgio, Brunch’e
Maletta, S’Arch’e S’Arcedda, Santa Itroxa, Baccu Mereu, Cannaxera
I, CannaxeraII, Nuraghe dell’isolotto di Corongiu, Cott’e Baccas,
Corr’e Cerbu, Sa Perdera, Baiocca, Lorenzu Origa, Su Gallesu, Garappiu,
Zurreddu, Nuraxeddu, Genn’e bentu, Berrittas, Is Arridellis, Suergiu,
Lepuri, Drugali, Castangia, San Gregorio, Antiogu Oi, Sa Fraigada, Monti
Eccas, Genn’e Mari, Su Crabiolu, Monti Saius, Guardia de Ferrici,
Arridelli, Su Crastadrorgiu, Serraidda, Crabili Serreli, Mont’Arbu,
Pirrei, Nuraxi Maxia, Longu, Pauli Mannu, Zinnibireddu), di questi: 47
sono monotorri, 6 sono di tipo complesso, 3 di tipo a corridoio. Presso
i nuraghi Pauli Mannu e Zinnibireddu si trovano resti di villaggi. Strutture
e reperti in superficie documentano altri insediamenti a Is Cortis de
Flumini (dove è anche possibile ipotizzare la presenza di una fornace)
Funtan’e Meu, Is Ungronis, Sa Matt’e S’Illixi – Santa Barbara,
Antonicu Ortu, S’Arrideli, Procileddu; mentre degli insediamenti a
Bucca Arrubia, Sa Spragaxa, Sant’Elena, Bruncu Sensu, Ferrici, Mitza
Sa Murta, Pran’e Silli, Is Aialis restano soltanto reperti di
superficie. La
piana ad est di Sinnai restituisce molti pozzi, alcuni dei quali
potrebbero essere stati costruiti in epoca nuragica (Is Cortis de
Flumini, Mitza Sa Murta), ma occorre uno scavo stratigrafico per poterlo
accertare. Si
sono inoltre censite 13 tombe di giganti, rinvenute isolate o, più
frequentemente, in gruppi di due, tutte costruite con blocchi disposti a
filari, secondo una tipologia tipica della Sardegna meridionale (Taulaxa
I e II, Funtana Landiri I e II, Santa Itroxa I, Baiocca I e II,
Zinnibireddu I e II, Berrittas, Maidopis, Su Crabiolu, Sa Rocca Arrubia),
altre due tombe potrebbero celarsi nelle strutture rinvenute presso la
spiaggia di Solanas ed ai piedi del Nuraghe Ferrici. Di un’altra tomba
(Santa Itroxa II), di cui si ha notizia, si è accertata la distruzione;
del monumento restano infatti soltanto alcuni blocchi fuori posto. Di
grande interesse si presenta la struttura megalitica in corso di scavo a
Bruncu Mogumu. L’intervento ha finora evidenziato un edificio
rettangolare diviso in due ambienti e inserito all’interno di
un’area recintata. Gli strati superiori, finora indagati, hanno
restituito materiali nuragici dell’età del ferro, alcuni dei quali
dipinti con disegni geometrici di imitazione greca. La posizione
geografica e la tipologia della struttura portano ad ipotizzare che
l’edificio avesse preminentemente funzioni cultuali, ipotesi che per
ora parrebbe confermata dai dati di scavo. L’importanza
della scoperta è rilevante non solo per il territorio di Sìnnai, ma
per l’intera Sardegna. L’approfondimento dell’indagine di scavo,
importantissima dal punto di vista scientifico, dovrebbe avere anche un
ritorno economico: la presenza dell’area archeologica consentirà,
infatti, di inserire la zona, già paesisticamente di notevole
interesse, in un circuito turistico – culturale intercomunale. Per
quanto riguarda l’età storica, sono documentate le fasi punica e
romana. Si sono censiti insediamenti con strutture a Terra Is Ischirrus,
Papalinu, Maletta, Portu Murvoni, Cratzieranu – Monte Turri; in base
ai reperti di superficie sono ipotizzabili insediamenti a Luceri, Bucca
Arrubia, Ligios, Brabaraxinus, Figuerga, S’Acqua Mala, Solanas –
case Spina, Serraidda – Su Pirastu; necropoli a Santa Itroxa, Figuerga,
Riu Mela, Sant’Elena I e II, Baccu Maiori, Mitza Fonnai, Su Gallesu,
San Basilio, Su Portu, S’Acqua Mala (Santa Barbara); pozzi a Is Cortis
de Flumini, Su Murgungioni, Mitza sa Murta, Papalinu, Su Porru. Da
notizie riferite sappiamo che in via Su Portu a Solanas si trovavano
tombe e forse anche impianti termali ora coperti dalle case. Sono
inoltre state censite le chiesette di Santa Forada e di Santa Barbara e
la torre costiera di Monte Turri (Capo Boi). Tra
i monumenti censiti sono stati finora rilevati e disegnati (piante,
sezioni, prospetti) i seguenti: domus
de janas – S’Omu ’e S’Orcu, Santu Basileddu; nuraghi
– Su Pisu, S’Allegau, Masoni Porcus, Pirrei, Maletta II, Cannaxera I
e II, Santa Itroxa, Baccu Mereu, Baiocca, Antoniola; Tombe
dei Giganti – Taulaxa I e II, Funtana Landiri I e II, Santa Itroxa I,
Baiocca I e II;
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