COMUNE DI SINNAI
Foto Sinnai
Gemellato con il Comune di Bovolone e,
nel nome della Brigata Sassari, con i
Comuni di Asiago, Foza, T. Pausania e Armungia.
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IL PATRIMONIO D'ARTE SACRA

Notevole il patrimonio artistico conservato nella Parrocchiale.

Il pregevole paliotto marmoreo dell’altare maggiore fu realizzato nel XVIII secolo, come pure il pulpito, ricco di marmi policromi, costruito nel 1761 da Domenico Spiazzi.

Altre pregevoli opere in marmo policromo sono il fonte battesimale, che riporta lo stemma del canonico Tarragona, prebendato di Sìnnai, e la balaustra dell’altare maggiore. Entrambe le opere risalgono al XVIII secolo.

Nell’altare maggiore è esposta la statua in legno intagliato policromato con dorature della Patrona Santa Barbara, opera di autore ignoto di scuola spagnola risalente al XVI secolo.

Una seconda statua di Santa Barbara ed un San Sisinnio, sempre in legno intagliato e policromato con dorature, opera di A. Lonis, risalgono al XVIII secolo.

Sono, invece, del XVII secolo le statue lignee policrome dei Santi Cosma e Damiano di cui non si conosce l’autore.

Più recente è la “paratora” in legno della sacrestia, realizzata nel secolo scorso da un artigiano locale.

Restaurato di recente, è tornato all’antico splendore l’altare ligneo del seicento che occupa la parete di fondo del transetto detto “del Santo Cristo”. L’altare è diviso in tre parti da due colonne tortili, in ogni parte vi è una nicchia: in quella centrale è presente un crocifisso ligneo di sapiente fattura su uno sfondo dipinto da artista ignoto (tela attribuita allo Scaletta); nelle altre nicchie sono presenti statue di legno policromo del 1600 – 1700 di cui non si conosce l’autore.

L’altare policromato e dorato dell’Assunta, opera di un artigiano locale, risale al XVIII secolo.

La sacrestia, dopo il recente restauro dei quadri più antichi, è stata allestita come un piccolo museo d’arte, sono esposti molteplici dipinti ad olio su tela, sei dei quali, del primo settecento (1720 circa), opera dello Scaletta (incoronazione della Vergine; San Michele Arcangelo; martirio dei S.S. Cosma e Damiano; martirio e miracolo di Santa Barbara; natività di Gesù; natività della Vergine).

E’ invece opera di Francesco Massa il dipinto dei Sette Arcangeli risalente al 1781.

Dipinti più antichi sono stati recuperati parzialmente: un "San Sebastiano", frammento raccolto in una cornice ovale, è quanto resta di un composito quadro del 1500 andato distrutto; di recente è stato recuperato, ed è in attesa di restauro, un trittico dipinto su tavola, del seicento, inspiegabilmente scomparso dalla chiesa molti decenni fa, probabilmente in occasione del restauro della “Cappella delle Anime” che avrebbe preso il nome proprio dal soggetto rappresentato dal dipinto.

Notevole la qualità artistica del retablo di Santa Vittoria attribuito alla scuola dei Cavaro.

Completano la ricca collezione gli argenti, tra cui una croce astile processionale gotica del 1400, restaurata di recente, prodotta in argento sbalzato da artista di scuola sarda.

Di bottega sarda è ritenuto anche un secchiello in argento sbalzato e cesellato del XVII secolo.

Una pisside (alta) del 1761, in argento, è attribuita all’artista Salvador Mamely; risale allo stesso periodo una seconda pisside (tonda).

Da bottega genovese e prodotti nel 1774 sono un ostensorio in argento sbalzato e cesellato ed un calice parrocchiale.

I paramenti sacri, anch’essi in gran parte restaurati di recente, comprendono un prezioso velo omerale di lamina d’oro, lavorato in Francia e donato, con altri, da Benvenuto Dol.

L’archivio della Parrocchia offre una preziosa documentazione storica risalente al 1700.

Il Patrimonio architettonico, artistico e documentale pubblico

Gli edifici pubblici di interesse storico sono rappresentati dall’antico palazzo municipale (che ospitava anche la scuola comunale, la pretura e le carceri mandamentali) edificato nel 1860 su progetto di Giuseppe Cappai, ed i locali dell’antica Colletta, precedentemente di proprietà della chiesa ed acquistati dal Comune nello stesso periodo.

I locali della ex Colletta, per oltre cento anni adibiti a casermaggio dei Cavalleggeri di Sardegna e, successivamente, dei Carabinieri, adeguatamente ristrutturati, ospitano ora la biblioteca comunale, la pinacoteca e, a breve, la sezione locale del museo archeologico.

Di particolare interesse architettonico risulta il manufatto realizzato nel 1894 per la captazione delle acque del rio Santu Barzolu al fine di alimentare l’acquedotto comunale; oltre alla diga in pietra locale si conservano gli impianti dei filtri ricavati in edifici di mattoni con volta a botte.

La biblioteca, come pure la pinacoteca, deve la sua ricchezza ed importanza, in particolare, alle donazioni del canonico di Sìnnai Mons. Cesare Perra. Su oltre 24.000 testi, 3.500 appartengono alla sezione Sardegna; 665 sono le opere della sezione storica, datate dal cinquecento fino all’ottocento, compresi alcuni manoscritti,.

Tra i quadri della Collezione Perra esposti nella pinacoteca comunale vi sono opere del seicento, del settecento e dell’ottocento. Per gli autori si citano Pantaleone Calvo, Toyo Kuni, Francesco Massa, Antonio Caboni, Felice Melis Marini, Tarquinio Sini, Eros Kara, Enea Marras, Giorgio Carta, Antonio Corriga, Tony Geik, Italo Agus, Guido Cavallo, Foiso Fois, Tono Zancanaro, Ermanno Leinardi, Ausonio Tanda, Dino Fantini, Carlo Giordano, Gianni Foschini, Duilio Pasquinucci, Rita Thermes, Salvatore Vargiu, Antonio Mattana, Corradino Atzori, Giovanni Dotzo, Alberto Deplano, Gaetano Brundu, Vincenzo Napoli, Enzo Loi, Primo Pantoli.

L’archivio storico comunale, di cui è in corso il sistematico riordino e la catalogazione dei documenti, conserva materiale di estrema importanza storica e sociale.

Di particolare interesse si presentano gli atti relativi ai tre censimenti fiscali del 1776, 1780 e 1797.

Gli atti dei Consigli Comunitativi, istituiti con la riforma del 1771, formano, con gli altri documenti dell’amministrazione civica, una preziosa fonte di informazioni sulle vicende di due secoli di storia locale.

In seguito alla soppressione dell’ufficio di Sìnnai della Pretura circondariale ed al suo trasferimento nella sede di Cagliari, la documentazione storica dell’ufficio giudiziario, che contiene atti processuali datati a partire dagli anni a metà dell’ottocento, entrerà a far parte dell’archivio storico del Comune, che così integrato diverrà un punto di riferimento di primaria importanza per il ricercatori  e gli studiosi.