COMUNE DI SINNAI                        PROVINCIA DI CAGLIARI

 

 

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

21

del Reg.

 

OGGETTO:

 

Petizione popolare contro le installazioni di trasmettitori / stazioni radio  per telefonia e videofonia mobile a Sinnai.

 

Data 17.05.2004

 

L’anno Duemilaquattro, il giorno Diciassette del mese di Maggio alle ore 17,00 nella sala delle adunanze consiliari.

Alla prima convocazione in sessione straordinaria ed in seduta pubblica, che è stata partecipata ai signori Consiglieri a norma di legge, risultano all’appello nominale:

 

CONSIGLIERI

P

A

CONSIGLIERI

P

A

 

1)     SERRELI SANDRO

X

 

12)  LOBINA BRUNO

X

 

2)     LOBINA ALDO

X

 

13)  SERRA MASSIMO

X

 

3)     TREMULO PAOLO

X

 

14)  FALQUI GIOVANNI

X

 

4)     ANEDDA TARCISIO

X

 

15)  ZEDDA CELESTE

X

 

5)     PUSCEDDU M. BARBARA

X

 

16)  ORRU' ANDREA

X

 

6)     LOI MARCO

X

 

17)  LEONI MASSIMO

X

 

7)     MORICONI CESARE

 

X

18)  PODDA SALVATORE

X

 

8)     VALENTINI EMILIO

X

 

19)  MELIS GIUSEPPE

X

 

9)     UDA SARA

 

X

20)  CAPPAI MASSIMO

X

 

10)  MALLOCCI MASSIMILIANO

 

X

21)  MANNU GIORGIO

 

X

11)  CAU GRAZIANO

 

X

 

 

 

 

Presenti        n° 16

 

Assenti            5

 

 

OLTRE ALL'ASSESSORE TECNICO: ATZERI GIULIO

P

A

X

 

 

 

Presiede il Sig. Valentini Emilio nella qualità di Presidente del Consiglio con l’assistenza del Vice Segretario Generale Dr.ssa Aresu Anna Maria.

 

Il Presidente, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta.

 

Nomina scrutatori i Consiglieri Sigg.:

- Leoni Massimo - Melis Giuseppe - Loi Marco.

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

In apertura di seduta il Presidente del Consiglio Valentini Emilio, prima delle interrogazioni, cede la parola al Sindaco per delle comunicazioni.

 

SENTITO il Sindaco il quale afferma che gli è stata consegnata, da parte di uno dei promotori il Comitato, la petizione con 2268 firme, relativa all'installazione di una Antenna per Stazione Radio per Telefonia e Videofonia mobile a Sìnnai. Comunica inoltre che gli è stata consegnata, dal Presidente del Circolo di Sìnnai Legambiente "Su Zinnibiri" Carla Migoni, una richiesta scritta che si allega alla presente sotto la lettera “A” per farne parte integrante e sostanziale. Successivamente il Sindaco dà lettura sia della petizione di seguito riportata che della richiesta scritta:

 

Petizione:

Alla cortese attenzione

Sig. Sindaco 

Sig.  Assessori della Giunta

Sig. Consiglieri Comunali  di Sinnai

 

Oggetto: Presentazione Petizione popolare contro le installazioni di trasmettitori / stazioni radio  per telefonia e videofonia mobile a Sinnai.

 

Pochi giorni fà, il vicinato della zona di Via San Nicolò intorno al numero 53, è stato allertato da voci inerenti l’inizio di lavori per l’installazione della prima di una lunga serie di stazioni radio UMTS per videotelefonia mobile, previste per ogni gestore ogni 400 metri di raggio, nelle varie zone del centro abitato di Sinnai, iniziando proprio vicino all’altra potente stazione di via Volta.

Il vicinato, dapprima incredulo di fronte alla notizia, và così alla ricerca di conferme ufficiali nella sede Comunale. Conferma che non tarda ad arrivare, in quanto il Sig. Sindaco si preoccupa personalmente di far disporre urgentemente della documentazione relativa al subordino del Comune per il rilascio della concessione Edilizia, vincolata al parere sanitario ed altri, dai vari  Enti preposti, ricordando che gli orientamenti della normativa vigente vincolano le Amm.ni dando  rilievo al ruolo di queste installazioni, e, confermando che l’Amm.ne Comunale terrà sicuramente conto degli interessi della popolazione Sinnaese.

Nasce così il problema di interpretare effettivamente quale sia la volontà dei Sinnaesi in merito alla diffusione nell’abitato di stazioni radio di vario genere.

Infatti, non è un dettaglio trascurabile considerare che a circa 50 metri emerge la struttura di Via Volta, inserita in pieno centro residenziale, un’altra installazione di eccezionale potenza che va ben oltre le esigenze di Sinnai, irradiando una fetta importante del Campidano e diffondendo incertezza sui motivi che ne giustificano la presenza nell’abitato.  Un’incertezza ulteriormente aggravata da strane combinazioni indicate dai residenti per l’incidenza di determinate malattie ancora oggi non associate a cause documentabili, ma particolarmente frequenti, per adesso nelle immediate vicinanze.

La notizia della prevista realizzazione di altre stazioni radio sparse nei punti strategici del paese, demolisce l’illusione di coloro che, da anni pregano  perché si riesca ad intervenire su quella di Via Volta, e invece se ne trovano altre nuove a 12 metri dal piano stradale, a dieci metri di distanza dai propri cari.

Noi ci chiediamo ma queste antenne rispettano le esigenze della gente?

Per sciogliere definitivamente questo dubbio, sentendoci ulteriormente turbati  e convinti di non essere i soli a sentirsi inutilmente esposti a questi rischi non documentabili, con approvazione del Sig. Sindaco e dell’Amm.ne stessa, venerdì 14 Maggio 2004 è stata  avviata una petizione popolare, nella speranza di vedere unite tutte le forze politiche, sociali e religiose per rispondere con interventi urgenti e tangibili, allo scopo di restituirci il piacere di tornare a casa e trovare la famiglia con una preoccupazione in meno.

Vi consegnamo fiduciosi  le prime firme per adesione recuperate in questi primi 3 giorni di raccolta, convinti di aver  apportato un contributo dovuto alla nostra cittadina.

 

Letti la petizione e il comunicato il Sindaco ritiene sia subito doveroso affrontare l'argomento, soprattutto sulla Antenna di telefonia mobile dell'impianto UMTS in Sinnai, autorizzato recentemente dall'Amministrazione comunale con concessione edilizia n. 89 del 24 marzo 2004.  Afferma che alla luce del Decreto Gasparri, essendo consci del fatto che il rilascio di questa concessione edilizia era un atto dovuto, si è ritardato, nella concessione dell'autorizzazione, di ben un anno. Infatti la richiesta di concessione edilizia è datata 31 marzo 2003 ed ha tutte le autorizzazioni, compresa quella della A.S.L. n. 8 di Cagliari e, nello specifico, del presidio multinazionale di prevenzione. Quindi, solo a distanza di un anno, è stata rilasciata l'autorizzazione anche perché non se ne poteva fare a meno. Il rilascio della concessione è stato ritardato con una serie di motivazioni tra cui quella di cercare altre zone in aree comunali e nell'aspettativa di un pronunciamento, sul ricorso in merito alla Legittimità e Costituzionalità del Decreto Gasparri, che non è ancora arrivato. Per cui, alla fine, si è stati costretti a rilasciare questa autorizzazione. Ritiene importante sia la richiesta che la petizione per cui invita il Consiglio ad aprire la discussione per portate un intervento tangibile di questo consesso.

 

Entrano il Cons. Melis e l’Ass. Moriconi quindi i presenti sono 18.

 

 

Sentiti gli interventi:

 

del Cons. Falqui Giovanni il quale afferma che la raccolta di firme ripropone, ancora una volta, il problema della presenza, nel tessuto urbano di Sìnnai, di questi impianti per telefonia mobile, con conseguente esposizione delle abitazioni e delle famiglie, che in esse vi risiedono, alle onde elettromagnetiche da essi irradiate. La legge quadro sull'elettrosmog n. 36 del 22 febbraio 2001 ha tra le sue finalità quella di assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione dagli effetti della esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, attivando misure di cautela in applicazione del principio di precauzione di cui all'art. 174 paragrafo 2 del trattato istitutivo dell'Unione Europea….; Era inoltre previsto che i Comuni potessero adottare un Regolamento. Questo impianto normativo è stato sconvolto dal Decreto applicativo (Decreto Gasparri) 198 del 4 settembre 2002 che conferma si che l'installazione di questi impianti viene autorizzata dagli enti locali ma nel contempo afferma che queste installazioni sono compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica e sono realizzabili in ogni parte del territorio comunale anche in deroga agli strumenti urbanistici e ad ogni altra disposizione di legge o di regolamento. Non solo, l'art. 5 punto 2, dice che nel caso di installazioni di impianti con tecnologia UMTS o altre …., è sufficiente la denuncia di inizio di attività, cioè non è necessaria la concessione edilizia. Come corollario ulteriore l'art. 11 del Decreto Gasparri, dal significativo titolo "limitazioni legali alla proprietà privata", chiarisce che l'operatore di telecomunicazioni, incaricato del servizio, può agire direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti e turbative al passaggio e alla installazione delle infrastrutture. Da ciò si deduce che i margini di manovra dell'Amministrazione comunale sono molto ristretti. Il grosso problema non nasce con i nuovi ripetitori ma continua ad essere rappresentato dal traliccio della TIM che giganteggia la via Volta. Non si sa nulla sulla potenza di questo trasmettitore nonostante la legge n. 36 prevedesse che i gestori delle reti radiomobili di comunicazione pubblica dovessero provvedere ad inviare ai Comuni e ai competenti ispettorati territoriali del Ministero delle Comunicazioni la descrizione di ciascun impianto installato prima della entrata in vigore del Decreto Legislativo. Si dice convinto che l'Amministrazione possa intervenire solo sulla messa in atto di tutte le misure previste dalle norme vigenti e in primo luogo dalla legge n. 36 e quindi:

richiedere ai gestori tutte le informazioni tecniche relative agli impianti preesistenti, sulla loro potenza di emissione, sui valori di campo elettromagnetico generato, nonché l'apposizione in ogni impianto di una etichetta informativa ben visibile, come recita l'art. 9 della legge 36, riportante la tensione prodotta, i valori di esposizione rintracciabili nella documentazione autorizzativa, i limiti di esposizione, i valori di attenzione prescritti dalle leggi nazionali e regionali e le distanze di rispetto;

richiedere un tempestivo intervento sia del presidio multizonale della A.S.L. n. 8 sia dell'Ispettorato territoriale del Ministero delle Comunicazioni per un controllo puntuale e continuo e per la stesura di una mappa dell'inquinamento elettromagnetico nell'abitato di Sìnnai;

riprendere la stesura del Regolamento e prevedervi un accordo di programma con i gestori in modo da studiare ed evidenziare l'ubicazione ottimale di questi impianti al fine di minimizzare l'esposizione della popolazione. Perché se è vero che non ci sono dati certi sulla correlazione tra inquinamento elettromagnetico e certi tipi di malattie tumorali o leucemiche, è anche vero che non ci sono dati epidemiologici e di laboratorio che dimostrino la non nocività di queste emissioni comprese quelle a bassa potenza come quelle dell'UMTS.

 

del Cons. Mannu Giorgio il quale ricorda che diverso tempo fa presentò una interrogazione sull'antenna esistente in via Volta. A seguito di ciò, intervenne la U.S.L. e purtroppo tutto rientrava nella norma. All'epoca si parlò, e il Consiglio dovrebbe riprendere in discussione, il discorso di individuare un sito fuori dal centro abitato dove collocare tutte le antenne dei vari gestori della telefonia mobile e fissa al fine di eliminare quelle esistenti nel centro abitato e al fine di evitare che ne sorgano altre, logicamente anche approvando un Regolamento. Ritiene che questo Consiglio debba riprendere la discussione per l'individuazione di questo sito comunale dove tra l'altro i gestori pagherebbero al Comune il noleggio del terreno ed approvando un regolamento che scoraggi eventuali altre antenne.

 

del Presidente il quale illustra le modalità e le tecniche previste nel caso di presentazione di petizioni.

Fa salvo il dibattito tra i Consiglieri sull’argomento precisando che il problema potrà essere iscritto all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

 

del Sindaco il quale è del parere il Decreto Gasparri non possa essere definito un decreto di attuazione della legge 36 pertanto ritiene rimanga valida l'impostazione di questa legge 36 del 22 febbraio 2001.

Il problema esiste e la potestà dell'Amministrazione comunale di negare le richieste di queste società è molto minima. Bisogna trovare le soluzioni attraverso il regolamento e, attraverso di esso, governare la situazione in modo tale da limitare al massimo il proliferare di queste antenne nel centro abitato, tenendo presente che sarà sicuramente possibile individuare, esternamente al centro abitato, siti anche pubblici per postazioni GSM ma non per l’UMTS perché questo agisce su raggi limitati di 400 metri. Quindi sarà necessario individuare tre o quattro postazioni affinchè il centro abitato sia coperto da queste antenne. Ritiene che occorra trovare le giuste misure e che il Consiglio Comunale sia in grado di trovare le soluzioni utili. Attualmente non si può fare diversamente.

 

Entra il Cons. Zedda Celeste quindi i presenti sono 19.

 

dell’Ass. Tremulo Paolo il quale afferma che su questa tematica l'attenzione dell'Amministrazione Comunale, della Giunta e del Consiglio Comunale non è mai mancata. Ricorda il diniego, fatto a suo tempo, al rilascio di una concessione per una antenna di telefonia mobile. Fu un diniego che non era un qualcosa di estemporaneo ma faceva parte di una scelta politica ben precisa tendente a far si che tutti gli impianti relativi alla tecnologica GSM fossero dislocati al di fuori dell'abitato. Questo finora è successo perché le antenne per il sistema GSM sono state raggruppate in pochi ben individuati siti al di fuori dell'abitato. Il Consiglio Comunale chiese la verifica del rispetto dei parametri di emissione dell'antenna di via Volta e questò portò al risultato che i parametri previsti dalla normativa venissero rispettati. L'Amministrazione comunale ha potuto esercitare la propria azione in assenza di una situazione normativa, purtroppo nel 2002 l'adozione della legge quadro cui seguì il Decreto Gasparri ha tolto alle Amministrazioni locali qualsiasi possibilità intervento per la limitazione delle emissioni elettromagnetiche. Ciò non toglie che l'Amministrazione comunale riservi una attenzione particolare alla problematica. Alcuni anni fa, la terza Commissione Permanente, iniziò l'elaborazione di un regolamento per la emissione elettromagnetica. I lavori vennero sospesi in seguito all'adozione della legge quadro in attesa di un formale recepimento da parte della Regione Sarda di una normativa regolamentare di attuazione, cosa che purtroppo non c'è mai stato. La tecnologia di cui si parla oggi, UMTS, contrariamente alla tecnologica GSM, prevede che vengano installati numerosi apparecchi di bassa emissione ma diffusi in tutto il centro abitato. La novità è che per la prima volta il Consiglio Comunale non sarà solo ma potrà contare sulla presa di coscienza dei cittadini. L'Amministrazione comunale potrà e dovrà fare una battaglia politica. Avanza la proposta operativa di tradurre in ordine del giorno, da predisporre anche con una breve interruzione del Consiglio Comunale, da sottoporre al voto del Consiglio Comunale in modo tale che le istanze dei cittadini, che ci hanno fatto pervenire le loro ansie e perplessità, possano essere rappresentate a tutti i livelli.

 

del Presidente il quale, ai sensi dell'art. 70 comma 3 del Regolamento del Consiglio Comunale, propone di iscrivere questo punto all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio e di approvare un relativo documento in modo tale che il Consiglio possa esprimersi in maniera più compiuta.

 

del Cons. Falqui Giovanni il quale propone che prima del prossimo Consiglio si riunisca anche la terza Commissione e riprenda l'esame della questione al fine di predisporre il regolamento in materia.

 

del Cons. Anedda Tarcisio il quale afferma che gli è parso di capire che la proposta dell'Assessore fosse di una interruzione per l'approvazione odierna di un ordine del giorno. Ritiene si possa derogare all'obbligo di iscrizione per la seduta successiva e approvare l'ordine del giorno in questa seduta. Per quanto riguarda invece il lavoro della Commissione è del parere che essa debba concentrarsi sul regolamento con tutte le cautele del caso e nel rispetto della legge. Oggi, però, considera si abbia davanti un fatto politico e sociale particolare: Una quota importante della nostra comunità, presumibilmente i cittadini che abitano attorno al quartiere interessato, fa sentire unanimemente la propria voce. Sostiene di aver visto quali strumenti politici e di pressione stanno utilizzando altre realtà in cui ci si mobilità con unanimità di intenti anche come fruitori del servizio. Spiega che se un servizio, che viene attivato in un raggio abbastanza ristretto, trova la totalità della popolazione contraria (quella che dovrebbe usufruire di quel servizio), basta che questa popolazione organizzandosi e con il supporto solidale dell'Amministrazione rifiuti di usufruire di quel servizio che già una risposta politica viene data. Nello specifico dice che la soluzione non può essere quella di localizzare all'esterno le antenne e gli impianti perché tecnicamente non potrebbe funzionare ed anche perché si peggiorerebbe la situazione dal punto di vista sanitario in quanto, dovendo aumentare la potenza di emissione per raggiungere distanze più alte, si verrebbe ad impattare maggiormente soprattutto nelle parti degli abitati più prossime all'installazione anche se questa fosse fuori dal centro abitato. Esiste però una situazione particolare derivante da questa iniziativa ed è la preesistenza di un impianto. Ritiene che nello specifico qualcosa si possa fare perché se è vero che il nuovo impianto è di bassa potenza e presenta problemi ridotti è anche vero che quella bassa potenza si somma ad una potenza più elevata della preesistente antenna della Telecom. Come Amministrazione, sulla spinta di oltre duemila firme, si può richiedere un nuovo approfondimento alla struttura sanitaria per verificare se l'impianto preesistente, tenuto conto delle modifiche che ha subito, non determini un superamento dei limiti e considerato che le prove che vengono effettuate sono prove istantanee poco significative, potranno anche rispettare il protocollo previsto dalla normativa però esiste la possibilità concreta, di chiedere nuovamente, l'interessamento dell'autorità sanitaria, per rilevare eventuali modifiche e variazioni alle emissioni dell'antenna Telecom e per considerare gli effetti di quella situazione sovrapposti agli effetti della nuova emittente. E' del parere che il Regolamento vada approvato rapidamente. Sostiene che fintanto esisteranno delle persone che si servono di quel servizio si creerà il conflitto tra fruitori di un servizio e persone che subiscono gli effetti della produzione di quel servizio. Afferma che esiste una alternativa, che garantisce sia il servizio che le condizioni di sicurezza, ed è quella della connessione degli impianti ad una rete su cavo a fibre ottiche che consenta di minimizzare le emissioni via etere. Ricorda che questo Consiglio Comunale in occasione dell'approvazione del piano triennale delle opere pubbliche ha approvato l'inserimento, nel programma di finanza di progetto relativo alla rete del gas, anche l'inserimento del cablaggio in rete delle fibre ottiche. Questa previsione va coltivata accuratamente per riuscire in un arco di tempo il più breve possibile ad offrire agli operatori economici e della tecnologia in questione una alternativa che garantisce il servizio e contemporaneamente abbatte in misura consistente i rischi delle trasmissioni via etere.

 

dell’Ass. Lobina Aldo il quale considera che le argomentazioni prodotte sono giuste e che è stata rimarcata la difficoltà di limitare quello che le leggi dello Stato permettono. Invita ad una riflessione sul problema delle autonomie locali ed a fare qualcosa come ad esempio controlli più frequenti fatti in proprio rivolgendoci a strutture dotate di apparecchiature in grado di determinare il grado di inquinamento elettromagnetico. Ritiene non vada fatto solo un regolamento comunale, ma servirà anche una dichiarazione di intenti e delle attività tali a far si che venga limitato il numero di antenne e intensificate le frequenze dei controlli. Sostiene che solo trovandosi e lavorando tutti insieme si potrà cercare una via d'uscita e vincere questa battaglia difficile.

 

dell’Ass. Moriconi Cesare per dare un contributo nella ricerca di un percorso. A seguito dell'intervento del Cons. Anedda si pone la domanda se i cittadini possono rinunciare ad un servizio in un suolo pubblico. Siccome questo è un problema, che il Consiglio Comunale si è trovato e si ritrova oggi a dover affrontare con particolare sensibilità, a seguito delle iniziative della normativa vigente che spoglia completamente le Amministrazioni comunali di qualsiasi potere relativamente ad eventuali regolamentazioni dal punto di vista autorizzativo, la domanda è come risolvere il problema o soprattutto quali sedi individuare per tentare di risolvere il problema. Afferma che è evidente che la sede è quella Parlamentare oppure forse la Regione Autonoma della Sardegna che nell'esercizio della propria autonomia potrebbe tentare delle soluzioni particolari. Un Consiglio Comunale come quello di Sìnnai ritiene che potrebbe individuare uno strumento diverso come l'iniziativa congiunta con altri Consigli Comunali. Pensa che l'obiettivo possa essere quello di portare il problema in Consiglio Regionale o nelle sedi Parlamentari trasferendolo direttamente nell'Associazione dei Comuni (l'ANCI). Quindi organizzare tutti i Comuni per dare forza ad una istanza che giunge dai cittadini e passa attraverso i Consigli Comunali. In gioco ci sono due cose: 1) gli interessi dei cittadini al diritto alla salute; 2) gli altri interessi devastanti nei nostri confronti che sono gli interessi misti pubblici e privati della telefonia, della radio-televisione, dell'energia elettrica che messi assieme costruiscono quelle norme che della salute dei cittadini si occupano un po di meno. Suggerisce pertanto di costruire un percorso per dare forza alla iniziativa unendola a quella di tutti gli altri Comuni trasferendola eventualmente anche nella sede dell'ANCI.

 

del Cons. Orrù Andrea il quale afferma che una discussione su un argomento così importante avrebbe richiesto un certo approfondimento anche dal punto di vista legislativo che, purtroppo, non si è stati in grado di apportare. Considera la difficoltà della soluzione di un problema di questo tipo per gli interessi contrastanti che, comunque devono essere bilanciati o comunque nel modo meno “doloroso” per la cittadinanza. Quello che gli è parso strano o quantomeno curioso dagli interventi che lo hanno preceduto è l’aver ascoltato che in relazione agli impianti preesistenti ed in particolare all’antenna di via Volta, l’Amministrazione non sapeva nulla dal 2001, nonostante ci siano state diverse sollecitazioni in relazione al proliferare delle antenne che ricordiamo nei dintorni del centro abitato hanno avuto la loro ubicazione. Non conosce se le bande su cui operano queste diverse antenne, che sono dislocate nel territorio, possano tra loro incidere o aggravare una situazione che può essere dannosa per la cittadinanza. Concorda con quanto sostenuto dal Cons. Anedda in merito al fatto che bisogna verificare ed accertare l’effettiva nocività perché il problema delle antenne è stato discusso anche a livelli più alti rispetto a quelli comunali con pareri discordanti sulla loro nocività. Considerando anche la dislocazione, il numero, la frequenza e il modo di trasmissione delle antenne presenti nel territorio, ritiene sarebbe opportuno che l'Amministrazione, più che predisporre un documento, debba verificare le effettive emissioni delle antenne al fine di poter valutare la questione con in mano dei dati di fatto e chiedere una eventuale rimozione delle antenne. Esistono delle leggi emanate per disciplinare questa materia, tuttavia l'Amministrazione comunale ha il dovere di intervenire e di portare soluzioni in un settore come questo di importanza per la salute dei cittadini. Chiede che l'Amministrazione in primo luogo prenda contatti con le A.S.L. o con le autorità competenti perché si effettuino queste verifiche in maniera più approfondita possibile. Concorda con quanto diceva il Cons. Falqui per quanto riguarda la discussione del regolamento che deve essere affrontata nelle sedi opportune e quindi nella Commissione Consiliare e certamente richiede un approfondimento anche dal punto di vista legislativo. Ritiene auspicabile, anche se complicata, una collaborazione con gli altri Comuni, tuttavia, da questo punto di vista concorda con la richiesta formulata dall’Ass. Moriconi.

 

del Cons. Anedda Tarcisio il quale afferma che per quanto più è possibile le comunicazioni  nei centri abitati, in futuro, dovranno viaggiare sotto forma di raggi di luce all’interno di una fibra ottica. In questo caso tutti i campi elettromagnetici, anche quelli che fanno funzionare radio e televisione, potrebbero essere ricondotti ad una nocività quasi nulla.

 

dell’Ass. Serra Massimo il quale afferma di riferirsi al Decreto Gasparri del quale ha parlato il Cons. Falqui e già lì si va a confermare un dato, che Lei ha evidenziato come lacuna, che è quello dei riferimenti normativi. Ritiene giusto sospendere un attimo il Consiglio per poter arrivare alla formulazione e stesura di un ordine del giorno che possa raccogliere l’unanimità dei Consiglieri presenti in questa seduta con un unico obiettivo: tentare di superare quelle che sono le difficoltà, le lacune normative che non consentono un intervento diretto dell’Amministrazione Comunale, ma questa non può non tener conto della valenza della richiesta, presentata da una grossa fetta di cittadinanza di Sinnai, e poter arrivare a quell’obiettivo che è quello di provocare una ulteriore sensibilizzazione da parte di tutte le Autorità, che non sono solo quelle Comunali ma partendo dal Comune, mediche, scientifiche, etc. che possano in qualche modo dare una risposta a questo quesito. In tal senso si ha un mandato, da parte della cittadinanza di Sinnai, ritiene che questo sia l’unico obiettivo che questo Consiglio Comunale può raggiungere stasera.

 

Esce l’Ass. Tremulo quindi i presenti sono 18.

 

Il Presidente del Consiglio mette ai voti la proposta di breve sospensione che viene approvata all’unanimità.

 

Alla ripresa dei lavori il Presidente dà la parola all’Ass. Falqui Giovanni per la lettura del documento preparato dalla Conferenza dei Capi Gruppo.

 

Il Cons. Falqui Giovanni dà lettura del seguente documento:

 

Il Consiglio Comunale di Sinnai.

Preso atto della volontà popolare manifestata attraverso la raccolta di numerose firme di cittadini sinnaesi;

Preso atto della volontà di tutti i componenti di questo organismo assembleare;

Pur nella consapevolezza delle difficoltà di intervento precluse dalla normativa vigente, ESPRIME la propria preoccupazione per l’accentuarsi del fenomeno relativo alle nuove installazioni di impianti per la telefonia mobile che, se non governato tempestivamente, sempre nel rispetto della normativa vigente, può creare ulteriori allarmi e pericoli per la popolazione.

Dà mandato al Sindaco e alla Giunta Comunale di porre in essere tutte quelle azioni tese alla minimizzazione degli effetti di tali installazioni sulla popolazione. In primo luogo quindi di richiedere alla A.S.L. n. 8, alla luce della nuova installazione, un monitoraggio puntuale e continuo dei livelli di esposizione alle onde elettromagnetiche, e, inoltre, alla Commissione Consiliare Permanente competente, la predisposizione tempestiva dell’apposito Regolamento Comunale, da portare all’esame quanto prima del prossimo Consiglio Comunale.”

 

Il Presidente del Consiglio mette ai voti il documento, predisposto dalla Conferenza dei Capi Gruppo e letto dal Cons. Falqui Giovanni, che viene approvato all’UNANIMITÀ. 

 

 

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Il presente verbale previa lettura e conferma viene firmato come appresso:

 

          IL PRESIDENTE                                                    IL VICE SEGRETARIO GENERALE

        F.to VALENTINI                                                                            F.to ARESU

 

 

Pubblicato all’Albo Pretorio dal 24.05.2004 e per gg. 15.

                                                                                          IL VICE SEGRETARIO GENERALE

                                                                                                                 F.to ARESU

 

 

Per copia conforme al suo originale ad uso amministrativo.

 

Sinnai, lì 24.05.2004

                                                                                                        Il Funzionario Incaricato

                                                                                                                        Cardia