COMUNE DI SINNAI                                                                    PROVINCIA DI CAGLIARI

 

 

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

S.N.  del Reg.

 

Data 08.04.2003

 

OGGETTO:

 

Verbale senza numero:

Discussione unificata sul Programma Triennale delle Opere Pubbliche e Bilancio.

 

L’anno Duemilatre, il giorno Otto del mese di Aprile alle ore 17,30 nella sala delle adunanze consiliari.

Alla prima convocazione in sessione ordinaria ed in seduta pubblica, che è stata partecipata ai signori Consiglieri a norma di legge, risultano all’appello nominale:

 

CONSIGLIERI

P

A

CONSIGLIERI

P

A

 

1)     SERRELI SANDRO

X

 

12)  LOBINA BRUNO

X

 

2)     LOBINA ALDO

X

 

13)  SERRA MASSIMO

X

 

3)     TREMULO PAOLO

X

 

14)  FALQUI GIOVANNI

X

 

4)     ANEDDA TARCISIO

X

 

15)  ZEDDA CELESTE

X

 

5)     PUSCEDDU M. BARBARA

X

 

16)  ORRU' ANDREA

X

 

6)     LOI MARCO

X

 

17)  LEONI MASSIMO

X

 

7)     MORICONI CESARE

X

 

18)  PODDA SALVATORE

X

 

8)     VALENTINI EMILIO

 

X

19)  MELIS GIUSEPPE

X

 

9)     UDA SARA

X

 

20)  CAPPAI MASSIMO

 

X

10)  MALLOCCI MASSIMILIANO

X

 

21)  MANNU GIORGIO

X

 

11)  CAU GRAZIANO

X

 

 

 

 

 

Presenti        n° 19

 

Assenti            2

 

 

OLTRE ALL'ASSESSORE TECNICO: ATZERI GIULIO

P

A

X

 

 

 

Presiede il Sig. Lobina Aldo nella qualità di Consigliere Anziano con l’assistenza del Segretario Generale Dr.ssa Angotzi Maria Assunta.

 

Il Presidente, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta.

 

Nomina scrutatori i Consiglieri Sigg.:

- Podda Salvatore - Mallocci Massimiliano - Cau Graziano.

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Dopo l'esame dei punti 1,2,3,4,5,6,7 all'ordine del giorno, il presidente del Consiglio Lobina Aldo propone di discutere il punto n. 8 sul Programma Triennale delle Opere Pubbliche unitamente a quello n. 9 sul Bilancio.

 

Intervengono:

 

Il Cons. Mallocci Massimiliano il quale dice che con l'approvazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2003/2005, da parte del Consiglio Comunale, si compie un ulteriore passo verso quel percorso di programmazione che questa Amministrazione aveva proposto ai cittadini all'inizio della legislatura. In sede di 3° Commissione Consiliare, prosegue, abbiamo potuto analizzare la composizione e suddivisione di questo vitale strumento che segna lo sviluppo del paese e frazioni nei prossimi anni, abbiamo visto un Piano Triennale delle Opere Pubbliche che contiene delle parti ambiziose che guardano avanti verso il prossimo futuro. Vi sono anche alcune parti che riguardano interventi, più modesti ma altrettanto importanti e alcuni interventi di miglioria di progetti e lavori, oggi, in corso. Particolarmente ricchi ed importanti sono gli interventi che riguardano la risorsa acqua, sono previsti interventi per l’eliminazione delle perdite nella rete idrica di Sìnnai e centro di Solanas, la realizzazione della nuova rete idrica e del laghetto collinare nella frazione di Solanas e il collegamento della rete idrica di Tasonis all'acquedotto ESAF di Corongiu e la nuova condotta foranea. Altro intervento, particolarmente importante, riguarda il settore ambientale per il quale sono previsti la manutenzione ed il ripristino della funzionalità idraulica delle aste fluviali dei rii più importanti attorno al paese, compreso il rio Solanas, la bonifica delle discariche e la pulizia delle campagne. Da non dimenticare l'intervento per la realizzazione dei parcheggi e tutte le opere di completamento delle urbanizzazioni primarie in genere, per la quale, voglio evidenziare, dice, quelle che riguardano zone di completamento, abitate ormai da anni, come al nord della via funtaneddas e a sud della via Perra. Un altro progetto che si sta per realizzare, ed è il sogno di tutti i Sinnaesi: è la realizzazione del Parco, nell'area bassa e nella collina di Bruncu Mogumu, della Pineta da tempo in stato di abbandono, con finanziamenti della legge regionale n. 37. Ho citato, prosegue, solo alcuni esempi di importanti interventi contenuti in questo piano triennale ma, come ha illustrato l'Assessore, vi sono innumerevoli progetti e programmi che riguardano vari settori come il turismo, le attività produttive, lo spettacolo, lo sport, la viabilità, il decoro e l'arredo urbano. Ritengo che questo sia un piano triennale completo che soddisfa le esigenze delle associazioni in genere, delle imprese, degli artigiani, dei commercianti e di tutte le categorie di cittadini. Colgo quindi l'occasione per ringraziare i componenti della 3° Commissione Consiliare per il lavoro svolto, l'assessore ai lavori pubblici e voi tutti  per l'attenzione che mi è stata data.

 

Il Cons. Podda Salvatore il cui intervento scritto si allega al presente verbale sotto la lettera "A".

 

Il Cons. Falqui Giovanni il quale fa i complimenti all’Ass. Atzeri, all’Ass. Moriconi e all’intera Amministrazione. L’Ass. Atzeri ha illustrato, dice, quali sono le difficoltà nelle quali il bilancio del Comune di Sinnai, come quello di tutti i Comuni italiani, si dibatte. Difficoltà già evidenziate in tempi anche precedenti  all’approvazione della stessa Finanziaria dello Stato. Esponenti di Città quali Milano, Venezia, Roma, hanno già dall’autunno scorso, appena si è avuto sentore di quelli che sarebbero stati i provvedimenti del Governo in materia di finanza pubblica, espresso le loro forti preoccupazioni per questi provvedimenti che avrebbero penalizzato soprattutto i Comuni. Fa i complimenti all’Amministrazione perché pur in questa situazione di estremo disagio, in cui da un lato la manovra finanziaria nazionale e dall’altro lato i cronici ritardi di questa Regione Sarda, si è riusciti a chiudere un bilancio dignitoso e che contiene alcuni elementi importanti per la popolazione di Sinnai (ulteriori agevolazioni per i proprietari della casa di abitazione estesa anche ai cittadini che hanno, nel proprio nucleo familiare, dei portatori di handicap). Se a questo si aggiunge lo stanziamento di circa 50.000 euro per le famiglie bisognose, per sostenerle nel pagamento delle bollette acqua, penso sia un segnale importante. Credo che il piano delle opere pubbliche sia un programma, come nel passato, concreto, fattibile, realizzabile, dove non ci sono opere “Faraoniche” ma opere concrete di intervento nel centro abitato di Sinnai e Frazioni. Opere che rispondono all’esigenza di migliorare lo standard di qualità, lo stato della vita e quindi strade, occupazione, imprese, sport etc.. Dire che questi sono interventi illusori reputo sia ingeneroso e non rispondente alla realtà. Ha fatto bene il Cons. Podda a citare l’art. 14 della legge 109 (anche se non è più 109) perché il primo comma dell’art. 14 è illuminante in quanto conferma che il programma triennale delle opere pubbliche, che non a caso rispetto alla vecchia formulazione della legge si chiama programma e non più piano, è un atto di indirizzo perché, in questo programma, l’Amministrazione esplicita le sue scelte e le sue indicazioni per lo sviluppo della cittadinanza. E’ chiaro che poi, queste indicazioni, devono essere tradotte operativamente. Da qui la scelta di puntare nel 2003 su certi interventi e rimandarne altri, che hanno una priorità secondaria, al 2004 e altri ancora al 2005. Queste scelte non sono basate sulla fantasia o sul desiderio ma sulle possibilità concrete del bilancio comunale e sugli strumenti che la Regione, lo Stato, la Comunità Europea mette a disposizione degli Enti Locali per l’ottenimento dei finanziamenti per la realizzazione di queste cose. Dietro ogni intervento, come nel passato, c’è uno studio attento delle disponibilità e delle possibilità offerte dalle leggi regionali, dai bandi P.O.R., dagli accordi di negoziazione decentrata etc.. Non sono delle opere buttate li per fare numero o notizia nei confronti dell’esterno. Bisogna avere l’onestà intellettuale di andare a vedere, nel concreto, quali opere dei piani precedenti sono andate avanti e quali si sono fermate e perché si sono fermate. Cita due piani: Il piano parcheggi fermo dal 1985 circa perché la Regione Sardegna, che è stata anche condannata dalla Corte dei Conti, teneva questi soldi in banca e non li spendeva. Solo in seguito all’intervento della Corte dei Conti, miracolosamente, sono stati di nuovo tirati fuori, naturalmente, sempre con i tempi della regione. Per cui oggi, a distanza di diciotto anni dall’approvazione della legge Tognoli, questi fondi stanno arrivando negli enti ai quali erano stati destinati. La realizzazione dell’Ostello della gioventù e del Centro Culturale nella zona Sa Pira da finanziare in base alla L.R. n. 28/1984 (nove anni), abbiamo speranza che almeno nel piano triennale del 2009/2012 trovi concreta attuazione. Tutti gli altri sono stati realizzati o sono in corso di realizzazione. Mi chiedo dove sia la “fantascientificità della cosa”. Sono stati ottenuti finanziamenti che in passato sarebbero sembrati “fantascientifici” per gli importi. Sulle osservazioni tecniche del Cons. Podda relative ai tempi di pubblicazione ritengo che altri, sicuramente più informati, possano rispondere meglio, comunque certo è che lo scopo della pubblicazione è quello di permettere a chiunque di presentare proposte concrete. Lo stesso scopo ha la presentazione del piano delle opere pubbliche in assemblea pubblica e la stessa finalità ha quello di mettere il piano, assieme al Bilancio, a disposizione dei Consiglieri Comunali 20 giorni prima del Consiglio Comunale. Questo per permettere a chiunque (semplice cittadino o Consigliere Comunale) di proporre modifiche o integrazioni. Sono curioso, continua, di sapere se e quali proposte,  in questo periodo, sono pervenute da parte della cittadinanza e dei Consiglieri e se qualcuna di esse è stata accettata, in particolare se le proposte della minoranza sono state prese in considerazione e inserite nel piano e nel bilancio, fermo restando che anche questa è una ulteriore occasione per presentare proposte che devono, però, essere concrete, perché non si può dire: “opere faraoniche”, “non è stato realizzato niente perché sono tutti programmi campati in aria” senza dire quali sono “faraoniche”, qualinon sono state realizzate”, quali si vorrebbero realizzare. Si dice anche “la cittadinanza paga le cattive scelte di questa amministrazione che non sa spendere i soldi o chissà come li spende”, desidero sentire anche come dovrebbero essere spesi, per fare che cosa, penso che non ci sia occasione migliore di questa per un Consigliere Comunale, visto che si è nella sede in cui si dibattono queste cose. Da parte mia rinnovo le congratulazioni all’Amministrazione e invito a lavorare sempre tenendo presente gli obiettivi fondamentali di arricchire, migliorare e riqualificare il tessuto urbano inteso, non solo nel senso di opere pubbliche, ma, in senso lato, in senso anche culturale e sociale.

 

Il Cons. Orrù Andrea il cui intervento scritto si allega al presente verbale sotto la lettera "B".

 

Il Cons. Anedda Tarcisio il quale afferma che il lungo elenco delle opere avviate, che è stato proposto al Consiglio dalla minoranza, è già un sottolineare l’immensa mole di lavoro che questa l’Amministrazione sta svolgendo, perché anche per la necessità di fare piccole o grandi critiche sulle opere, in modo implicito si riconosce il lavoro che si svolge ed è davvero difficile poter contenere, in un intervento breve, le considerazioni che su questo lavoro è necessario ed utile fare. Avrei gradito la proposta del Presidente di riunificare, gli interventi relativi al Piano per gli Investimenti, in particolare per le Opere Pubbliche e del Bilancio, perché togliere, dal contesto sociale in cui le opere vengono programmate e realizzate, i lavori pubblici significa non sottolineare il valore dell’opera stessa, per cui se non si comprende qual’è “l’utilità sociale e civile” di queste opere si rischia di scambiare anche un’opera necessaria per una piccola “cattedrale nel deserto” o per un’opera “Faraonica” e così non è. Ogni intervento che nasce dalla programmazione di questo Comune può essere contestualizzato ed ogni intervento nasce da un sogno. Guai se si svolgesse attività politica rinunciando a sognare. Si sogna quando ci si sforza di pensare al meglio per il proprio paese e la propria comunità anche di fronte ad ostacoli di carattere economico o di carattere pratico: realizzare un’opera non è facile. Il Bilancio proposto è una dimostrazione della possibilità di realizzare i sogni. La radice unitaria di tutte le proposte di questo sogno la si trova ribadita negli indirizzi programmatici di fondo che venivano proposti ai redattori del Piano Urbanistico Comunale. L’ambizione era quella di aprire il contesto sociale, urbanistico, territoriale di Sinnai alla realtà che lo circondava e possibilmente ad una realtà ancora più ampia, attraverso il meccanismo economico del turismo, ma era anche quello di realizzare condizioni di isovalore in ogni quartiere del centro abitato e nelle frazioni. Cioè far si che, ogni borgata, ogni quartiere di Sinnai, avesse la stessa dignità, presentasse la stessa gradevolezza alla residenza di ogni altro. Evitare una stratificazione per ranghi del tessuto urbano di Sinnai e la programmazione che ne è conseguita, sia attraverso l’elaborazione degli strumenti urbanistici, non solo del Piano Urbanistico Comunale ma anche degli strumenti attuativi, è sempre rimasta ancorata a questo concetto: chi vive a Santa Vittoria, chi vive in zona Pineta, chi vive in zona Sant’Elena, chi decide di tornare nel centro storico deve poter essere orgoglioso della sua scelta. Ogni quartiere dovrà possedere, e ha già, i servizi di base indispensabili, tant’è vero che, realtà più unica che rara, nel panorama del nostro territorio ogni quartiere ha la sua scuola di base. Però è anche vero che ogni quartiere deve valorizzare le sue specificità, deve specializzarsi anche in relazione ai servizi in grado di offrire. Questo aspetto veniva curato cercando di programmare una forte complementarietà tra quartieri diversi, ecco perché era necessario individuare una nuova zona che diventasse il cuore del paese (Sant’Isidoro) con un intervento che non sarà più a servizio solo di quel quartiere ma dell’intera cittadina e non solo di questa. Ecco la volontà di recuperare i luoghi storici e, in particolare, il nucleo del centro storico con la ristrutturazione della Chiesa, dell’ex Municipio, il recupero di quello che era l’antico edificio del Monte Granatico e la riconnessione di questo cuore con il resto del centro storico, badando anche alla qualità, alla riqualificazione delle opere di urbanizzazione e alla connessione con l’intero centro abitato. Di pari rango devono essere gli interventi o la qualità della vita nel quartiere della Pineta, di Baccu Settimo e così via. Penso che la proposta di questo programma degli interventi per le opere pubbliche e del bilancio sia coerente con questi intendimenti. Torno alla considerazione iniziale che ogni opera pubblica va inquadrata nel contesto urbano e sociale in cui si inserisce. Il Teatro ha una sua funzione e non nasce disgiunto dai servizi accessori. Il parcheggio della scuola di via della Libertà non è funzionale al Teatro. Questo ha il suo parcheggio, giustamente ubicato alla distanza di qualche centinaio di metri per evitare disturbi, che è ugualmente finanziato ed è in corso di realizzazione. Il nostro dovere di Consiglieri, indipendentemente dal ruolo di maggioranza o di minoranza, è quello di dare informazione all’esterno e non quello di mostrarsi disinformati. Ritengo che, nel nostro ente, la programmazione sia diventata, da tempo, una prassi consolidata e il risultato sia nelle cose. Quando si programma seriamente e nel rispetto delle leggi, coniugando il sogno al rigore amministrativo, i risultati sono molto concreti. Questi risultati concreti sono quelli che derivano dal grado di accesso ai fondi Comunitari che questa amministrazione ha saputo dimostrare, solo, ed esclusivamente, grazie alla capacità e all’efficacia della programmazione. Fu così gia nei Patti Territoriali, nonostante il Comune si trovasse a competere con realtà molto più forti, risultò il Comune più finanziato, è così adesso, anche in quasi tutte le misure del P.O.R. Sardegna. Nelle prime due annualità il Comune di Sinnai è quello più presente, tanto che questo fatto sta determinando anche delle reazioni o avrebbe determinato delle reazioni se non fosse che si é in presenza di bandi pubblici nel rispetto della normativa Comunitaria. Comunque sia, il punteggio, ci ha dato ragione. Mi chiedo se tutto ciò sarebbe stato possibile se non vi fosse stata consuetudine o se non vi fossero state professionalità all’altezza del compito. Per questo, di fronte alle perplessità pur legittime e giustificate, mi sento tranquillo perché abbiamo, come supporto, una organizzazione tecnico-amministrativa in grado di rasserenare tutti sul rispetto delle procedure. Detto questo, prosegue, gli interventi che si sono succeduti, e l’illustrazione dei piani, sono passati sopra alcuni problemi vitali per lo sviluppo del paese. Penso che alcuni limiti, che venivano già considerati gli anni passati, si stiano ripercuotendo, anche in termini negativi, sulle potenzialità di sviluppo che ha il nostro paese. Potenzialità che adesso diventano fatti reali, concreti e, quindi, opportunità che non possono essere disperse. Il primo punto di debolezza è la scarsa efficacia dei momenti di collaborazione con altri enti soprattutto altri enti locali. C’è stata difficoltà di rapporti, anche con altri enti strumentali della Regione, con l’Esaf e con le Foreste Demaniali, ma c’è anche la difficoltà di dialogo, con gli altri enti a rappresentanza politica, che determina danni non solo per loro ma anche per noi. Anche quando siamo stati noi ad operare in favore delle realtà con le quali si cercava la collaborazione, ne abbiamo fatto le spese. Mi riferisco ai tempi, eccessivamente lunghi, relativi al riassetto del servizio di nettezza urbana. Tempi che determinano costi a carico dell’Amministrazione. Trecentocinquantamila euro, utilizzati per pagare costi superiori a quelli che in realtà potrebbero essere sostenuti se vi fosse una razionalizzazione del settore, pesano sulle casse del Comune e privano di risorse le iniziative dei diversi assessorati. Mi auguro che questo sia un anno determinante, però, il ritardo, deriva dalla mancata o tardiva risposta che gli interlocutori hanno dato non solo ad una programmazione sulla carta ma anche ad un pacchetto completo nei dettagli che, se accettato, modificato o comunque approvato in tempi rapidi avrebbe consentito ad uno qualunque degli enti capofila di espletare le procedure per avviare, in tempi rapidi, la riorganizzazione del servizio nel rispetto delle norme anche di recente intervenute.

Siamo stati inseriti, ai primissimi posti, nella programmazione Stato-Regione per la realizzazione delle reti di distribuzione del gas di Città. Riuscire a pagare di meno la risorsa energetica, così fondamentale per lo sviluppo di un paese, è un sogno ed un bisogno, come approfondire il contenuto tecnologico dei servizi che accompagnano il nostro vivere quotidiano è anche una esigenza di sviluppo. Nonostante fossimo, e siamo ancora, ai primi posti nell’attribuzione del punteggio per la realizzazione di queste opere, il fatto che, per poter rientrare nelle condizioni di finanziamento, si è dovuto fare ricorso all’accordo tra Comuni, sta determinando rischi di perdite di finanziamenti già riconosciuti ai nostri tre Comuni. Indipendentemente dalle questioni che possono sorgere, tra le Amministrazioni di questi Comuni, una azione di sensibilizzazione deve essere fatta a livello di tutti i gruppi politici per evitare che ancora vi sia, in realtà diverse anche se vicine alla nostra, un modo distorto di ragionare, per cui si ragiona in termini di appartenenza politica e non in termini istituzionali. Siamo amministratori delle Comunità e, nel momento in cui veniamo eletti, esercitiamo il nostro mandato senza vincolo e dobbiamo tutelare gli interessi collettivi, dimenticando se necessario, la lotta politica che si deve fare nel momento opportuno e non a spese delle Comunità. Chiede al Sindaco, all’Assessore ai servizi tecnologici che una volta approvato il Bilancio, si provveda immediatamente alla pubblicazione per l’avvio della procedura di individuazione del partner per la finanza di progetto. Ce lo consente la legge, abbiamo già un protocollo sottoscritto. E’ l’unica condizione che può ancora consentire il recupero di quei fondi assegnati ai tre Comuni che concorsero per il finanziamento dell’opera. Un altro aspetto, in termini generali, che mi preoccupa è, non tanto la scarsa volontà di partecipare alla programmazione dello sviluppo del paese, ma le difficoltà di ordine, spesso personale, o culturale che si frappongono tra le programmazioni e l’attuazione delle programmazioni, laddove è richiesto un ruolo attivo ad esempio dei proprietari delle aree. In questo momento assistiamo a numerose iniziative di attuazione di comparti edificatori compresi i comparti turistici e quelli produttivi. La difficoltà sta nel fatto che c’è chi ancora, come cittadino, non concorre all’iniziativa dei privati per l’attuazione della programmazione del Comune. E’ questa una condizione che sta determinando dei danni già in altri casi, basta pensare alle difficoltà per il risanamento urbanistico di Serralonga oppure alla situazione di Tasonis per toccare con mano quali effetti devastanti possono esserci dalla mancata assunzione di responsabilità da parte di chi deve collaborare per evitare un intervento di imperio per la realizzazione di quei piani di attuazione. Nello strumento urbanistico è stata prevista la procedura dell’accordo di programma. Sollecito un’azione decisa dell’Amministrazione per realizzare quegli interventi che, se restano solo sulla carta, comporteranno mancato sviluppo e mancata crescita. La proposta è molto concreta, ogni qualvolta arriva in quest’aula una proposta di piano urbanistico attuativo, di piano di lottizzazione che prevede sub-comparti per mancata adesione degli altri proprietari, il Consiglio dovrebbe, contestualmente, approvare l’attuazione di quel comparto e, per i sub-comparti, che non hanno partecipato all’attuazione, stabilire i termini sotto forma di programma di attuazione per il completamento del piano.

E’ indispensabile, soprattutto nelle zone produttive, nelle zone turistiche ma lo è anche nelle zone residenziali perché, altrimenti, si assiste ad una crescita disordinata (a pezze, ad abito di Arlecchino) e non è possibile immiserire la qualità della residenza oppure impedire lo sviluppo produttivo o turistico solo perché esistono inerzie di questo genere che sono quasi sempre culturali. Per cui, la legge ha individuato lo strumento, noi lo abbiamo recepito nei nostri strumenti urbanistici, se approviamo la lottizzazione di un comparto di cinque ettari e se a questo comparto aderisce solo la proprietà relativa ad un ettaro noi in quel momento dobbiamo approvare e stabilire che gli altri, entro un anno o due (il tempo che deciderà il Consiglio), devono attuare, devono convenzionare, altrimenti (così prevede la legge) il Comune acquisirà e realizzerà d’ufficio. L’alternativa è quella di rimanere paralizzati, in balia della irresponsabilità di poche persone che scopertesi (ad es. nel piano di risanamento urbanistico di Serralonga) non proprietari del fondo posseduto, anzicchè regolarizzare la proprietà, anche facendo la pratica di usucapione a se stessi, continuano a rimanere inerti a danno di una parte importante della nostra Comunità che ha necessità di usufruire di quelle aree e a danno anche dell’economia che, in questo modo, viene bloccata. Altro aspetto che mi preoccupa è quello, dice, che questa Amministrazione è destinata a governare un momento eccezionale. I nostri collaboratori hanno dimostrato di essere all’altezza della sfida che i tempi propongono se è vero come è vero che il Comune di Sinnai è degnamente presente in tutti i bandi. Esiste però un altro aspetto: è bello, appassionante e gratificante sognare, programmare ed è altrettanto bello ed entusiasmante e gratificante scoprire di essere riusciti a guadagnarci i finanziamenti, ma, il lavoro vero, inizia solamente dopo, sia nella fase di attuazione delle opere sia nella fase di attivazione dei servizi, perché dietro ogni opera vi è un servizio che qualifica la vita. Se si vince la gara della programmazione e del finanziamento e poi, non si è in grado, per limiti oggettivi, di governare la realizzazione delle opere, soprattutto l’attivazione e il governo dei servizi, si rischia di perdere una occasione irripetibile. E’ determinante, in questa dinamica, la qualità e capacità di lavoro della nostra macchina amministrativa. Il personale deve essere, ora più che mai, motivato, gratificato, incentivato e sostenuto.

Ora più che mai deve essere intensificata quella collaborazione, anche cordiale, tra dipendenti e Amministratori ed in particolare Assessori e Sindaco. E’ facile rispettare determinati schemi, programmare, attuare e amministrare per budget, assegnare gli obiettivi e verificarli a fine anno. In una realtà così complessa dove gli obiettivi sono molto diversi, diversificati e numerosi si ha bisogno di coinvolgere tutte le persone che per la collettività operano e che gli obiettivi vengano conseguiti non soltanto attraverso una programmazione annuale iniziale ma debba proseguire con la stretta collaborazione Funzionario-Assessore durante tutto il corso dell’anno. Per fare questo significa grande disponibilità dei nostri Amministratori e del Sindaco (che c’è già) ma soprattutto significa anche meccanismi in grado di accentuare l’efficacia di questa collaborazione. Significa attuare le condizioni fondamentali per una gestione ottimale dei budget, quindi massima circolazione delle informazioni, significa sacrificio per cercare di definire i programmi in tutti i momenti e soprattutto grande capacità di lavoro. Per fare questo è indispensabile valorizzare al massimo le professionalità di cui il nostro Comune è ricco e trovare tutti i modi per accentuarne la motivazione. Far si che ogni successo dell’Amministrazione sia il successo di tutti quelli che operano con essa. Questo aspetto non è facile perché si tratta di avere a che fare con persone che hanno aspettative, sentimenti, spesso anche risentimenti. E’ chiesto soprattutto uno sforzo di carattere umano, oltre che di carattere Tecnico-Amministrativo. Abbiamo un supporto che ci sta garantendo successi insperati ma abbiamo bisogno di una accentuazione di questo supporto. Dobbiamo fare di tutto affinché i programmi avviati si traducano nel migliore dei modi in opere che sono in grado davvero di migliorare la qualità della vita e di innescare e alimentare uno sviluppo senza il quale tutti noi avremo fallito il nostro mandato.

 

Il Cons. Zedda Celeste il quale afferma che è sempre un problema intervenire dopo considerazioni estremamente pacate, serene, nonché tecnicamente e politicamente corrette, a differenza di altre che, in genere, sono farcite di riferimenti politici a istituzioni superiori. Nelle Istituzioni comunali persiste la tendenza a scaricare le responsabilità su tagli, su mancati trasferimenti, su strategie politiche di ampio respiro che tengono conto o non tengono conto delle necessità degli enti locali come Sinnai, per poi, anche questi aspetti, essere smentiti da considerazioni di componenti della stessa maggioranza quali l’Ass. Falqui, che ha ricordato opportunamente, e anche io ricordo, che il piano parcheggi risale al 1985. In tutti questi anni, prosegue, c’erano al governo della Regione e dello Stato componenti politiche diversificate. Quindi è sempre una tendenza, quella che si manifesta nelle discussioni sulla programmazione, sui bilanci e si manifesta in tutti i Consigli Comunali nonché nei Consigli di Istituzioni superiori come Provincia, Regione, Stato. Una ricerca di elementi critici nei confronti della parte politica o dell’aggregazione politica che lo propone, che, immancabilmente, a seconda delle istituzioni o delle amministrazioni locali è “mutatis mutandis” appartenente a formazioni politiche diverse, opposte. Qui c’è un centro sinistra e all’opposizione c’è un centro destra e in altre realtà è il contrario, però tutti fanno riferimento allo stesso meccanismo e allo stesso metodo. Invece quando le riflessioni (pur con osservazioni critiche nei confronti degli interventi dei singoli) assumono la connotazione di riflessione sulle cose, sul metodo, sulle strategie, è difficile sottrarsi alla sollecitazione e al richiamo a ragionare sui meccanismi che la politica e l’impegno politico-amministrativo, che ognuno di noi si è assunto proponendosi all’elettorato, che è spesso vittima degli stessi meccanismi, è difficile sottrarsi a questa sfida che esula, apparentemente, dalla discussione attinente alle cifre, alla impostazione delle spese, al fatto che i bilanci sono costruiti e proposti da diverse formazioni politiche e in modo diverso a seconda della cultura contabile che caratterizza gli uffici finanziari dei diversi enti. Nel nostro caso si assiste a un bilancio che, nel complesso, somma a circa 95/100 miliardi di vecchie lire, stiamo parlando di € 48.877.000,00 circa e con € 33.511.000,00 di spese in conto capitale. Importi sui quali, ovviamente, si può fare un affidamento relativo. Il tempo, spesso, dimostra che una forma di lungimiranza, di programmazione, trova e incontra il favore delle amministrazioni superiori che, in buona sostanza, hanno anche il controllo delle risorse peraltro mai sufficienti, mai adeguate, rispetto alle richieste che tutti gli enti rappresentano, in base alla propria capacità di proposta e di elaborazione di strategie, agli enti superiori da un punto di vista istituzionale. Per cui, il problema della ripartizione di queste risorse, è un problema serio che è accompagnato, guarda caso, dal sostegno politico e dalla immagine di coerenza che le diverse amministrazioni locali o le diverse istituzioni riescono a rappresentare presso le organizzazioni superiori. Apprezzo, continua, un riferimento fatto dal Consigliere Anedda circa il dovere di essere informati da parte del Consiglio. Credo che attraverso questo dovere di informazione passi la condivisione della scelta e, soprattutto, la condivisione del metodo di lavoro che i diversi Consigli, piuttosto che le diverse istituzioni, dovrebbero darsi, in una cultura politica che si trasforma, cambia con una rapidità incredibile e alla quale, probabilmente, le diverse istituzioni non riescono ad adattare il loro modo di governare e di vivere questo tipo di esperienza. Infatti, dice, in conseguenza di questa osservazione che faccio mia perché la condivido totalmente, avevo immaginato di proporre, in sede di Commissioni, alle quali mi vedo costretto a muovere una critica perché ho l’impressione che vi si partecipi come una sorta di passatempo o di occupazione doverosa facendo solo atto di presenza e senza riuscire a diventare parte attiva nella elaborazione e nei ragionamenti che poi devono diventare sostanza nel dibattito interno all’Amministrazione stessa e al Consiglio. Un modo per sensibilizzare i singoli componenti il Consiglio potrebbe essere quello di adottare un meccanismo, praticato in diverse realtà amministrative, che consenta di stabilire un emolumento fisso, a favore dei singoli componenti il Consiglio, con la sottrazione, però, degli emolumenti riferiti alla mancata partecipazione ai lavori delle Commissioni piuttosto che ai lavori del Consiglio. Questo perché il coinvolgimento anche economico appare essere, in questo campo, come in altri, quella molla che riesce a smuovere l’interesse, la partecipazione attiva. Diverso è ottenere una forma di riconoscimento non remunerativa rispetto al tempo e all’impegno che la vita interna alle istituzioni comporta per cui, ognuno, si sente non riconosciuto e non apprezzato. Questo è un ragionamento che probabilmente potrebbe essere riferito anche ai singoli Assessori che, verosimilmente, non dedicano il tempo e l’impegno che, nella gestione di un ente come quello di Sinnai, meriterebbe e tenuto conto anche dei diversissimi impegni e dei carichi di lavoro ai quali sono chiamati ad assolvere. Questo potrebbe essere un modo per accompagnare quella sensibilità, che non dubito essere propria e tipica di ogni componente questo Consiglio, e per far si che si affronti il ragionamento politico amministrativo in modo diverso, piuttosto che in termini di contrapposizione tra rappresentanti di formazioni politiche apparentemente avverse ma che poi, in fondo, hanno il medesimo dovere, cioè quello di concorrere all’individuazione di meccanismi, di proposte e di ragionamenti che sono tesi all’individuazione di percorsi che portano bene alla Comunità che ognuno qui rappresenta. Siamo noi, prosegue, i primi che trasmettiamo all’esterno alimentando la contrapposizione anche di tipo personale e assumendo un atteggiamento critico nei confronti di scelte finalizzate e tese ad individuare obiettivi condivisibili ma attraverso percorsi che mettiamo in discussione perché altrimenti il meccanismo non funziona. Altro riferimento critico è la scarsissima partecipazione della Comunità a momenti importanti come questo, come la presentazione del piano delle opere pubbliche, come a suo tempo alla presentazione del piano urbanistico comunale, che denotano una scarsa sensibilità sociale e una particolare attenzione individuale, perché la ricerca di ognuno è tesa all’ottenimento di riconoscimenti personali a prescindere dalla valenza che i diversi  interventi hanno sulla collettività nel suo complesso. Una forma di attenzione positiva, da parte dei singoli Consiglieri e quindi del Consiglio nel suo complesso, oggi, porta, o dovrebbe portare, a una sensibilità diversa nei confronti dei processi dello sviluppo che, sempre di più, vedono la programmazione negoziata attenta alle proposte sui progetti integrati e, quindi, riferiti al territorio vasto piuttosto che a singole realtà amministrative. Questo significa che anche noi siamo obbligati a cogliere le opportunità che queste disposizioni di legge ci offrono nell’inserirci in un processo e progetto di sviluppo che non necessariamente, ma obbligatoriamente, non deve riguardare solo ed esclusivamente la nostra realtà territoriale ma deve vederlo calato in una realtà decisamente più vasta. E’ necessario affrontare questi aspetti con una mentalità più aperta, senza limitare il nostro impegno, la nostra presenza alla individuazione di aspetti critici, comunque sempre esistenti qualsiasi cosa si faccia e in qualsiasi modo la si faccia, per recuperare un intendimento collegiale rispetto ai grandi obiettivi di prospettiva sui quali non ho motivo di dubitare, nella misura in cui c’è una condivisione, quantomeno di tipo culturale, agevolata, accompagnata da tutta una serie di meccanismi, per recuperare questo senso di unità o di complementarietà che rappresenta una comunità in termini di forza rispetto  alle realtà che, probabilmente, sono meno organizzate, meno attrezzate culturalmente di quanto, potenzialmente, dovrebbe essere questa. Tant’è che, aldilà della complementarietà politica che ha caratterizzato le amministrazioni provinciali e regionali in periodi passati, con raggruppamenti politici simili rispetto a quelli che governavano l’amministrazione comunale di Sinnai, mai c’è stata una attenzione, in termini economici (forse perché sono maturati i tempi o sono cambiati i meccanismi di approccio e di valutazione della struttura nel suo complesso) però, mai e poi mai, sono arrivati tanti soldi quanti ne sono arrivati in questo periodo, non perché ci sia una attenzione più puntuale ed attenta da parte delle istituzioni nei confronti di Sinnai, ma perché il tempo ha fatto si che una programmazione coerente, adeguata e puntuale abbia sortito i suoi effetti rispetto ad altro che invece non c’era. Probabilmente se avessero potuto non glieli avrebbero riconosciuti, li avrebbero destinati ad altre parti dove i territori sono decisamente più attrezzati e si presentano accompagnati da un sostegno politico che, in questa realtà territoriale ed in quelle contermini non esiste, perché continua ad imperversare la convinzione che soli è meglio e si riesce probabilmente a raggiungere obiettivi più esaltanti e più appaganti. La storia ha detto che non è così, esistono anche tentativi, da parte di organismi sovracomunali come la Comunità Montana, di andare in alcune direzioni suggerite da disposizioni di legge ultime, che comportano e prevedono anche delle agevolazioni di natura economica, per esempio nella gestione dei servizi associati,  sui quali è difficile recuperare la disponibilità da parte delle diverse amministrazioni. Per cui, troppo tempo dev’essere dedicato ad una attività di sensibilizzazione e di mediazione, troppo tempo che poi va ad essere sottratto alla impostazione di progetti e di interventi che abbisognano, ovviamente, di accorgimenti di natura amministrativa e tecnica che, non possono, essere seguiti perché prima, ovviamente, bisogna mediare fra le diverse posizioni.

E’ innegabile che per effetto di questo limite culturale, ogni singola amministrazione, nella misura in cui esiste la possibilità di affidare a organismi terzi probabilmente meglio attrezzati per assolvere a gestioni di questo tipo, si sentono “espropriate di funzioni”. In alcune realtà è cosi, e piuttosto che cogliere la efficacia, la efficienza e l’economicità in alcune gestioni associate, non in quella della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani perché le impostazioni del nuovo modo nella gestione di questo settore comporterà certamente un’aumento della spesa, almeno nella fase iniziale, quindi è inutile che immaginiamo chissà quali scenari economici vantaggiosi per le singole amministrazioni, però è prevalente questa sensazione di perdita da parte delle singole amministrazioni piuttosto che la constatazione di un passo in avanti da un punto di vista pratico tecnico e quindi economico ma, soprattutto, da un punto di vista politico, perché poi le realtà complementari, quelle omogenee soprattutto che hanno problemi sufficientemente simili aldila del colore delle amministrazioni che gestiscono direttamente, perché tutti quanti si scontrano con queste difficoltà, troverebbero modo per attrezzarsi anche da un punto di vista amministrativo per competere con altre realtà territoriali che si stanno attrezzando in questa direzione e con altre realtà che si sono già attrezzate in questa direzione e che quindi espungono da questa sorta di confronto quelle realtà, come la nostra, che non essendo attrezzate alla necessità, sono praticamente tagliate fuori dai grossi circuiti dei finanziamenti, delle realizzazioni, e soprattutto dall’inserimento nel grande circuito della grandi amministrazioni. In questo senso, per tornare al Bilancio, tenuto conto che il costo della gestione del mantenimento in piedi della struttura nel suo complesso, praticamente utilizza tutte le entrate dei primi tre titoli del bilancio, non escludo che sarebbe probabilmente utile rivedere l’organizzazione della macchina amministrativa, ma già in questa direzione l’amministrazione ha adottato una forma di riorganizzazione delle diverse aree, riducendole da sette a quattro, mantenendo, comunque sia, sette settori, individuando dei funzionari responsabili delle diverse aree e accorpando delle aree sotto la responsabilità di funzionari. Non nascondo che mi sfugge la logica, dice, nella strategia di questo cambiamento. Evidentemente c’era una qualche farraginosità, un qualche meccanismo inceppato per cui la riduzione a quattro aree rappresenta un tentativo, o un percorso, che sarà certamente meritevole di grande attenzione, perché non ho motivo di dubitare, tenuto conto dei diversissimi impegni che questa amministrazione ha, non avrà bisogno di tanto tempo per capacitarsi della corretta impostazione di questo meccanismo, piuttosto che verificare la non correttezza di questa impostazione e adottare dei provvedimenti di aggiustamento. Quello che non mi sento di condividere, sempre in funzione di un dovere di informazione da parte del Consiglio, perché, in genere, chi non conosce e non sa, si chiude a riccio e vede con sospetto l’assunzione di iniziative che, ad occhi inesperti, possono apparire delle rivoluzioni annunciate e, non capendone, non cogliendone il senso le critica piuttosto che assumere un atteggiamento di favore. Questa iniziativa fa parte, in buona sostanza, di un metodo gestionale importante, perché ridistribuisce una serie di competenze e assume una posizione forte rispetto ad una organizzazione piuttosto che riorganizzazione del settore nel suo complesso. Credo che, quantomeno formalmente (nella sostanza il rapporto di collaborazione è tutto da recuperare) sarebbe stato opportuno coinvolgere le Commissioni in una scelta strategica per il corretto funzionamento dell’ente, perché sono scelte, atteggiamenti e comportamenti di questo genere che denotano o trasmettono una immagine di adeguatezza dell’amministrazione nel suo complesso. Sono segnali che come Consiglieri trasferiamo all’esterno, alla cittadinanza e interpretiamo, a seconda delle scelte e dei percorsi che l’Amministrazione segue, come una forma di apertura e di coinvolgimento del Consiglio oppure come un atteggiamento di chiusura se non di prevaricazione che, ugualmente, trasmettiamo all’esterno. Il mancato coinvolgimento comporta la costruzione di “muretti”, piuttosto che “muri”, che impediscono un corretto interscambio, perché sono convinto che esiste il momento della contrapposizione (consultazione elettorale) ma poi c’è un momento della gestione nel quale ritengo che l’apporto o il concorso di tutti sia certamente utile, quantomeno per trasferire a quelli che si affacciano per la prima volta alla esperienza politica un metodo, a loro sconosciuto, del quale devono fare tesoro e lo fanno nella misura in cui il metodo stesso è apprezzabile e condivisibile. Per cui, nelle scelte importanti, anche il Cons. Anedda, nel suo intervento lo affermava, il sostegno e la partecipazione dei diversi gruppi politici alle richieste, che vengono presentate alle istituzioni superiori, se sono accompagnati da un sostegno politico complessivo, probabilmente hanno o cumunque rappresentano o potrebbero rappresentare, per il paese nel suo complesso, una immagine di unitarietà, che probabilmente non c’è mai stata se non in rarissime occasione nei decenni passati e rappresenterebbe comunque, anche nei confronti delle altre realtà amministrative vicine, un esempio da emulare piuttosto che un esempio da evitare. Del bilancio non ne abbiamo parlato più di tanto anche perché non c’è molto da dire in quanto è praticamente di poco più di 10 milioni di euro che rappresentano i trasferimenti ordinari. Tutto il resto è una ipotesi di lavoro che testimonia una impostazione e un programma dell’Amministrazione che, per quanto ci riguarda, non avendo avuto la possibilità di concorrere alla individuazione della strategia vera, è comunque rappresentato dalla realizzazione di lavori pubblici che sono propedeutici ad un disegno di sviluppo della comunità nel suo complesso. Dice di individuare e leggere il metodo dell’investimento e della strategia solo ed esclusivamente in quelle che sono somme certamente recuperabili come un mutuo per la realizzazione di un centro ambientale di Solanas, un mutuo per opere stradali, un mutuo per acquisto automezzi e attrezzature e un mutuo per la riqualificazione della zona di Sant’Elena. Non voglio fare passi indietro, continua, e quindi assumo un atteggiamento critico fine a se stesso per una questione di posizione politica, però, se la realtà di Solanas (come la realtà delle frazioni) che oggi rappresenta lo sbocco turistico in termini di investimento importante e qualificante per la nostra Comunità, necessita (come si evince dagli interventi di tutti quanti, soprattutto da parte dell’Ass. Serra che curando l’aspetto turistico nei confronti di Solanas ha una cognizione particolare), non riesco a cogliere l’importanza da un punto di vista strategico della contrazione di un mutuo di 77.000 euro per la realizzazione di un centro ambientale. Avrei compreso di più, per esempio, la contrazione di un mutuo per la sistemazione delle strade di Cuili Murvoni.

 

Il Sindaco Serreli Sandro chiede di poter dare un chiarimento sulle ultime affermazioni del Cons. Zedda e spiega che quest’ultimo fa bene a sorvolare sul bilancio perché  77.000 euro è la quota di finanziamento a carico dell’Amministrazione che richiederà attraverso il mutuo e fa parte di un intervento complessivo di 1 miliardo e mezzo e riguarda il contributo sui P.O.R. misura 5.1 – 1.5 – 2.3.

 

Il Cons. Zedda Celeste riprende il suo intervento affermando che sul bilancio, rappresentando in termini di certezza 10 miliardi, sarebbe stato utile un coinvolgimento diverso del Consiglio che se ci fosse stato avrebbe rappresentato un modo di allargare e rendere possibile una partecipazione maggiore da parte di soggetti che comunque hanno assunto un impegno morale ad occuparsi di questo genere di problemi. In più, essendo partecipi veri delle scelte, probabilmente ci sarebbe una maggiore attenzione e considerazione da parte della collettività nel suo complesso per un compito ed un impegno improbo e faticoso. Per cui crede che si sia i primi e maggiori artefici di questo meccanismo e dell’immagine che riusciamo a trasferire all’esterno.

 

L’Ass. Serra Massimo il quale dice che si ricollega innanzitutto alla conclusione del Cons. Anedda relativamente a quella che dovrebbe potersi definire una ricostruzione forte e accentuata, nella prospettiva, dei rapporti e della valorizzazione di tutte le figure che costituiscono la struttura del Comune di Sinnai. Credo che questo sia un passaggio estremamente importante. Sul rapporto con il personale sono convinto che il Sindaco e la Giunta si adoperino quotidianamente in questa direzione. Credo (la delega al personale mi autorizza a farlo) di poter raccogliere e condividere la sollecitazione del Cons. Anedda. E’ innegabile che tanti dei risultati raggiunti ultimamente dalla nostra Amministrazione siano sicuramente ascrivibili alla capacità, alla professionalità e alla dedizione dimostrata dai dipendenti di questa struttura. Detto questo lascio agli Assessori, che hanno illustrato le due proposte di ordine del giorno (Programma Opere Pubbliche e Bilancio), di entrare nel merito delle considerazioni sviluppate dai banchi della minoranza. Non posso certamente esimermi dal fare riferimento ad alcuni aspetti,  particolari, che mi riguardano da vicino in quanto Assessore delegato a quelle materie. Ritengo di dover ringraziare, personalmente, l’intera struttura degli Uffici Finanziari e il Collegio dei Revisori dei Conti per il lavoro svolto in questi ultimi mesi. Sicuramente hanno agevolato e facilitato in tutti i sensi il lavoro nostro e di tutto il Consiglio. Perché è questione di volontà. Credo che ognuno di noi sia stato messo in condizione di giungere a questo Consiglio nelle condizioni ideali, con i numeri, le analisi e gli approfondimenti. Ciascuno, in questo dibattito, ha portato il contributo, che ha ritenuto di dover portare. Sempre per una questione legata alla delega Assessoriale, il riferimento all’ultimo intervento mi è d’obbligo. Siamo chiari, si fa riferimento a dei momenti esclusivamente gestionali e, quindi, a delle scelte riconducibili a momenti esclusivamente gestionali e, poi, si invoca la necessità di un dibattito, di una discussione in sede Consiliare e di Commissione. Mi riferisco alle ultime modifiche riconducibili alla struttura organizzativa di questo Ente. Si è trattato di una scelta, sicuramente dell’Amministrazione comunale, nell’ambito e nel contesto di quelle che sono le sue legittime prerogative. Una scelta ed una decisione che si muove in una logica di un nuovo modello organizzativo, con una previsione di una struttura stabile, con grandi aree di coordinamento definite sulla base delle cose da fare e non sulla negoziazione delle deleghe assessoriali che, nella fase più avanzata, potrà vedere le attività di servizio interno raggruppate rispetto alle produzioni di servizio all’esterno. Sono state individuate quattro aree: Amministrativo, Economico-Finanziario, Tecnico e Sociale. Sono le quattro aree che meglio rappresentano la strategia del programma dell’Amministrazione, ma, debbo dire, che, questo risultato è stato raggiunto nel contesto di un rapporto sicuramente corretto, nel rispetto di quelle che sono le previsioni regolamentari e contrattuali, nel rispetto di quelle che sono le prerogative di tutti gli organismi che avevano il diritto e il dovere di partecipare a questa fase di negoziazione e concertazione. Devo dare atto agli uffici di essere riusciti in tempi rapidissimi a risolvere questa questione. Avremo sicuramente modo di confrontarci sia nell’ambito delle Commissioni che nell’ambito delle discussioni Consiliari su quelli che saranno i risultati da noi auspicati. Saremo i primi, e siamo stati i primi, a sostenere, in quelle sedi, che si trattava comunque di una scelta sperimentale e che, come tutte le nuove decisioni, le novità sono sempre sperimentali. E’ chiaro che, da parte dell’Amministrazione, auspico il raggiungimento dei risultati e degli obiettivi che la stessa si è prefissa. Ringrazio anche, non credo che ciò sia avvenuto per ragioni di stima, i colleghi della opposizione che hanno sottolineato l’esiguità degli stanziamenti destinati al settore turistico e i colleghi della opposizione che hanno lamentato l’assenza di una strategia complessiva di sviluppo turistico del nostro territorio. Lo faranno meglio di me i colleghi Moriconi, per la parte che riguarda il mosaico complessivo e l’Ass. Atzeri che risponderanno sugli interventi da loro evidenziati e sulle iniziative da loro preannunciate e che, sicuramente, segnano un qualcosa di nuovo in relazione alle prospettive turistiche del nostro territorio, sia che riguardino Solanas, sia che riguardino le altre frazioni altrettanto importanti, mi riferisco in modo particolare a Tasonis e a San Gregorio. Si parla del recupero della Torre di Capo Boi che con la sistemazione di tutta l’area adiacente, con aree attrezzate, con punti di ristoro, spazi gioco, parcheggi etc., sicuramente può diventare meta interessante per i visitatori. Tra l’altro, un progetto, portato avanti a livello centrale (Governo) e condiviso dalla Regione Sardegna e che ci vede fortemente impegnati e motivati tant’è vero che, una parte consistente del finanziamento è della L.R. 37, ed è un intervento mirato. Il Centro Ambientale di Solanas rappresenta sicuramente per Sinnai, e non solo per Sinnai, un altro grosso risultato, sarà parziale ma è un grosso risultato parziale. Speriamo di poter mettere assieme, da qui ai prossimi anni, tanti risultati parziali. Rappresenterà comunque un momento importante, in quel contesto, perché non è legato o riconducibile esclusivamente a questa struttura. Attorno ad un Centro di Educazione Ambientale, credo si muovano opportunità, iniziative e occasioni certamente importanti.

La prima è che è riconducibile ad un progetto ben più vasto che è riconducibile al vecchio Sentiero della via dei Carbonai, riconducibile a sua volta alla via dell’Argento, riconducibile a sua volta al Parco Geominerario e riconducibile a sua volta ancora al Sentiero Italia. Anche queste non sono barzellette, credo siano fatti e risultati. C’è un disegno, una strategia, non so se merito nostro, comunque merito di qualcuno! Noi, per abitudine, siamo portati a non ascrivere mai a merito nostro il raggiungimento di determinati risultati. Comunque sono ascrivibili al merito dell’intera assemblea Consiliare. C’è un disegno complessivo che si muove in tutta una serie di direttrici, che spazia in un arco territoriale certamente più ampio. Ci sarebbero altre cose come la sistemazione idrica, delle strade etc. piccoli segnali. Speriamo di poter fornire, da qui ai prossimi anni e anche nel corso di questo esercizio, anche altri risultati. Certo è che sappiamo che, comunque, l’approvazione del Piano Urbanistico ha rappresentato un segnale forte, siamo a conoscenza, ma chiunque può esserlo se lo vuole, della mole di lavoro alla quale è chiamata, quotidianamente, l’intera struttura dell’Ufficio Tecnico che sta lavorando attorno a progetti, proposte, idee legate al territorio di Solanas, al territorio di San Gregorio e alla stessa sistemazione del cuore della piazza della Borgata di San Gregorio. E’ un altro risultato estremamente importante e straordinario in quanto é la porta che consente l’accesso ad un grande Patrimonio Naturalistico. Per comodità di ragionamento non usiamo più questo termine, che è antipatico ad alcuni, usiamone uno che più piace a tutti quanti: è la porta di accesso ad un grande progetto di sviluppo della montagna. Di questo noi siamo fondamentalmente convinti e in questa direzione ci muoveremo. D’altronde quando si presentano proposte credibili, ci fa piacere sia stato sottolineato dalla stessa opposizione e da chi la rappresenta a livello di guida, di capogruppo di una parte della opposizione, e si presentano progetti credibili, fattibili, concreti, praticabili, cantierabili, probabilmente si ha già il 50% di percentuale di buona riuscita. In questa direzione continueremo a muoverci. Credo di dover sottolineare altre cose sicuramente più importanti e lo faccio con soddisfazione. A questa Giunta che, grazie ad una capacità di concertazione davvero essenziale, che manifesta una evidente volontà a voler vedere tradotte in atti concreti le possibilità offerte dai nuovi scenari per garantire a Sinnai e alle sue frazioni una prospettiva sicuramente adeguata alle proprie potenzialità. Ciò ovviamente lo si può ottenere con scelte programmatiche a medio e lungo termine, ma anche nel breve periodo che rispondono ad esigenze, nel tempo palesatesi, nella quotidiana attività di confronto con le diverse realtà attive della nostra Comunità, ma emerse anche nel costante confronto con altre realtà istituzionali a volte anche di livello superiore. E’ innegabile che queste belle parole si inseriscono comunque in un contesto di estrema delicatezza, di evidente precarietà. Le denunce palesate dal collega alle Finanze, tutto sommato, rappresentano la realtà vera, dura, denunciata a tutti i livelli, dalla collegialità delle Autonomie Locali: Anci, Uncem, Upi. Tutti hanno denunciato la precarietà della manovra licenziata a livello centrale: 1620 milioni di euro in meno per gli Enti Locali, solo Sinnai se l’è cavata a buon prezzo 57.000 euro in meno. Non stiamo lanciando accuse, stiamo denunciando un fatto riconosciuto generalmente da tutte le realtà locali. Questi problemi non hanno colore, non hanno targa politica e con essi oggi dobbiamo confrontarci. Auspico che questa proposta programmatica e di bilancio, oltre che dalla maggioranza, possa raccogliere un consenso più ampio che sia significativo di una espressa volontà, di un comune progetto di crescita e di sviluppo della nostra realtà, sicuramente, però, nel contesto della differenza dei ruoli e di appartenenza. Differenze che devono poter essere superate dal prevalente interesse comune, interesse per la collettività e per la Comunità di Sinnai. Lo scenario, in cui si inserisce questa proposta di bilancio, è quello dello scenario nazionale, che abbiamo già citato, e regionale che non merita neanche di essere commentato. Lo scenario complessivo deve poter favorire un’adeguata assunzione di responsabilità con scelte oculate, misurate ma anche lungimiranti e intelligenti, tutto sommato è ciò che si è fatto all’interno di questa amministrazione, scelte che sappiano coniugare l’esistente con la prospettiva in un contesto che sia di crescita e di sviluppo, di riqualificazione, di valorizzazione, di collaborazione e di cooperazione. I dati in nostro possesso e i segnali esistenti sono davvero incoraggianti. Si tratta a questo punto di capire e dunque interrogarci su quello che dovrà essere il ruolo di Sinnai in un contesto più ampio. Diverse sono le direttrici verso le quali dovrà essere orientata la nostra azione. Questo bilancio e questo Piano degli Investimenti lo testimonia. Debbo sottolineare che alcuni aspetti sono stati evidenziati in maniera evidentemente non casuale in alcuni interventi precedenti. Questo non può che chiaramente far piacere e consente la creazione di opinioni convergenti sugli scenari futuri. Le direttrici, che con modestia mi sono permesso di individuare, ma che ricalcano i risultati di studi portati avanti a tutti i livelli negli ultimi anni, sono quelle dell’Area Vasta di Cagliari, del versante montano e dell’interno e del versante costiero. Per quanto riguarda la direttrice dell’Area Vasta di Cagliari per un verso è indispensabile attivare tutte le più opportune iniziative atte ad abbattere le distanze e le difficoltà di collegamento con la Città, in particolare con riferimento a determinate fasce orarie maggiormente penalizzanti. In tal senso opportuna appare oggi  la istituzione di una Conferenza di Servizio con i Comuni di Settimo San Pietro, Maracalagonis, l’ARST e le Ferrovie della Sardegna per ipotizzare la realizzazione di una linea metropolitana di superficie, allargata sino a Settimo San Pietro, con la possibilità di un collegamento veloce da Sinnai e da Maracalagonis verso la stazione di Settimo San Pietro. Per un altro verso è importante attivarsi, fin da ora, per la intercettazione di quei flussi, che operano prevalentemente su Cagliari e dintorni, che sono interessati verso quei settori sui quali questa amministrazione sta investendo pesantemente. Penso al nuovo Teatro, al nuovo scenario della Pineta, a un bel centro dell’artigianato (ipotizzato anch’esso nel contesto del piano degli investimenti), al futuro Museo etnografico etc., a ciò che oggi già esiste per esempio nell’ambito dello spettacolo, dello sport e della cultura, la stagione musicale con la banda musicale protagonista in diversi periodi dell’anno, la stagione della danza con tutte le scuole della nostra cittadina impegnate in diversi periodi dell’anno, la stagione dei cori, la stagione delle tradizioni popolari etc.. Non sono dei sogni, sono cose che già a Sinnai vengono realizzate e si realizzano puntualmente in diversi periodi dell’anno e allora, questi appuntamenti, devono diventare occasione di promozione per tutte quelle fasce di utenza interessata che gravita su Cagliari e nell’hinterland di Cagliari. Con le opere che vengono ipotizzate, nel contesto del Piano degli Investimenti, si va solo ad arricchire e a completare un disegno che, oggi, è solo un disegno ma che domani sicuramente diventerà realtà. Per quanto riguarda il versante montano e dell’interno è indispensabile favorire la concertazione con tutte le realtà attive e propositive del territorio: Istituzioni, Enti, Associazioni, unite tutte in un comune progetto di valorizzazione, di crescita e di sviluppo della montagna, attorno ad un patrimonio naturale che già esiste e verso il quale già ci stiamo muovendo per aprire le porte ad un compendio che è davvero unico e che coniuga natura, ambiente, sport, turismo e gastronomia, con la sistemazione del borgo storico di San Gregorio. Penso anche alla rilevante opportunità offerta dal Parco Geominerario e dal Sentiero delle vie dell’Argento. Per quanto riguarda il versante costiero ci viene particolarmente semplice evidenziare i risultati raggiunti negli ultimi anni a livello anche di rapporti tra il centro urbano di Sinnai e le frazioni di Solanas e Tasonis, e nel prossimo futuro le frazioni di San Gregorio e Villaggio delle Mimose. Sul versante costiero è stato già detto tutto nel Piano degli Investimenti, dovrei solo ripetere cose già dette, credo che ci siano segnali estremamente importanti sugli obiettivi e i risultati che vuole raggiungere l'Amministrazione. Chi vi parla non vuole assolutamente fare del vittimismo o rappresentare un momento di piagnisteo. E’ comunque innegabile che siamo in presenza di una notevole riduzione di trasferimenti e questo è un dato che viene contestato apertamente dalla generalità delle autonomie locali. Allora viene legittimo domandarsi: I Comuni sono solo un costo? Forse i Comuni oggi rappresentano solo un costo. Oppure: i Comuni fanno ancora parte dello Stato? Per rispondere al primo quesito: se siamo solo un costo andremo delegittimati nel rapporto di elezione diretta. Credo invece che i Comuni vanno considerati per quello che rappresentano, ossia l’Ente più vicino ai cittadini, l’Ente che sopporta e supporta il bisogno e il disagio ancora prima dello Stato. Dunque è questo il sunto di una prima determinazione del collegio delle Autonomie Locali. In questa Finanziaria licenziata troppo velocemente dalla assemblea legislativa c’è una impostazione viziata. Abbiamo la fortuna però di operare in un ambiente, in una struttura che, pur tra mille difficoltà riesce a portare alla discussione generale un progetto di bilancio ispirato alla coesione sociale e al fare insieme, con le realtà vive di tutta la nostra comunità. E’ una proposta di bilancio che coniuga lo sviluppo con la qualità in una realtà, quella di Sinnai, aperta alla innovazione e al cambiamento. Non a caso lo sviluppo residenziale è accompagnato da una crescita qualitativa e quantitativa dei servizi erogati ai cittadini e non a caso la collaborazione, pur nella distinzione dei ruoli tra amministrazioni, associazioni economiche e sociali e di volontariato è costante e ci consente di far crescere con omogeneità e sicurezza la nostra comunità.

 

L’Ass. Moriconi Cesare il quale fa due considerazioni: le scuse per il riconoscimento di un errore che pensa di avere compiuto. L’errore che vuole evidenziare è quello di andare in sintesi nell’illustrare il piano delle opere pubbliche. L’errore di avere valutato sufficiente, afferma, l’esposizione sintetica del Piano per farne capire il senso, le ragioni politiche, le ambizioni, le ragioni che hanno favorito la costruzione di un progetto così complesso che va compreso. Ringrazio il Cons. Anedda perché ha restituito, con alcune considerazioni importanti, un’anima al Piano. Quell’anima che, in quella sintesi, non può essere contenuta. Mi rendo conto che in certi momenti è difficile comprendere e dare un senso ad un intervento o ad un’opera che, per chi non ha la capacità chiaramente di vederne la ragione per cui è nata e non ha le orecchie per ascoltare la spiegazione della ragione per cui è stata pensata come obiettivo e perseguita e raggiunta. Comprendo che non si può pretendere di più. Allora l’errore commesso e che non commetterò più è quello di andare a sintesi nell’illustrazione di piani di così tanta importanza. Ne ho commesso tanti di errori, Cons. Orrù, ma non ho commesso quello che Lei ha evidenziato, quello dell’ammissione di eventuali errori o trascuratezze che nella mia esposizione avrei riconosciuto al passato. Non è così perché la forza della relazione in Commissione, la forza della relazione in Assemblea pubblica, la forza della relazione oggi è la continuità, la coerenza rispetto al progetto del passato e la forza è la costruzione di una prospettiva rispetto alle ragioni che hanno animato la costruzione di un progetto che stiamo vedendo giorno dopo giorno. Ho apprezzato moltissimo lo spirito responsabile con cui Lei ha affrontato il dibattito questa sera, perché quando Lei dice che non è d’accordo sulla ragione, sulla scelta e quindi sulla ragione che ha portato l’amministrazione comunale attuale a scegliere l’area di Sant’Isidoro, io La rispetto perché capisco che Lei immagina un utilizzo diverso di quelle risorse e di quell’area. Rispetto le sue perplessità, abbiamo tentato di motivare le nostre ragioni. Chiaramente qui sta il senso anche della diversità per cui in Consiglio Comunale siamo collocati sui banchi diversi. Debbo anche spiegare una volta per tutte la telenovela del rifacimento della strada sulla piazza. C’è un progetto approvato che parla della ripavimentazione della prima parte del centro storico, ci auguriamo di riuscire ad intercettare le altre risorse che sono 3.400.000 euro circa per completare il resto dell’opera. Ma nell’opera che abbiamo approvato non c’è il rifacimento di quella strada, per cui non c’è la preoccupazione che Lei si è posto. Alla domanda perché solo ora siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo di una intesa con l’Ente Foreste, la risposta è che anche l’Ente Foreste vive i suoi problemi, ha vissuto i suoi problemi di transizione per cui il passaggio da Azienda delle Foreste Demaniali a Ente Foreste ha reso anche per noi i tempi più lunghi. Così come c’è una ragione alla domanda che poi ha meglio chiarito il Cons. Anedda per quanto riguarda lo stato di attuazione, di realizzazione delle opere fognarie su Solanas, ma per quale ragione, a distanza di così tanto tempo? Istintivamente mi verrebbe di dire chiediamolo al Presidente dell’Esaf e non all’Amministrazione Comunale di Sinnai. La ringrazio però per lo spirito e il senso di responsabilità con cui ha voluto partecipare a questo dibattito, sono dispiaciuto invece per il tono e lo stile adottato dal Cons. Podda. Il suo è uno stile che non appartiene a noi, e la cronaca di un “fallimento annunciatonon è la cronaca del nostro fallimento. In questo Piano ci sono opere pubbliche e in ognuna di esse c’è la ragione di una scelta, all’interno di un teatro ci sono una serie di ragioni, di iniziative di centinaia di persone, di famiglie che vivranno la realizzazione di quell’opera, in quel centro storico dove ci sono quasi 4.000.000 di euro di opere avviate, ci sono innumerevoli ragioni, che sostengono la realizzazione di quelle opere, che muovono decine e centinaia di persone che hanno l’interesse, lo dica Lei in giro, quando i suoi elettori le faranno le domande a cui non sa rispondere, che 4.000.000 di euro che vanno spesi nel centro storico vanno spesi per la realizzazione di un progetto complesso che è difficile da spiegare. Cons. Zedda, le opere che andiamo a realizzare non le stiamo realizzando per spendere soldi “recuperati”, piuttosto sono soldi che sono stati recuperati per realizzare un progetto complesso che ci sarebbe piaciuto fosse stato compreso meglio questa sera.

 

Il Sindaco Serreli Sandro il quale ringrazia il Consiglio per la discussione aperta sul bilancio. Credo che fossimo da tempo senza affrontare una discussione così attenta ed importante. E’ vero c’è stata una nota stonata, oggi, però penso che non la si debba prendere tanto in considerazione. Invece devo ammettere che tutti gli interventi sono stati positivi e propositivi. Sono stati toccati due punti, molto importanti, che forse non potrebbero sembrare attinenti alla discussione di oggi però lo sono, anche perché, sono orientati verso una visione dello sviluppo in termini più ampi: sono quelli “della collaborazione con gli altri enti” (Cons. Anedda) e “sul recupero del senso di unità e complementarietà tra enti” (Cons. Zedda). E’ un problema che stiamo toccando con mano. Il Cons. Anedda faceva riferimento al servizio di Nettezza Urbana. E’ stata una strada abbastanza difficile, ne è testimone anche il Presidente della Comunità Montana, ma che oggi stiamo portando a compimento. A breve la Giunta provvederà ad affidare lo studio di fattibilità di questo servizio per poi procedere all’accordo con le amministrazioni che hanno già raggiunto una intesa sull’iniziativa.

E’ importante anche questo rapporto che ci dev’essere tra enti diversi e debbo dire che su quest’aspetto abbiamo avuto altre volte modo di parlarne con il Cons. Zedda. La scarsa sensibilità non può essere addebitata al Comune di Sinnai ma forse ad altri Comuni od enti che pensano di poter fare da soli e che, molte volte, sono costretti a fare marcia indietro. Sono d’accordo che su questi aspetti i problemi dobbiamo curarli con attenzione, dobbiamo sensibilizzare chi ci sta vicino come il Comune di Maracalagonis, l’Unione dei Comuni del Parteolla, che sta lavorando bene, la Comunità Montana e tutti gli altri Comuni. E’ un problema che dovremo affrontare anche a breve. Dalla discussione è emerso che questo bilancio è frutto di un lavoro difficilissimo soprattutto a causa dei tagli previsti dalla finanziaria del Governo. Questo è un fatto innegabile che non viene riconosciuto solo da una parte politica. L'Ass. Atzeri, nella sua relazione, ha detto che i tagli sono un problema che hanno riguardato tutti gli enti locali a prescindere dalla colorazione politica e sono stati criticati da tutti. Nonostante ci siano stati questi tagli ci siamo presentati con un bilancio sano e senza aumentare le tariffe e le tasse. Ricordo che per l’I.C.I. sono state ulteriormente aumentate le detrazioni, il tasso di copertura del servizio di domanda individuale è stato lasciato al 36%, l’unico aumento è stato apportato alla tassa dello smaltimento dei rifiuti che non è certamente dovuto a volontà dell’amministrazione ma per una imposizione derivata dalla legge, infatti il nostro Comune ha l’obbligo di portare al 100% il tasso di copertura del servizio che oggi è del 70%-75%. Per cui è importante lavorare in questo senso per non gravare di ulteriori costi del servizio i nostri cittadini e possibilmente migliorarlo. Certamente ci saranno ulteriori costi perché ci sarà la differenziata, e tanti servizi si aggiungeranno. Il lavoro che stiamo portando avanti per via della società di capitali, con il coinvolgimento della Comunità Montana e di alcuni Comuni importanti del circondario come Selargius, Monserrato, Quartucciu e Maracalagonis, che ha raccolto il consenso di tutti questi Comuni, consentirà una razionalizzazione del servizio anche perché interesserà un bacino di utenza di circa 100.000 abitanti, con conseguente contenimento dei costi. Tutto questo possiamo ottenerlo attraverso l’incremento della capacità di entrata dell’ente con particolare riferimento alla lotta all’evasione tributaria e ad una maggiore ottimizzazione delle risorse umane e finanziarie, come diceva prima l’Ass. Serra. Abbiamo lavorato molto su questo aspetto, siamo in una fase di verifica e siamo certi che questa impostazione data sia quella giusta. Una cosa importante che non è stata citata è stata l’operazione recentemente conclusasi con l’Unicredito per una rideterminazione del tasso di indebitamento. Anche questa operazione è innovativa per noi. Credo che i dati del bilancio confermino la vitalità dell’amministrazione e l’oculatezza nel ricercare le fonti di finanziamento attraverso un disegno complessivo uniforme e omogeneo che non lascia nulla al caso o all’improvvisazione. Questo modo di operare, l’ha ricordato poco fa l’Ass. Moriconi, che ci è stato lasciato in eredità dall’amministrazione precedente, consentirà di portare a compimento, già da quest’anno, interventi importanti che consentiranno, alla nostra cittadina, di compiere quel tanto atteso salto di qualità. Così come l’attenta programmazione e impostazione delle strategie nel piano urbanistico comunale in cui noi continuamo a credere. Già ci sono importanti segnali che forniranno l’occasione a tutti indistintamente di agganciarsi a quel volano economico che riguarderà la sfera dei servizi, del turismo, dell’edilizia residenziale e delle infrastrutture, tutte rivolte, e qui si inserisce anche un importante finanziamento sui fondi della L.R. 37. Fondi fuori bilancio ma che stiamo sfruttando per la realizzazione di opere e infrastrutture, come diceva poco fa l’Ass. Serra Massimo, per quanto riguarda gli interventi sulla Torre costiera di Capo Boi, gli interventi che ci permettono di concludere un disegno importante che è quello del completamento del centro storico, dell’acquisto e della ristrutturazione del Monte Granatico oggi Cinema Roma. Tutte queste iniziative consentiranno una azione sinergica di sviluppo del nostro territorio, della nostra cultura. Tutto questo oggi è realtà e non sogni, come qualcuno ha detto oggi, ma che già da alcuni anni dall’opposizione ci dicevano. Su questa strada vogliamo continuare e credo già da oggi si sia vista una particolare attenzione verso il lavoro che questa Giunta sta portando avanti. Credo che da oggi possa iniziare una nuova collaborazione, una nuova iniziativa che attraverso tutti i Consiglieri possa portare al raggiungimento degli obiettivi che non sono solo della maggioranza ma dell’intero Consiglio e dell’intera cittadinanza.

 

del Cons. Zedda Celeste per un ulteriore elemento di riflessione. Conferma, anche in questo caso, l’importanza della collaborazione e dello scambio delle informazioni da parte dei diversi enti. Non è peraltro inopportuna questa sorta di comunicazione che mi avvio a fare perché attiene all’affidamento ad una impresa che ha vinto la gara d’appalto per la realizzazione del primo tratto, partendo dalla litoranea, verso su ciuexu mannu e che siamo stati obbligati a sospenderne la realizzazione perché nel frattempo, esattamente nel settembre 2001, c’è stata una conferenza dei servizi tra l’ANAS che è l’ente appaltante il secondo lotto della 125 che prevede la realizzazione di una bretella di collegamento tra la 125 stessa e la litoranea che corre sulla strada che noi dovremo realizzare. Questo progetto è già esecutivo dal 2001 e a quella conferenza di servizi ha partecipato anche il Comune di Sinnai ma non la Comunità Montana. Questo testimonia ovviamente anche una difficoltà di interlocuzione, tra i diversi enti, fatto presente all’attuale Presidente o Direttore Generale lamentatosi di questo fatto (neanche il Comune di Maracalagonis era presente).

Ciò, ovviamente, comporta oltre che un ritardo nella realizzazione dell’opera, anche una perdita di risorse perché alcune opere sono state già realizzate, quindi se avessimo partecipato, quindi fossimo stati invitati ovviamente, o se il Comune di Quartucciu, il Comune di Sinnai, piuttosto che il Comune di Quartu Sant’Elena avessero rappresentato alla Comunità Montana, perché si presume che anche i Sindaci di quei territori nonché alcuni Consiglieri Comunali di questi Comuni sono Consiglieri in Comunità Montana, questo tipo di problema, evidentemente anche noi non ci saremmo trovati obbligati a sospendere i lavori con aggravio di costi e con l’affidamento imminente di una variante al progetto per la utilizzazione delle somme che avanzano, pochissime per la verità, perché si tratta di un tratto di 800 metri, dal quale riusciremo probabilmente a recuperare molto poco, se invece fossimo stati a conoscenza questo problema non si sarebbe posto perché avremo sospeso l’affidamento del lavoro e avremo rimodulato il progetto compatibilmente con questo tipo di intervento. A livello di diversissimi enti non solo tra i Comuni, che pur essendo componenti essenziali dell’organismo della Comunità Montana, ma anche l’ANAS e altri Comuni non sono stati invitati e quindi non sono a conoscenza di quanto avviene, almeno così è nei fatti, nei territori di loro spettanza. Quindi diventa un ulteriore elemento che assolve ad una funzione di sensibilizzazione, nei confronti dell’amministrazione, e a rendere partecipi se stessi e gli altri che sono impegnati nella ricerca di soluzioni utili allo sviluppo dei loro territori.

 

=================

 

Il presente verbale previa lettura e conferma viene firmato come appresso:

 

       IL PRESIDENTE                                                                IL SEGRETARIO GENERALE

       F.to LOBINA A.                                                                           F.to ANGOTZI

 

 

Per copia conforme al suo originale ad uso amministrativo.

 

Sinnai, lì 16.04.2003

                                                                                                         Il Funzionario Incaricato

                                                                                                                       Cardia