DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
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N° |
63 |
del Reg. |
OGGETTO: |
Adempimenti di cui
all'art. 193 del D.L.vo n. 267/00: Salvaguardia degli equilibri di bilancio e
ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi dell'esercizio 2003. |
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Data 30.09.2003 |
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L’anno Duemilatre, il
giorno Trenta del mese di Settembre alle ore 16,00 nella
sala delle adunanze consiliari.
Alla prima convocazione in
sessione straordinaria ed in seduta pubblica, che è stata partecipata ai signori
Consiglieri a norma di legge, risultano all’appello nominale:
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CONSIGLIERI |
P |
A |
CONSIGLIERI |
P |
A |
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1) SERRELI SANDRO |
X |
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12) LOBINA BRUNO |
X |
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2) LOBINA ALDO |
X |
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13) SERRA MASSIMO |
X |
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3) TREMULO PAOLO |
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X |
14) FALQUI GIOVANNI |
X |
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4) ANEDDA TARCISIO |
X |
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15) ZEDDA CELESTE |
X |
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5) PUSCEDDU M. BARBARA |
X |
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16) ORRU' ANDREA |
X |
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6) LOI MARCO |
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X |
17) LEONI MASSIMO |
X |
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7) MORICONI CESARE |
X |
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18) PODDA SALVATORE |
X |
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8) VALENTINI EMILIO |
X |
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19) MELIS GIUSEPPE |
X |
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9) UDA SARA |
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X |
20) CAPPAI MASSIMO |
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X |
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10) MALLOCCI MASSIMILIANO |
X |
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21) MANNU GIORGIO |
X |
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11) CAU GRAZIANO |
X |
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Presenti n° 17 |
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Assenti n° 4 |
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OLTRE ALL'ASSESSORE TECNICO: ATZERI
GIULIO |
P |
A |
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X |
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Presiede il Sig. Valentini
Emilio nella qualità di Presidente del Consiglio con l’assistenza del Segretario
Generale Dr.ssa Angotzi Maria Assunta.
Il Presidente, constatato il numero
legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta e pone in discussione la
proposta di deliberazione iscritta all’ordine del giorno e dotata dei pareri
previsti dall’art. 49 del D.LGS. 267/2000.
Nomina scrutatori i
Consiglieri Sigg.:
- Cau Graziano - Mallocci
Massimiliano - Leoni Massimo.
PROPOSTA DI
DELIBERAZIONE:
PREMESSO CHE
ai sensi dell’art. 193 del D.L.vo n. 267/00 il Consiglio Comunale, con la
periodicità stabilita dal regolamento di contabilità, e comunque almeno una
volta entro il 30 settembre di ciascun anno deve provvedere a:
-
Verificare,
tramite l’analisi della situazione contabile, lo stato d’attuazione dei
programmi;
-
Constatare
prendendo in considerazione ogni aspetto della gestione finanziaria, il
permanere degli equilibri generali di bilancio;
-
Intervenire
tempestivamente deliberando le misure idonee a ripristinare la situazione di
pareggio, qualora ci si trovi in presenza di debiti fuori bilancio, di
disavanzo d’amministrazione o, dai dati della gestione finanziaria dell’esercizio
in corso, si prevede l’insorgere di un disavanzo di gestione o
d’amministrazione.
CONSIDERATO
che l’ultimo comma dell’art. 193 summenzionato prevede che la mancata adozione
dei provvedimenti di riequilibrio è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione
del bilancio;
RITENUTO
pertanto necessario provvedere ad una ricognizione sullo stato d’attuazione dei
programmi ed alla verifica del permanere degli equilibri finanziari;
CONSIDERATO CHE:
-
da un
esame degli atti contabili da parte degli uffici finanziari si è riscontrato
che l’ultimo rendiconto, approvato con deliberazione C.C. n. 40
del 30/06/2003, si è
chiuso con avanzo d’amministrazione;
-
risulta
l’esistenza di debiti fuori bilancio così come individuati all’art. 194 del
D.L.vo n. 267/00;
-
i
dati della gestione finanziaria corrente non fanno prevedere alla data odierna
un disavanzo d’amministrazione o di gestione, sia per quanto attiene alla
competenza che ai residui;
-
nel
corrente esercizio finanziario è stato sempre rispettato, negli atti di
gestione e negli atti riguardanti le variazioni al bilancio, il pareggio
finanziario e tutti gli equilibri previsti per la copertura delle spese
correnti e per il finanziamento degli investimenti;
-
di
approvare i risultati della ricognizione sullo stato d’attuazione dei programmi
e l’annessa verifica sul perdurare degli equilibri finanziari, in base alle
risultanze contenute nella relazione che si allega al presente atto sotto la
lettera “A” per farne parte integrante e sostanziale;
-
di
dare atto che, dall’analisi effettuata sulla situazione finanziaria e sugli
equilibri generali di bilancio, non emergono situazioni per le quali l’ente sia
obbligato ad attivare l’operazione di riequilibrio della gestione.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Il Presidente del Consiglio Valentini Emilio introduce l'argomento all'ordine del giorno e cede
la parola all'Ass. Atzeri Giulio.
SENTITO l'Ass. Atzeri Giulio il quale premette che l'art. 193 del T.U.
per gli Enti Locali impone che almeno una volta l'anno e comunque entro il 30
settembre il Consiglio Comunale debba provvedere, tramite l'analisi della
gestione finanziaria e della situazione contabile, alla verifica del permanere
degli equilibri generali di bilancio e monitorare lo stato di attuazione dei
programmi. La volontà del legislatore, prosegue, appare chiarissima nella sua
duplice valenza sia in quella amministrativa che in quella politica. Amministrativa
in quanto permette, al Consiglio, di intervenire con adeguate manovre
correttive nel caso gli equilibri di bilancio siano o rischino di essere, al 31
dicembre, intaccati. Politica in quanto consente, ai Consiglieri, di
avere un riscontro sullo stato di attuazione dei programmi stabiliti ad inizio
anno con l'approvazione del bilancio di previsione, verificando, quindi, se la
Giunta, demandata ad attuare questi programmi, abbia sinora meritato la loro
fiducia. A riprova di ciò, ricorda, che la mancata adozione di questo atto dà
avvio alla procedura di scioglimento del Consiglio. Prosegue poi con
l'illustrazione dettagliata dei contenuti della surriportata proposta di
deliberazione.
Entra il Cons.
Loi Marco quindi i presenti sono 18.
Sentiti gli
interventi:
del Cons. Zedda Celeste il quale presenta delle
osservazioni attinenti allo stato di realizzazione del programma di questa
amministrazione, nella quale, ritiene rientrino, a pieno titolo, le attenzioni
ed il rispetto della normativa che gestisce le amministrazioni locali e,
quindi, oltre che la spesa anche l'organizzazione interna. Ricorda una
richiesta specifica, di un Componente il suo gruppo, circa l'interpretazione
corretta di una previsione Statutaria. La medesima richiesta è stata avanzata
dalla prima Commissione Consiliare di vigilanza e garanzia in merito alla
elezione dei componenti il Collegio dei revisori. Ancora non è dato di capire,
dice, come il Consiglio Comunale e quindi l'Amministrazione interpreti il
contenuto dello Statuto e le previsioni della legge (in questo caso il
riferimento normativo del T.U. 267/2000 che raccoglie tutte le norme attinenti
la gestione della Pubblica Amministrazione). Afferma di dire e chiedere questo
per capire, in modo più puntuale ed attento, l'interpretazione della norma
nell'eventualità in cui gli Statuti, che sono legge per i Consigli Comunali,
contengano previsioni che potrebbero essere considerate in contrapposizione con
quelle della norma, in questo caso la 267/2000. A tal proposito è convinto che
non esistano contraddizioni allorquando la previsione afferma che una delle
tre figure deve essere espressione della minoranza, anche se, poi,
evidentemente, ci sono altre previsioni che annullano questa possibilità e
rendono prevalente la previsione della 267/2000 che non pone limiti riguardo
alla composizione stessa circa la provenienza o l'indicazione, da parte dei
diversi gruppi politici, ma pone solo ed esclusivamente un limite sulla
metodologia della votazione. Scorrendo la 267/2000 e lo Statuto, dice di aver
avuto modo di individuare l'art. 64 della 267/2000 che contempla la
incompatibilità tra Consiglieri Comunali e Provinciali e Assessore delle
rispettive amministrazioni. L'attinenza del ragionamento è che se così dovesse
essere, tutti gli atti adottati dall'esecutivo potrebbero essere annullabili o
viziati da una composizione non regolare tanto da mettere in discussione anche
l'approvazione degli equilibri di bilancio e le previsioni precedenti. Se lo
Statuto, come nel caso dei revisori dei conti aveva una previsione che secondo
alcuni è vincolante, secondo altri non lo è, (è stato licenziato l'ultima volta
nel 2001 a seguito di modifiche e di rivisitazione parziale) entrava in vigore,
questa disposizione o quantomeno la incompatibilità è manifesta 10 giorni dopo
il capacitarsi del caso di incompatibilità e quindi il superamento dei 15.000
abitanti. Poiché lo Statuto prevede, e qui sta il nesso con la considerazione
precedente, il fatto che i componenti l'esecutivo possono essere individuati al
di fuori o all'interno del Consiglio Comunale, proprio perché la prima adozione
dello Statuto risale al 1999, in questo caso afferma di essergli venuto un
dubbio che ritiene legittimo e che quindi propone all'attenzione del Sindaco,
della Segretaria e del Consiglio Comunale, perché se l'organo dovesse essere
inficiato si corre il rischio di dover rivedere la validità di tutta una serie
di provvedimenti che sono stati adottati dall'Amministrazione e magari può
comportare la reimpostazione di una serie di atti e provvedimenti che
potrebbero essere nulli o comunque viziati.
dell'Ass. Lobina Aldo il quale trova "fuori luogo"
il pensiero espresso dal Cons. Zedda sull'argomento "attinente"
ed i ragionamenti fatti "in apparenza logici". Intanto, dice,
occorre distinguere i due problemi. Il fatto che la minoranza non sia
rappresentata nel Collegio dei revisori dei Conti è un "Vulnus" dello
Statuto comunale però bisogna vedere chi ha procurato questo
"Vulnus". Il fatto che la minoranza, nel momento in cui veniva scelto
il Collegio dei revisori dei Conti non fosse presente in aula e non votasse,
rende vana la protesta e tutto il ragionamento. Sentenze in proposito indicano
il sistema di votazione adottato come quello più garante della minoranza. Il
Presidente del Consiglio scelse quello che era il modo di votare previsto per
legge, che prevedeva le due preferenze, dovendosi scegliere tre nomi e quella
era la garanzia che la minoranza potesse essere rappresentata, ma questa non
era in aula e dunque questo non è potuto valere. Per quanto riguarda il secondo
problema, relativo alla illegittimità della composizione perché si è superato i
15.000 abitanti, chiarisce che è stata approfondita la questione e le varie
risposte ai quesiti posti all'ANCI parlano chiaro: valgono le regole che hanno
determinato le liste elettorali. Poiché nei Comuni con meno di 15.000 abitanti,
al censimento, la scelta del Sindaco avviene eleggendo il candidato designato a
Sindaco che ha più voti, questo ha determinato la composizione del Consiglio
Comunale e qui non esistono incompatibilità tra la carica di Consigliere e di
Assessore. Quando il censimento sarà ufficiale e questo Comune, che ha superato
di poco i 15.000 abitanti, sarà ufficializzato in questo senso, prosegue, alle
prossime elezioni comunali voteremo con il sistema che prevede
l'incompatibilità di cui parla il Cons. Zedda. Queste sono due situazioni dove
non servono ragionamenti cervellotici. Questa è la legge e noi l'abbiamo
rispettata.
del Presidente del Consiglio Valentini Emilio
il quale chiede al Consiglio di fare interventi sulla ricognizione e sullo
stato di attuazione dei programmi dell'esercizio 2003.
del Cons. Zedda Celeste il quale puntualizza che la sua era
una perplessità ed una richiesta. Ritiene ci siano i tecnici dedicati e
deputati a questo. Certamente la Dr.ssa Angotzi, notoriamente molto
dettagliatamente informata su questi aspetti, provvederà in merito.
del Presidente del Consiglio il quale afferma che
saranno altre sedi o altri istituti a dare il giudizio definitivo su questo
problema.
del Cons. Podda Salvatore il quale lamenta la incompletezza,
agli atti, della proposta di deliberazione relativamente ai pareri dei revisori
dei conti.
del Cons. Orrù Andrea il quale riferendosi alla proposta di
deliberazione sottolinea che lo stato di attuazione dei programmi non può
essere condiviso e preannuncia voto contrario anche perché lo stato di realizzazione
dei programmi risulta in alcuni settori scarsamente raggiunto. Ritiene valide
le considerazioni fatte dall'Assessore sul fatto che alcuni stanziamenti
richiesti tardano ad arrivare e i tempi legati alla possibilità di attuazione
dei programmi sono strettamente connessi con l'erogazione di questi contributi.
Gli preme evidenziare che dalla lettura dello stato di realizzazione dei
programmi parrebbe che le uniche entrate sulle quali il Comune conta, oltre
quelle tributarie, siano i finanziamenti previsti dagli enti superiori senza
che, in alcun modo, l'Azienda Comune preveda altre forme di introito. Ricorda
che in precedenti occasioni si era detto che l'amministrazione poteva
sviluppare anche un discorso per ottenere, dai beni immobili di cui è proprietario
o in altre forme, dei capitali da poter riutilizzare per gli investimenti e che
ci si aspettava l'ingresso di capitali o di introiti dalle partecipazioni di
società per azioni che ancora non si vedono. Ccome non vedono la luce progetti
come quello dello sfruttamento dell'energia eolica o l'utilizzo di beni
immobili di un certo valore da proporre in vendita. Si dice perplesso e
conferma il voto contrario del gruppo di Forza Italia.
del Cons. Falqui Giovanni il quale preannuncia il voto
favorevole del gruppo Insieme per Sìnnai. Prende atto con soddisfazione di
quanto affermato dall'Assessore Atzeri riguardo alla salvaguardia degli
equilibri di bilancio. Ritiene che lo stato di attuazione dei programmi sia in
linea con quello degli anni precedenti. Sostiene che se si rivedono le delibere
di uno, due o tre anni fa, sempre relative a questo adempimento importante, ci
si accorge di essere sempre più o meno nella stessa situazione con un grado di
attuazione dei programmi, nel campo delle spese correnti, superiore al 75% e un
grado di attuazione delle spese di investimento, più basso, legate sia al
problema della concessione delle risorse da parte degli enti sovracomunali sia
ovviamente per quel che riguarda i tempi tecnici di attuazione degli interventi
soprattutto nel campo dei lavori pubblici. Comunque ci si ritrova ad avere
sempre una media ponderata superiore al 30% a settembre, praticamente, ciò
significa che i programmi vengono realizzati. Ritiene attinente il discorso che
faceva il Cons. Zedda riguardo alla legittimità degli atti che questo Consiglio
e questa Amministrazione sta adottando. Non si dilunga sulla nomina del
Collegio dei revisori dei Conti in quanto considera sia un argomento che è
stato approfondito in sede di Commissione e pur non essendo dei giuristi è del
parere che la legge ponga, tra i vari compiti, anche quello di prendere delle
decisioni e dare una interpretazione per quanto limitata essa possa essere. Al
Cons. Zedda, che ha detto di essere in attesa di sapere quale fosse l'interpretazione
che il Consiglio dava sullo Statuto e sulla legge 267/2000, ricorda che in
prima Commissione, almeno come maggioranza, si sia stati molto chiari
sull'argomento. La D.Lgs. 267/2000, dice, ha stabilito il modo di votazione al
quale giustamente il Presidente si è attenuto e non prevede altre forme di
garanzia per la minoranza. La stessa legge prevede dei tempi per l'adeguamento
degli Statuti comunali alla 267/2000 e che se questi tempi, come nel nostro
caso, non vengono rispettati, l'articolo in questione decade. Questo è stato
discusso ampiamente per cui gli sembra capzioso tornare sempre in continuazione
sull'argomento approfittando di ogni piccolo aggancio. Riguardo alla
incompatibilità a Consigliere/Assessore, afferma che è vero che la 267/2000
prevede l'incompatibilità per i Comuni con oltre 15.000 abitanti, ma questa
incompatibilità, come autorevoli pareri hanno già evidenziato da tempo riguarda
quei Consigli Comunali che sono stati eletti con il sistema elettorale dei
Comuni superiori a 15.000 abitanti. Per ciò che ci riguarda, prosegue, sapevamo
da tempo di essere al di sopra dei 15.000 abitanti non dal 2001 ma da prima.
Poichè i risultati ufficiali dell'ISTAT sono stati ufficializzati solo in
questa primavera, le elezioni comunali del 2001 si sono svolte con il sistema
dei comuni con meno di 15.000 abitanti per cui, tutto il funzionamento
dell'Amministrazione, è conseguente a questa situazione e non può essere
cambiato in corsa. Nel momento in cui si andrà alle prossime elezioni comunali
avendo il censimento del 2002 sancito che Sìnnai ha superato i 15.000 abitanti,
si andrà alle elezioni con il sistema delle città con più di 15.000 abitanti
anche se nel frattempo dovesse succedere che per un calo demografico si torni
al di sotto dei 15.000 abitanti perché quello che fa fede è l'accertamento del
censimento decennale. Sostiene che non c'è illegittimità né nella composizione
di questo Consiglio né tantomeno negli atti che questo Consiglio ha adottato.
Quello che lo sorprende e gli dispiace è che da un po di tempo, da parte di
qualcuno della minoranza, probabilmente perché non ci sono altri argomenti più
prettamente politici e amministrativi si cerchi di mettere in dubbio l'operato
dell'amministrazione con argomenti cavillosi e capziosi prima quello dell'ICI
che non si doveva pagare, poi quello dell'elezione dei revisori dei conti e
adesso quello della incompatibilià. Considera che tre argomenti del genere
tirati fuori nel giro di tre mesi siano un cattivo segnale se si vuole davvero
instaurare un clima di collaborazione pur nel rispetto dei reciproci ruoli.
Occorre tornare indietro di almeno trent'anni per trovare un clima di scontro
nel Consiglio Comunale di Sìnnai (anni 1970). Ritiene che i tempi siano
cambiati e che bisogna prenderne atto. Invita anche la minoranza a partecipare
in maniera più collaborativa come qualche Consigliere di minoranza fa.
Ringrazia l'Amministrazione ed i Funzionari che hanno dedicato il proprio
impegno perché si potesse approvare questa delibera sulla salvaguardia degli
equilibri di bilancio ed augura all'Amministrazione di continuare ad operare
sempre in maniera positiva.
VISTA e
valutata la surriportata proposta di deliberazione;
VISTI
il parere favorevole espresso dal Responsabile dell'Area Economico-Finanziaria
in ordine alla regolarità tecnica e in ordine alla regolarità
contabile;
VISTO il parere favorevole
espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti;
RITENUTO dover provvedere in merito;
CON VOTI n. 12 a favore e n. 6 contro (Leoni, Melis, Mannu, Podda, Orrù, Zedda), su n. 18 Consiglieri presenti e votanti, espressi per alzata di mano.
D E L I B E R A
- di approvare la proposta di
deliberazione nel testo sopra riportato.
CONSEGUENTEMENTE il C.C.,
stante l’urgenza, con voti n. 12 a
favore e n. 6 contro (Leoni, Melis,
Mannu, Podda, Orrù, Zedda), su n. 18 Consiglieri presenti e votanti, espressi
per alzata di mano.
D E L I B E R A
- di dichiarare il presente
atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134 del D.LGS.
267/2000.
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Il presente verbale previa lettura e conferma viene firmato come appresso:
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IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO GENERALE F.to VALENTINI F.to ANGOTZI |
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Pubblicato all’Albo Pretorio dal 03.10.2003 e per gg. 15. IL SEGRETARIO GENERALE F.to ANGOTZI |
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Per copia conforme al suo originale ad uso amministrativo. Sinnai, lì 03.10.2003 Il Funzionario Incaricato Cardia |