COMUNE DI SINNAI                                                                    PROVINCIA DI CAGLIARI

 

 

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

6  del Reg.

 

 

Data 10.03.2003

 

 

OGGETTO:

 

Istanza per la "trasformazione di un campeggio in struttura socio assistenziale per il soggiorno climatico temporaneo" e "richiesta di concessione edilizia in deroga ai sensi dell'art. 19 della Legge 06.08.67 n° 765, in località Monte Cresia.

 

L’anno Duemilatre, il giorno Dieci del mese di Marzo alle ore 17,00 nella sala delle adunanze consiliari.

Alla prima convocazione in sessione straordinaria ed in seduta pubblica, che è stata partecipata ai signori Consiglieri a norma di legge, risultano all’appello nominale:

 

CONSIGLIERI

P

A

CONSIGLIERI

P

A

 

1)     SERRELI SANDRO

X

 

12)  LOBINA BRUNO

X

 

2)     LOBINA ALDO

X

 

13)  SERRA MASSIMO

X

 

3)     TREMULO PAOLO

X

 

14)  FALQUI GIOVANNI

X

 

4)     ANEDDA TARCISIO

X

 

15)  ZEDDA CELESTE

X

 

5)     PUSCEDDU M. BARBARA

X

 

16)  ORRU' ANDREA

 

X

6)     LOI MARCO

X

 

17)  LEONI MASSIMO

X

 

7)     MORICONI CESARE

X

 

18)  PODDA SALVATORE

X

 

8)     VALENTINI EMILIO

X

 

19)  MELIS GIUSEPPE

X

 

9)     UDA SARA

X

 

20)  CAPPAI MASSIMO

X

 

10)  MALLOCCI MASSIMILIANO

X

 

21)  MANNU GIORGIO

X

 

11)  CAU GRAZIANO

X

 

 

 

 

 

Presenti        n° 20

 

Assenti            1

 

 

OLTRE ALL'ASSESSORE TECNICO: ATZERI GIULIO

P

A

 

X

 

 

Presiede il Sig. Valentini Emilio nella qualità di Presidente del Consiglio con l’assistenza del Segretario Generale Dr.ssa Angotzi Maria Assunta.

 

Il Presidente, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta e pone in discussione l’allegata proposta di deliberazione iscritta all’ordine del giorno e dotata dei pareri previsti dall’art. 49 del D.LGS. 267/2000.

 

Nomina scrutatori i Consiglieri Sigg.:

- Mallocci Massimiliano - Uda Sara - Leoni Massimo.

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Il Presidente del Consiglio Valentini Emilio introduce l'argomento all'ordine del giorno e cede la parola all'Ass. Tremulo Paolo;

 

SENTITA la relazione dell'Ass. Tremulo Paolo che illustra i contenuti dell’allegata proposta di deliberazione e spiega che la Parrocchia di Sant'Isidoro di Sìnnai e l'Associazione denominata "Gruppo Studio Problemi Famiglia Della Parrocchia Di Sant'Isidoro", conducono dal 1987 attività di servizio sociale a favore di minori provenienti da diverse realtà della Sardegna, nella forma di campeggio estivo montano che viene gestito con l'impegno volontario degli aderenti all'Associazione stessa. Gli spazi in cui è organizzata l'attività di campeggio sono costituiti da un lotto di terreno in località Monte Cresia di 25 mila mq di superficie. L'area è attualmente servita dalla strada pavimentata che dalla 125 presso Campu Omu raggiunge le località di Monte Cresia e Sa Corti per proseguire fino alla località costiera di Geremeas. L'intera superficie del lotto è organizzata a parco attrezzato dotato di spazi e strutture per le attività ricreative e dei relativi servizi, di impianti per la sicurezza antincendio, di un giardino botanico per la fruizione scientifica e per l'attività di educazione ambientale. L'approvvigionamento idrico viene garantito, in quantità più che sufficiente con qualità adeguata all'uso potabile, mediante pozzi artesiani regolarmente autorizzati dal Comune di Sìnnai. L'energia elettrica è prodotta mediante un gruppo elettrogeno che alimenta impianti conformi alle norme tecniche di sicurezza vigenti in materia. C'è da dire in proposito che per quanto riguarda l'approvvigionamento di energia elettrica è in corso di realizzazione, su iniziativa del Gal Monte Genis e con finanziamento a valere sul progetto Leader 2, il collegamento alle linee di distribuzione dell'ENEL. La dotazione dei servizi viene completata da un adeguato impianto di trattamento e smaltimento dei reflui autorizzato dal Comune di Sìnnai, collaudato e regolarmente funzionante. Le strutture alle quali l'attività di campeggio si appoggia sono costituite principalmente da un edificio rurale in muratura che è stato ristrutturato, per i servizi del campeggio, con concessione edilizia n. 150 del 1987. Vi è poi una struttura leggera in pannelli metallici coinbentati e amovibili connessa all'edificio in muratura e adibita alla somministrazione dei pasti e a sala di incontro per le attività educative. La struttura venne autorizzata, a carattere provvisorio e stagionale, con concessione n. 247 del 1987 e successivamente con concessione n. 61 del 1989. Vi sono poi strutture leggere per i servizi vari, servizi igienici, locali di sgombero etc. e piazzole per la sistemazione delle tende. Occorre specificare che, per la struttura leggera amovibile che non venne rimossa alla scadenza dell'autorizzazione, era stato avviato, da parte del Comune di Sìnnai, un procedimento amministrativo che comminò, successivamente, con l'Ordinanza di demolizione che interessava anche un riparo precario che venne eretto a protezione delle piazzole di campeggio. Strutture per le quali l'Associazione sta provvedendo allo sgombero in applicazione dell'Ordinanza. Questa proposta progettuale nasce dalla necessità di riorganizzare l'attività socio-assistenziale condotta, nella struttura, dalla Associazione, in maniera tale da renderla conforme alla nuova normativa in materia ed in particolare agli indirizzi ed alle direttive del piano Regionale socio-assistenziale. Per poter continuare lo svolgimento del servizio la struttura va quindi riconfigurata nel rispetto dei requisiti strutturali stabiliti dal regolamento di attuazione della L.R. n. 4 del 1988. Per questo motivo, nel maggio del 1994, venne inoltrata, da parte dell'Associazione, all'Amministrazione Regionale una domanda di autorizzazione al funzionamento del campeggio come struttura socio-assistenziale, per il cui buon esito è emersa la necessità della ristrutturazione dell'immobile, e del suo adeguamento a struttura di soggiorno climatico temporaneo, anche al fine di poter assumere l'impegno al convenzionamento coi comuni nelle forme disciplinate dalla L.R. n. 4 del 1988.

Il progetto di ristrutturazione, delle strutture esistenti, prevede la ristrutturazione interna dell'originaria struttura in muratura (per ricavarne i locali dell'infermeria, della sala d'aspetto e per adeguare i locali della cucina), la stabilizzazione della struttura leggera (che veniva utilizzata stagionalmente per sala mensa e sala attività collettiva con annessi servizi igienici e spazi di attesa e disimpegno). Questa stabilizzazione delle strutture prevederà l'adeguamento estetico per consentire un inserimento armonico nel contesto ambientale in cui si colloca. Il progetto prevede inoltre un sistematico intervento di riqualificazione estetica dei locali, accessori per servizi, ripostigli, cabine per l'installazione tecnologica etc. Per quanto riguarda l'adeguamento, il progetto prevede la realizzazione di locali di pernottamento, in quattro blocchi di struttura leggera stabile, dotati di servizi igienici accessibili dall'interno per 24 posti e per 4 unità di personale di vigilanza, uno spazio coperto finalizzato agli incontri collettivi in occasione di eventi culturali, scientifici, ambientali e sociali organizzati nell'ambito delle iniziative educative di animazione del soggiorno. Viene prevista la realizzazione di una vasca interrata, per il potenziamento della riserva idrica antincendio, ed un chiosco da adibire a punto di ristoro interno della struttura del parco. Per quanto riguarda gli spazi attrezzati a parco per le attività ricreative non è prevista nessuna modifica. Sulla fattibilità del progetto sotto l'aspetto urbanistico, l'area in cui sorge la struttura ricade in ambito urbanistico di zona H di rispetto del Piano Urbanistico Comunale ed in ambito di conservazione integrale di grado 1 di tutela del P.T.P. n. 13. Gli usi consentiti dalla pianificazione territoriale paesistica sono quelli di area protetta di cui alla tabella A delle norme di attuazione del P.T.P. n. 13 e, in particolare, sono consentite attività scientifiche, fruizione naturalistica a fini didattici e ricreative, recupero di strutture esistenti con le tipologie originarie, opere di servizio pubblico, pertanto, il progetto si attiene alle prescrizioni previste. Per quanto riguarda il rilascio della concessione, questa viene condizionata dalla preventiva acquisizione dei pareri o autorizzazioni degli organismi competenti e all'integrazione documentale della istanza con atto idoneo che configuri l'Associazione all'acquisizione della Concessione edilizia stessa.

 

Sentiti gli interventi:

 

del Cons. Zedda Celeste il quale chiede quali norme non rispetta per evitargli il passaggio in Consiglio e per quale motivo é necessaria una concessione in deroga.

 

del Sindaco Serreli Sandro il quale spiega che, trattandosi di un intervento che si trova in ambito H1, è espressamente specificata, nel Piano Urbanistico Comunale e nelle norme di attuazione, la concessione in deroga per la realizzazione di opere di interesse pubblico. Quindi c'è il rispetto del Piano e delle norme di attuazione. H è fascia di rispetto naturalistico dove sono previste solo ed esclusivamente le opere indicate nel Piano Territoriale Paesistico n. 13 che ha elencato prima l'Assessore e che sono le attività scientifiche, fruizione naturalistica, a fini didattici e ricreativi, recupero di strutture esistenti con le tipologie originarie, opere di servizio pubblico - previa autorizzazione ai sensi dell'art. 7 della Legge n. 1497/39 relativo alla concessione in deroga.

 

del Cons. Zedda Celeste il quale credeva che il P.U.C. potesse a suo tempo contemplare anche questo tipo di intervento.

 

del Sindaco Serreli Sandro il quale spiega che questo non è possibile in quanto il Piano Territoriale Paesistico è vincolante. Essendo zona 1 non possiamo identificare già nel Piano un intervento del genere.

E' possibile solo attraverso la deroga per interventi di interesse pubblico, oggi la richiesta fatta è per un intervento di interesse pubblico, una struttura socio-assistenziale che si configura come interesse non privato ma pubblico e si può andare nel rispetto delle norme del P.U.C. con la deroga da parte del Consiglio Comunale.

 

del Cons. Zedda Celeste il quale chiede se questo significhi che, in tutta quella vallata, non possono essere realizzate case di civile abitazione.

 

del Sindaco Serreli Sandro il quale chiarisce che dipende dalla zona Urbanistica nelle zone dove non c'è il vincolo di ambito 1 di PTP, il P.U.C. è disciplinato nelle diverse zone urbanistiche che, all'interno di Monte Cresia generalmente, non vanno oltre la zona E che è quella agricola.

 

del Cons. Zedda Celeste il quale afferma che una ipotesi di parco, per quanto riguarda tutta quell'area, è già tracciata dal P.T.P. oltre che dal P.U.C. e quindi non esiste una normativa, almeno attualmente, sovraordinata rispetto a questi strumenti di programmazione e questo a testimonianza del fatto che, sulla base di binari già precostituiti dai Piani Territoriali Paesistici studiati dalla Regione che poi potrebbero essere rivisti alla luce di una serie di sentenze, per quanto riguarda la nostra zona è ancora in piedi. L'altro momento di programmazione è il P.U.C. che, individuando sulla base del rispetto delle indicazioni di massima determinate e dettate dal P.T.P., traccia una strada di sviluppo possibile in riferimento al territorio di propria competenza. Dice di essere obbligato, nel momento in cui l'ipotesi di parco comincia a riaffacciarsi, a ricostruire tutto quel percorso ideale, tratteggiato da una serie di iniziative da parte degli enti locali, sui meccanismi che informano questo genere di procedure. Trova una forma di conferma a quello che da sempre afferma sia stata una sua convinzione e cioè che l'ente Comune, oggi più di ieri, perché questo genere di ipotesi di lavoro sono ormai sancite da un impianto normativo riportato anche in elementi fondanti la Costituzione, determinano una capacità di incidenza o una incisione sostanziale da parte dell'ente locale nello stabilire, nello studiare e quindi nel trasferire le sue ipotesi di sviluppo come ente locale. Ritiene questo un aspetto importante perché gli enti sovraordinati non fanno altro che raccogliere, sulla base dei suggerimenti che provengono da parte degli enti locali, per elaborare dei progetti di sviluppo che siano riferiti al territorio vasto piuttosto che ai singoli territori di spettanza amministrativa. Allo stesso modo il meccanismo praticato dalla Provincia nello studiare il P.U.P..

 

del Sindaco Serreli Sandro il quale afferma che il Piano Urbanistico Provinciale non è altro che un collage di tutti quelli comunali, sarebbe stato meglio che fosse arrivato prima di quelli comunali.

 

del Cons. Zedda Celeste il quale riprende dicendo che anche il piano di sviluppo socio-economico, della Comunità Montana, non ha potuto usufruire della benevola considerazione delle amministrazioni locali nel suggerire a questo organismo, che si impegna nelle sue diverse componenti politiche, la ricerca di una strategia di sviluppo sostenibile ma possibile. Sostenibile in quanto condivisa da parte delle amministrazioni locali che compongono questi organismi sovracomunali, che hanno l'ambizione o il desiderio di proporre delle strategie concertate, attraverso le quali possono, legittimamente, andare a rappresentare questa ipotesi presso le istituzioni superiori, le uniche che, per quanto ci riguarda, hanno il controllo delle risorse economiche, attraverso le quali, qualsiasi ente, compreso il Comune di Sìnnai, può dar gambe a quelle che sono le sue strategie di sviluppo, ammesso e non concesso che esista, perché nella misura in cui esiste è confrontabile o contrapponibile anche a ipotesi di sviluppo concertate che hanno la pretesa di rappresentare questa ipotesi sul territorio vasto piuttosto che riferite a singole realtà amministrative locali, le quali sono alla ricerca di opportunità di sviluppo che le riguarda personalmente, qualche volta nella non consapevolezza che oggi si arriva e si ha l’opportunità di poter accedere alle risorse messe a disposizione dalla programmazione negoziata solo ed esclusivamente per il tramite di enti esponenziali che rappresentano delle strategie di sviluppo concertate e condivise.

 

del Sindaco Serreli Sandro il quale afferma che su questo aspetto gli esempi, anche di questi giorni, non sono su quella linea perché, gli risulta che una proposta della Comunità Montana non sia stata accolta mentre la proposta di Sinnai sulla stessa misura sia stata accolta.

 

del Cons. Zedda Celeste il quale interviene per dire che quella è stata una iniziativa estemporanea di corsa contro il tempo (spesso tiranno) che questa amministrazione ha mandato avanti per cercare di recuperare un progetto già esistente e, per il quale era pronta ad essere esperita la gara d’appalto che, peraltro, è stata esperita con “fondi propri”, l’unico progetto esistente per il quale non era stata tentata nessuna via per l’ottenimento di finanziamenti che avrebbero consentito all’ente di riprogrammare le risorse destinate a quella realizzazione per realizzarne un altro tratto. Quindi di corsa, in fretta e furia, è stato presentato quel tipo di ipotesi progettuale che non è stato accolto ma non perché non corredato dalla documentazione necessaria, tanto che è stato bandito l’appalto, è stato assegnato e sono già iniziati i lavori, ma perché era stato giudicato non coerente, allo stesso modo col quale sono stati giudicati e ritenuti non coerenti le richieste che il Comune di Sinnai ha rappresentato nell’ultimo P.I.T. 2001.

 

Il Presidente del Consiglio interviene per invitare il Cons. Zedda Celeste ad attenersi al punto all’ordine del giorno.

 

Il Sindaco Serreli dice che l’unica volta che non si é stati finanziati è quando si é camminato insieme con la Comunità Montana.

 

Riprende il suo intervento il Cons. Zedda Celeste per aggiungere che nello studio che va ad essere rappresentato e che consente agli enti, quindi anche al Comune di Sinnai che in questa fase ha ritenuto di esperire un ulteriore tentativo,  ma sempre in una ipotesi concordata con altri enti locali, ai quali il Comune di Sinnai, nella sua capacità organizzativa e quindi rappresentativa,  ha ritenuto di prestare la sua professionalità o di rendersi disponibile in una logica di concertazione a livello territoriale, una serie di esperienze che, si augura, consentiranno a questi enti locali di ottenere dei risultati positivi (es. unione dei Comuni del Parteolla e del Comune di Burcei). Dice che non vorrebbe che questo rappresentasse un nuovo modo di fare politica. Evidentemente le amministrazioni, che rappresentano una certa area politica, hanno una capacità di intendersi molto più adeguata di quanto invece non ha un organismo istituzionale, come l’unione dei comuni montani, riconosciuto per legge. Ma se così dovesse essere, prosegue dicendo che ha ritenuto doveroso comunicare che l’azione dell’esecutivo della Comunità Montana è teso alla ricerca di momenti di mediazione importante per tutti e che le iniziative che si vanno ad assumere non sono condizionate né da colori né da momenti di campanilismo esasperato (che pure in qualche circostanza tentano di riaffacciarsi nel panorama istituzionale molto variegato, soprattutto da un punto di vista politico e, ancora di più, da un punto di vista personale) neppure nell’organismo del quale anche Lei fa parte. Quindi, scevro da condizionamenti di questo genere, dice di aver anche sostenuto, e si fa carico di rappresentarlo anche in questa sede istituzionale, un Consiglio estremamente rappresentativo nell’ambito del territorio e che evidentemente, e di questo si duole, anche lui non riesce ad essere ambasciatore propositivo e positivo di una leadership, da un punto di vista territoriale piuttosto che politico, che, in questo momento, rappresenta nello scacchiere territoriale complessivo, rappresentato sempre da questa unione dei Comuni Montani. Perché o si recupera la consapevolezza dei temi dello sviluppo e della concertazione, termine quest’ultimo che non essendogli molto simpatico preferisce sostituirlo con “i problemi legati alla mediazione più politica che territoriale”, rappresentando una volontà quanto più possibile unitaria e non condizionata dalle logiche di appartenenza politica presso le istituzioni superiori, accompagnata dalla bontà delle richieste e dal sostegno politico rappresentato dalle amministrazioni locali che costituiscono questi organismi sovracomunali, o altrimenti non ce né. Crede che non tutti abbiano modo di confrontarsi con questo sistema istituzionale, perché debbono aver capito e colto la difficoltà di essere soli, perché quando si rappresentano  esigenze o necessità per le proprie comunità da soli, normalmente non si viene ascoltati, se invece si rappresenta una esigenza, in termini di sviluppo, concertata e quindi, se condivisa, sostenuta anche politicamente dalle rappresentanze politiche delle amministrazioni, che in quelle circostanze non sono colorate politicamente ma sono latrici di messaggi positivi in rappresentanza delle comunità che spessissimo degnamente, ma, qualche volta non degnamente, non rappresentano, perché altrimenti, la logica che passa nelle istituzioni superiori, ora come allora, oggi come ieri non appartengono a quella dello sviluppo ma a quella del campanile e della faziosità. Un organismo come quello del quale anche l’amministrazione comunale di Sinnai fa parte, dice, è interpolitico? Articolato da un punto di vista politico? Pensa che nessuno più che un organismo come quello possa rappresentare, in modo integrato, le esigenze del territorio vasto. Ragion per cui, in considerazione della bontà che iniziative come quelle che sono state assunte dal Parroco della Parrocchia di Sant’Isidoro, inserendosi in una ipotesi di sviluppo e di rappresentazione fattiva e positiva di parte della montagna, accompagnata, anche, da interventi di infrastrutturazione che, pur non essendo stati promossi dal GAL o da Leader 2 che, ripete, da un punto di vista formale non esiste più, perché ha esaurito la gestione dei fondi che Leader 2 le aveva messo a disposizione, è stata comunque assunta da un organismo sovracomunale e quindi dalla Comunità Montana durante la vecchia gestione. E’ un intervento che è stato finanziato e ritenuto accoglibile nel 1996 e il finanziamento accordato é stato sufficiente per realizzare solo il 50% dell’opera di elettrificazione di quella strada (tre chilometri e duecento metri, arriva più o meno all’altezza del lotto del Parroco di Sant’Isidoro). Interventi di questo genere sono qualificanti non solo per il territorio ma anche per chi li sostiene con coerenza. Il disinteresse che spesso le popolazioni manifestano nei confronti della montagna, pensa siano meritevoli di una grande attività di sensibilizzazione, da parte soprattutto del livello istituzionale. Questo in una attività di concertazione che vede i Consigli Comunali e gli organismi sovracomunali  uniti nel perseguimento di obiettivi che non possono che essere comuni.

 

del Cons. Podda Salvatore il quale lamenta l’assenza degli atti del Consiglio relativi ai punti 4 – 8 e 10 il giorno di venerdì precedente il Consiglio Comunale.

 

del Cons. Anedda Tarcisio il quale interviene per dichiarazione di voto anche se ha bisogno di fare una piccola premessa. La proposta portata dalla Giunta all’esame del Consiglio Comunale è una dimostrazione della possibilità, che il nostro strumento urbanistico dà, di intervenire, naturalmente, se c’è una finalità di interesse pubblico in modo organico anche in aree che, per preconcetto, si considerano aree escluse all’intervento umano. In realtà nella disciplina delle zone H il nostro Piano Urbanistico attenendosi a leggi, che non sono recenti ma anche antiche, come la legge 1497 del 1939 e successive, danno la possibilità di intervenire, al governo del territorio, con un assetto del territorio stesso che non precluda l’attivazione di iniziative umane, soprattutto, quando sono volte a perseguire un interesse pubblico anche in aree sensibili come sono queste dell’area del Parco dei Sette Fratelli alla quale stiamo facendo riferimento. Lo strumento è quello previsto dalle leggi ed in particolare è previsto dalla legge: l’istituto della deroga. Una normativa specifica, che è stata richiamata nello strumento urbanistico, è l’art. 16 della 765 del 1967 che prevede la possibilità di intervenire, anche in zone di massima tutela come può essere la zona di vincolo integrale del PTP e la zona H in questione, quando vi è il perseguimento di un interesse pubblico, naturalmente prevedendo che l’istituto della deroga sia concesso con deliberazione dell’Assemblea, del massimo consesso dell’Amministrazione locale, ossia, del Consiglio Comunale. Quindi, lo strumento urbanistico si attiene alle norme esistenti e il potere di deroga è esercitato ai sensi dell’art. 41 quater della 1150 del 1942. Come si vede sono norme, anche se il fatto che sia un articolo quater il 41, ci sono state successive integrazioni e modifiche, però è incernierato su dispositive di legge che hanno, ormai, avuto il collaudo storico. Aggiunge che lo strumento urbanistico consente di intervenire nelle zone H e, in particolare, nelle zone H di fascia costiera ma non solo, anche di H1 nelle zone montane e con gli strumenti ordinari. E’ logico che quando si tratta di interventi di interesse pubblico, come ad es. il campeggio dell’Azienda Foreste Demaniali che serve come supporto alla protezione estiva dagli incendi, oppure quando si tratta di realizzare i casermaggi dell’Azienda oppure del Corpo Forestale, si tratta di interventi pubblici e si può applicare l’istituto della deroga, anche se, in previsione di una programmazione comune abbiamo provveduto ad individuare anche aree di zona servizi, di zona G all’interno del perimetro dell’area del Parco e della zona di massima tutela dei PTP. Però è possibile intervenire nelle zone H anche con strumenti ordinari ad esempio con il piano di assetto dei litorali, diventerà possibile naturalmente, nell’ambito delle prescrizioni del PTP, quindi degli usi possibili e compatibili del PTP, diventerà anche un fatto economico poter intervenire nelle zone H, in particolare nelle zone H della fascia costiera. E’ un pò una svolta, di mentalità e di cultura, che si chiede all’Amministrazione stessa, però, soprattutto, alla realtà dei tecnici e ai cittadini, non considerare la individuazione delle zone di tutela come una penalizzazione del territorio ma come una guida per un intervento che persegua finalità specifiche, e non sono finalità di poco momento quelle relative all’attività scientifica, alla fruizione naturalistica a fini didattici, a fini ricreativi che ha in se anche le condizioni per una gestione economica. In tal senso sono stati proposti dei progetti al finanziamento P.O.R. e sono stati anche recepiti per quanto riguarda in particolare la realtà di Solanas. In questo caso ci ritroviamo in questa fattispecie con alcune implicazioni di ordine sociale e anche morale che hanno una loro peculiarità e che vanno messe in evidenza: In quella zona di Monte Cresia, ai margini di quel comparto di zona agricolo residenziale, che, naturalmente nella disciplina rigorosa del PUC consente liberi interventi dei cittadini, esiste questa realtà che è di fatto un servizio di elevatissima qualità per la fruizione dell’area naturalistica. E’ un patrimonio che finora poteva essere patrimonio di un quartiere, di una Parrocchia ma in realtà è stato patrimonio dell’intero paese perché ha consentito, a generazioni di ragazzi, di conoscere quella realtà, di appassionarsi e di legarsi alla nostra montagna offrendo servizi di campeggio estivo. Però finora, comunque, rimaneva una struttura privata, sporadicamente concessa all’uso pubblico. Con questa iniziativa, ancorandoci alla caratterizzazione come servizio di interesse pubblico e ancor più alla programmazione socio assistenziale della Regione Sarda ai sensi della Legge n. 4, questa struttura diventa, non più patrimonio soltanto della Comunità Parrocchiale di Sant’Isidoro ma patrimonio pubblico, dell’intera regione. Sarà necessario per la gestione, per l’utilizzazione e la stipula delle convenzioni con i Comuni, non solo con il Comune di Sinnai, ma i Comuni senza distinzione, per consentire l’accesso a questo centro di soggiorno, ed è importante sottolineare che si tratta una struttura di soggiorno climatico-temporaneo, così definito ma, nella realtà, di una struttura di soggiorno per categorie sociali quali possono essere i ragazzi, i fanciulli ma anche gli anziani. La nostra montagna, attraverso questo intervento, è attrezzata per gestire un servizio di valenza sociale che manca e che, comunque, può costituire una attrazione ulteriore verso quel comparto montano. Il tutto viene fatto, non solo nel pieno rispetto delle leggi, ma recuperando, ad una opportunità eccezionale, questo patrimonio ad essere fruito da una collettività più vasta. In realtà la Parrocchia si era attrezzata già da tempo. Da parecchi anni é stata fatta la costituzione, come prevede la normativa regionale, della associazione per la gestione di questa struttura ed è iscritta e registrata all'albo regionale. Questa associazione ha già acquisito la titolarità della gestione del servizio pubblico sociale. Mancava il requisito tecnico, la riapprovazione di questo progetto, ai sensi delle norme vigenti, affinché potesse essere agibile e configurabile come struttura socio assistenziale. Si rammarica per il fatto che si è arrivati a questa decisione solo dopo un incidente di percorso. Una Parrocchia ha dato servizi, ha realizzato un'oasi ed un parco nonostante le difficoltà derivanti da normative che non potevano essere applicate in quelle circostanze. La motivazione era semplice: il ritardo con il quale è arrivato il P.U.C. e il fatto che un programma di fabbricazione, giocoforza limitato, nella sua articolazione normativa, rendeva di fatto problematico questo passaggio che oggi ci stiamo accingendo a compiere in Consiglio. Un passaggio che è incardinato in norme che datano 1939, 1940, 1967 etc. Esprime l'ammirazione e la gratitudine nei confronti del Parroco della Parrocchia di Sant'Isidoro e dell'intera Comunità per il coraggio che hanno avuto, la tenacia e la caparbietà di voler a tutti i costi spendersi per il benessere della Comunità, anche quando non agevolavano le norme urbanistiche locali. Ritiene doveroso venga agevolata non solo la riconversione in struttura socio assistenziale di questo polmone, di questo parco, di questa oasi, ma anche successivamente collaborare affinché questa struttura divenga davvero un centro di servizi, contribuisca a migliorare la qualità della vita e dell'educazione dei nostri ragazzi e serva di ristoro a chiunque abbia il desiderio di trascorrere qualche momento in quella zona. Per queste motivazioni anticipa il voto favorevole all'approvazione del progetto ribadendo che il progetto rispetta appieno la normativa del Piano Urbanistico Comunale e la normativa del Piano Territoriale Paesistico. Quindi la deroga è soltanto ai sensi della Legge 765 del 1967 come procedura che deve vedere il Consiglio Comunale soggetto attivo nell'esprimere le valutazioni in merito ad iniziative del genere però, la stessa procedura di deroga, è espressamente prevista dallo strumento urbanistico, serve naturalmente la successiva acquisizione dei vari pareri dei vari uffici di tutela del paesaggio etc. però il progetto, la proposta è perfettamente aderente alla normativa del P.U.C. e del P.T.P..

 

VISTA e valutata l’allegata proposta di deliberazione;

 

VISTO il parere favorevole espresso dal Responsabile dell'Area in ordine alla regolarità tecnica;

 

RITENUTO dover provvedere in merito;

 

CON VOTO UNANIME, espresso palesemente

 

D E L I B E R A

 

-      di approvare la proposta di deliberazione nel testo allegato alla presente.

 

CONSEGUENTEMENTE il C.C., stante l’urgenza, con voto unanime, espresso palesemente;

 

D E L I B E R A

 

-      di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134 del D.LGS. 267/2000.

 

 

Successivamente interviene l’Assessore Moriconi Cesare per chiedere, vista l’ora tarda, l’anticipazione del 9° punto all’ordine del giorno al posto del quinto.

 

Il Presidente del Consiglio mette ai voti la proposta dell’anticipazione del 9° punto all’ordine del giorno, al posto del quinto, che viene approvata all’unanimità.

 

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Il presente verbale previa lettura e conferma viene firmato come appresso:

 

       IL PRESIDENTE                                                                IL SEGRETARIO GENERALE

       F.to VALENTINI                                                                           F.to ANGOTZI

 

 

Pubblicato all’Albo Pretorio dal 17.03.2003 e per gg. 15.

                                                                                                   IL SEGRETARIO GENERALE

                                                                                                              F.to ANGOTZI

 

 

Per copia conforme al suo originale ad uso amministrativo.

 

Sinnai, lì 17.03.2003

                                                                                           IL FUNZIONARIO INCARICATO

                                                                                                             CARDIA