Consiglio comunale – Bilancio
2002
Sig. Presidente, Sig. Sindaco, colleghi consiglieri,
Più che affrontare il discorso relativo al Piano triennale delleOO.PP.2002-2004, certamente fondato su buoni propositi ma che, visto il passato, mi consente di manifestare qualche riserva circa la sua effettiva realizzazione, vorrei concentrare l’attenzione sul bilancio di previsione 2002 e, francamente, debbo confessarvi che non appena letto il bilancio di previsione per il corrente anno predisposto da questa Amministrazione, ed il relativo parere dei revisori, sono rimasto sorpreso nel riscontrare che lo stesso, relativo ad una cittadina come la nostra, non quindi ad un minuscola realtà priva magari di adeguate potenzialità, mostri comunque un preoccupante disequilibrio in negativo tra entrate e spese correnti, che si concretizza in un rilevante disavanzo economico, da ripianare.
E’ importante rilevare, a tal proposito, il fatto, che non può essere condiviso, che per chiudere il bilancio in pareggio, cosi come prevede la legge, vengano indicati degli strumenti certamente non adeguati.
In primo luogo perché alcuni di essi, come le entrate della L.25/93, sono utilizzati per ripianare un disavanzo di bilancio e perciò sottratti ad altra più proficua destinazione, altri, come l’utilizzo a tal fine della quota degli oneri di urbanizzazione che, anche considerando ipoteticamente che la recente approvazione del PUC possa concorrere ad incrementare le entrate provenienti dal settore urbanistico, cosa assai improbabile visto il maggior rigore delle nuove prescrizioni rispetto alle precedenti, certamente costituisce un elemento non certo di sicura attendibilità, principio questo, ricordiamoci, cui deve essere ispirato il bilancio.
Lasciando ora gli aspetti più tecnici del bilancio, certo di non poca importanza, è necessario prendere in considerazione ed analizzare il bilancio sotto l’aspetto di quelli che sono, o dovrebbero essere i principi, le linee guida, i grandi temi che hanno ispirato la redazione dello stesso, e che, alla fine, sono gli elementi più importanti in relazione al compito e dovere principale di una Amministrazione, che non deve solamente limitare la sua azione ad un mero calcolo contabile, cercando di far “quadrare i conti”, ma deve soprattutto portare avanti quei disegni e quegli indirizzi di sviluppo del paese, per i quali in alcuni casi non è necessaria una elevata copertura finanziaria.
Ebbene, questi principi, queste linee guida non vi sono, o quantomeno non li abbiamo rilevati, in una previsione di bilancio che pare tenda a toccare un po’ tutti i settori dell’Amministrazione in egual misura, senza lasciar trasparire nessuna linea di indirizzo economico cui far andare il paese. E’ di facile individuazione, per esempio, il fatto che dalla lettura del bilancio vi siano alcuni settori produttivi che risultano, diciamo così, completamente dimenticati dall’Amministrazione, o quantomeno non tenuti nella dovuta considerazione.
Mi riferisco ad esempio al settore dell’agricoltura, in relazione al quale non v’è traccia alcuna, né nel bilancio per il corrente anno, né in quello per il triennio 2002-2004.
Eppure, mi pare di ricordare, questo settore è stato tenuto in grande considerazione nel programma elettorale di questa Amministrazione, con i progetti di accorpamento fondiario o di viabilità campestre; tutti buoni propositi questi che a quanto pare sono rimasti solo sulla carta, dal momento che non risulta alcun investimento, né alcuna richiesta di contributi per valorizzare questo importante settore economico che oramai, anche a causa della siccità, si trova in completa agonia.
Tenete conto però, e qui consentitemi una piccola divagazione, che alcuni aspetti di questo settore non richiedono lo stanziamento di enormi fondi, seppure esistono, ma basterebbe che l’Amministrazione si rendesse conto che in alcuni casi il suo dovere è quello di fare da intermediario, agevolando i rapporti, magari con la creazione ed il finanziamento di strutture a ciò preposte, tra le parti.
Mi riferisco ad esempio alla creazione della famosa domanda-offerta del prodotto agricolo tipico della nostra zona, problema questo dal quale, a detta di tutti, deriverebbero tutti gli altri, ad esclusione della siccità; posto che riteniamo del tutto insufficiente l’offerta attuale di prodotti, anche forse per lo scarso interesse manifestato negli anni passati dall’Amm. Comunale, crediamo che la domanda non possa essere creata solamente andando a far consumare o pubblicizzare i nostri prodotti all’estero o in altre regioni d’Italia, così come ci ha spesso abituato questa Amministrazione, con conseguente esborso di denaro e poco ritorno, ma sarebbe opportuno investire in alcuni progetti specifici che consentano di pubblicizzare qui i nostri ottimi prodotti, riducendo notevolmente le spese, magari utilizzando la commercializzazione via internet, ma soprattutto sfruttando quella immensa ricchezza costituita dal rilevante flusso turistico presente annualmente nella nostra zona, che spesso è costretto a rivolgersi altrove per poter acquistare alcuni dei prodotti tipici che noi produciamo di qualità certamente superiore.
E qui mi riallaccio, nell’esame del bilancio, ad un altro settore certamente non adeguatamente valorizzato tenendo conto delle previsioni di spesa presenti nel bilancio, quello appunto del turismo, che, nonostante i buoni intenti manifestati dall’Ass. Morioni nella sua relazione, pare non si sia capito, sta attraversando un vero e proprio boom e sul quale stanno investendo cospicuamente altre realtà vicine alla nostra alle quali non abbiamo certo nulla da invidiare.
Dalla analisi delle previsioni di spesa in questo settore contenute nella relazione dell’organo di revisione, infatti, si può notare come allo stesso venga destinata una spesa di 100.000.000, certamente non sufficiente, ma che, soprattutto, è indicativa di una volontà dell’Amministrazione di non tenere nella dovuta considerazione questo settore di importante attualità, in controtendenza peraltro a quanto intrapreso dagli altri Comuni limitrofi, nonostante, ripeto, Sinnai abbia attualmente le potenzialità per poter svolgere un ruolo importante nell’economia turistica della zona, tenendo così il passo anche degli altri comuni.
Possiamo inoltre notare come gran parte delle somme destinate a questo settore siano riferibili ad acquisto di non meglio specificati immobili, o a manifestazioni turistiche, le quali certo sono di sicuro effetto e qualche volta ben riuscite bisogna ammettere, ma che non contribuiscono a dare a questo settore le risposte necessarie, ma anzi in qualche caso hanno contribuito ad evidenziare le carenze strutturali (mi riferisco ad esempio, alle manifestazioni dell’estate scorsa in spiaggia a Solanas).
Ricordatevi, inoltre, che senza progetti adeguati predisposti dall’Amministrazione, unica in grado di farli, che non si identificano certo con la costruzione di un centro ambientale a Solanas, località questa che, malgrado le ripetute promesse dell’Amm.ne, versa ancora in stato di quasi abbandono,e con ciò, nonostante la crescente presenza di turisti estivi, corrono il rischio di cadere nel vuoto, o non riuscire nel loro intento, i finanziamenti, a vario titolo concessi, per l’avvio di nuove imprese nel settore turistico, che senza importanti strutture saranno destinati a chiudere, oppure potrebbe non trovare il riscontro sperato la interessante realtà che sta prendendo piede degli agriturismo o dei bed&breakfast.
Continuiamo, invece, a vedere, per tornare al bilancio, che il rilancio turistico passa attraverso lo stanziamento di somme per il recupero e la ristrutturazione di beni culturali e storici con cospicue richieste di mutui o contributi, che, come ho sostenuto altre volte, se è vero che tale indirizzo comporta un più facile finanziamento da parte di Enti superiori, non ci autorizza a trascurare gli investimenti a supporto di progetti di valorizzazione dei beni ambientali marini e montani, che sono già una realtà oggi e che potrebbero magari contribuire attivamente al bilancio comunale, senza attendere i tempi lunghi del recupero dei beni culturali presenti nel nostro territorio, del quale peraltro stiamo ancora attendendo i primi risultati.
Parrebbe che molta importanza per lo sviluppo di questo settore venga data dall’Amministrazione al recupero del Centro storico, certamente molto importante, che si concretizzerebbe nella predisposizione di alcuni progetti, quali la creazione delle botteghe artigiane a S.Isidoro, in merito alle quali abbiamo più volte manifestato la nostra contrarietà, ma soprattutto, ci lascia alquanto preoccupati, consentitecelo, l’intenzione, manifestata anche nel presente bilancio, di intervenire con cospicui stanziamenti nell’attuale centro storico, non foss’altro che per il risultato tutt’altro che soddisfacente ottenuto con la realizzazione della Piazza Chiesa, fonte esclusivamente di critiche da parte della cittadinanza, ma soprattutto di continui esborsi da parte dell’Amministrazione, anche solo a titolo di risarcimento dei danni occorsi ad alcuni sventurati cittadini, e sulla quale crediamo sarebbe invece opportuno intervenire immediatamente.
Sono solamente alcuni aspetti, questi, che certamente non esauriscono il discorso, ma che non ci consentono di giudicare favorevolmente il bilancio di previsione proposto da questa Amministrazione per l’anno in corso, né per il triennio, che non si discosta di molto da quello attuale, con delle previsioni peraltro che, visti i presupposti attuali, paiono delle vere e proprie utopie.
Per concludere, solamente due curiosità: la prima riguarda il fatto che né nel bilancio 2002, né tantomeno in quello pluriennale, mi pare si faccia riferimento alcuno ai famosi introiti che sarebbero dovuti derivare al Comune dalla partecipazione azionaria nella Società Acquavitana per la gestione del servizio idrico integrato: forse non era anche questo l’intendimento dell’Amministrazione passata, e quindi di questa, in occasione della sua creazione?
Il secondo aspetto riguarda un altro progetto che avrebbe dovuto contribuire a rimpinguare le casse del Comune, quello dell’impianto di energia eolica, da installare nel nostro territorio, sbandierato in occasione della campagna elettorale, ma del quale, tra i progetti e gli introiti previsti, non c’è traccia alcuna. Dobbiamo forse ritenere definitivamente tramontato questo progetto, che doveva costituire fonte di guadagno per il Comune, e, soprattutto, conseguente risparmio per la cittadinanza?
Per questi motivi, esprimo il voto contrario alla proposta di approvazione del bilancio annuale di previsione per il corrente anno, del bilancio pluriennale e della relazione programmatica per il triennio 2002-2004.
Grazie.