DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
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N° 63 del
Reg. Data 30.10.2002 |
OGGETTO: |
PRESA D’ATTO DEGLI
INDIRIZZI E PRESCRIZIONI DEL CTRU RELATIVAMENTE ALLO STUDIO DI COMPATIBILITA’
PAESISTICO AMBIENTALE DEL PUC.- |
L’anno Duemiladue, il
giorno Trenta del mese di Ottobre alle ore 16,00 nella
sala delle adunanze consiliari.
Alla prima convocazione in
sessione straordinaria ed in seduta pubblica, che è stata partecipata ai
signori Consiglieri a norma di legge, risultano all’appello nominale:
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CONSIGLIERI |
P |
A |
CONSIGLIERI |
P |
A |
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1) SERRELI SANDRO |
X |
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12) LOBINA BRUNO |
X |
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2) LOBINA ALDO |
X |
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13) SERRA MASSIMO |
X |
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3) TREMULO PAOLO |
X |
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14) FALQUI GIOVANNI |
X |
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4) ANEDDA TARCISIO |
X |
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15) ZEDDA CELESTE |
X |
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5) PUSCEDDU M. BARBARA |
X |
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16) ORRU' ANDREA |
X |
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6) LOI MARCO |
X |
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17) LEONI MASSIMO |
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X |
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7) MORICONI CESARE |
X |
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18) PODDA SALVATORE |
X |
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8) VALENTINI EMILIO |
X |
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19) MELIS GIUSEPPE |
X |
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9) UDA SARA |
X |
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20) CAPPAI MASSIMO |
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X |
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10) MALLOCCI MASSIMILIANO |
X |
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21) MANNU GIORGIO |
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X |
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11) CAU GRAZIANO |
X |
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Presenti n° 18 |
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Assenti n° 3 |
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OLTRE ALL'ASSESSORE TECNICO: ATZERI
GIULIO |
P |
A |
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X |
Presiede il Sig. Valentini
Emilio nella qualità di Presidente del Consiglio con l’assistenza del Segretario
Generale Dr.ssa Angotzi Maria Assunta.
Il Presidente, constatato il numero
legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta e pone in discussione la
proposta di deliberazione iscritta all’ordine del giorno e dotata dei pareri
previsti dall’art. 49 del D.LGS. 267/2000.
Nomina scrutatori i
Consiglieri Sigg.:
- Loi Marco - Cau Graziano -
Melis Giuseppe.
PROPOSTA DI
DELIBERAZIONE
Premesso
che:
-
Con
deliberazione del Consiglio Comunale n.ro 101 del 30.12.1999 è stato adottato
il Piano Urbanistico Comunale;
-
Con
deliberazione del Consiglio Comunale n.ro 20 del 01.03.2000 sono stati
approvati i chiarimenti all’ordinanza CO.RE.CO n.000140/008 del 15.02.2000;
-
in
data 30/10/2000 con delibera del C.C. n. 87, è stato approvato
definitivamente ai sensi della L.R.
45/89 art. 20 il Piano Urbanistico Comunale;
- Con deliberazione del Consiglio Comunale n.ro 1 del 17.01.2001 sono stati approvati i chiarimenti al CO.RE.CO alla nota del 03.01.2001;
- Con deliberazione del Consiglio Comunale n.ro 41 del 17.07.2001 è stato approvato definitivamente il PUC con le modifiche introdotte a seguito della delibera n.ro 1 del 17.01.2001;
Considerato che:
-
Ai
sensi dell’art.11 delle norme di attuazione del PTP n°13, in data 12/06/00
prot.9703 è stato richiesto il parere del CTRU, esame sospeso con nota del
04.10.2001 prot.4243/Pt;
-
In
data 23 gennaio 2002 prot.1023 e successiva del 31.01.2002 prot.1659 sono stati
prodotti dall’ufficio tecnico comunale
i documenti integrativi richiesti per l’esame ex art.11;
-
In
data 21 maggio 2002 il CTRU ha espresso il parere di competenza;
-
Con
deliberazione della Giunta Regionale n.ro 27/30 del 1 agosto 2002 è stato
approvato lo studio di compatibilità paesistico ambientale allegato al PUC con
le integrazioni esplicitate nel verbale del Comitato Tecnico Regionale per
l’Urbanistica del 21.05.02;
-
Con
nota del 9 ottobre 2002 prot.2907/AG, pervenutaci in data 16 ottobre 2002 al
n.ro 16385 l’Assessorato degli Enti Locali Finanze ed Urbanistica – Direzione
Generale, ha trasmesso la succitata deliberazione;
-
Ai
fini dell’esito favorevole dello SCPA è necessario attenersi alle prescrizioni
e condizioni poste dal CTRU;
-
Ai
fini succitati si è provveduto ad integrare le norme di Attuazione del PUC con
l’aggiunta di ulteriori due articoli (art.67 e art.68) ed alla modifica
dell’art.38 con l’aggiunta del comma 2.a.1, così come riportato nell’allegato
A;
-
Le
modifiche introdotte a seguito dell’ottemperanza alle disposizioni contenute
nel verbale del CTRU ed approvate dalla Giunta Regionale, non mutano le
caratteristiche essenziali del PUC ed i criteri di impostazione tali da
determinare una ulteriore pubblicazione del piano.
1.
Di
recepire integralmente le prescrizioni ed osservazioni poste dalla Giunta
Regionale con deliberazione n.ro 27/30 del 1 agosto 2002 per l’esisto
favorevole dello Studio di Compatibilità Paesistico Ambientale del PUC;
2. Di approvare definitivamente il Piano Urbanistico con le modifiche introdotte allo stesso nell’allegato “A” e contenute nella nuova stesura delle norme di attuazione di cui all’allegato “B”;
3.
Di
prendere atto che le modifiche introdotte nelle norme di attuazione non comportano
sostanziali innovazioni, tali da mutare le caratteristiche essenziali del PUC
ed i criteri di impostazione e che pertanto non è necessario provvedere ad una
ulteriore pubblicazione del Piano Urbanistico.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Il Presidente del Consiglio Valentini Emilio introduce l’argomento all’ordine del giorno e cede la parola al Sindaco.
Il Sindaco Serreli Sandro illustra la proposta di deliberazione
e afferma che il Consiglio Comunale è stato chiamato per porre l’ultimo sigillo
al P.U.C.. Ritiene la seduta importante anche per la comunità perché, con
l’atto odierno, verrà dato definitivamente il via al primo Piano Regolatore
Generale di Sinnai che accompagnerà lo sviluppo della nostra cittadina per i
prossimi dieci/quindici anni. Ultimo sigillo, prosegue, che giunge alla fine di
un prolungato iter che ha visto il Piano passare indenne tutte le verifiche a
cui è stato sottoposto. Il Piano venne adottato il 30 dicembre del 1999 dopo
ampio dibattito che coinvolse tutti i Consiglieri presenti. Quasi tutti
espressero, oltre che un giudizio, la certezza che il P.U.C., così come
concepito, sarebbe stato in grado di consentire un’efficace sviluppo del
territorio, di regalare alle future generazioni un paese migliore di quello
odierno ed una reale prospettiva di occupazione. Inoltre con grande
responsabilità di tutti il PUC venne approvato all’unanimità. Sicuramente un
successo per l’intero consiglio comunale se si pensa che ancora oggi sono
pochissimi i Comuni, compreso il capoluogo, che hanno portato a termine questo
delicatissimo atto di programmazione del territorio. Sono tante le
amministrazioni comunali che hanno dovuto cedere il passo di fronte alla
grandezza e alla straordinaria complessità, dei temi da affrontare, che un
piano urbanistico in se comporta. Oggi, con la presa d’atto della delibera
regionale si chiude una importante fase della programmazione che questa
amministrazione si era data. Da domani il PUC diventerà operativo a tutti gli
effetti e sarà sicuramente in grado di consentire una crescita economica e
sociale del nostro paese. Al suo interno esistono sicuramente tutti gli
strumenti e le opportunità che possono creare le giuste condizioni per un reale
e concreto intervento dell’iniziativa privata grazie all’opportunità di
sviluppo qualitativo e quantitativo offerto dalla nostra costa e dal settore
turistico in genere, alle previsioni che consentono un reale rilancio
dell’agricoltura e del comparto montano, al settore dei servizi e del
commercio, con norme che riescono a garantire, nel contempo, una vera e propria
tutela dell’ambiente. Questo Piano verrà consegnato nelle mani dei nostri
concittadini affinché tutte le speranze da loro riposte, su questo
importantissimo atto, possano finalmente prendere forma. Saranno loro stessi ad
agire direttamente nei vari comparti che individuano, oltre alle aree destinate
all’edilizia residenziale, interi comparti per i servizi, per il commercio, per
l’artigianato e la piccola industria, nonché le aree destinate alla
valorizzazione turistica. All’amministrazione comunale spetterà un ruolo
fondamentale, forse ancor più gravoso di quello svolto finora, di guida
autorevole, competente ed imparziale che consenta la piena attuazione del
Piano. Compito questo, certo non facile, se si pensa alla straordinaria potenzialità
che il Piano riassume in se, alle sicure attenzioni di cui godrà la nostra
costa e in particolare Solanas, alle grandi risorse che, a seguito della
programmazione assunta, il nostro territorio potrà offrire. Si è pronti a
raccogliere anche questa sfida. Già dai prossimi mesi questo Consiglio sarà
chiamato a discutere e a valutare una serie di progetti attuativi che da alcune
settimane giacciono nei nostri uffici. Da domani, prosegue, saremo chiamati
anche attraverso l’attività dall’interno delle commissioni a mesi di duro
lavoro e di grande impegno nei quali dovremo concentrare energie e intelligenze
affinché le proposte, le idee, le giuste istanze che giungeranno sui tavoli del
Consiglio possano trovare risposte immediate. Sarà una grande sfida che saremo
in grado di vincere ragionando solo ed esclusivamente nell’interesse e per il
bene della comunità intera. Ciascuno con le proprie opinioni e convinzioni ma
con un solo fine: “la crescita del nostro paese”.
L’Ass. all’Urbanistica Tremulo Paolo il quale afferma
che quella di oggi rappresenta una data particolarmente significativa per la
vita del Consiglio Comunale per il fatto che l’organo consiliare pone fine
all’iter dell’adozione del nuovo Piano Urbanistico Comunale. Un iter lungo,
durato anni, che ha abbracciato l’arco di diverse legislature, durante il quale
la nostra comunità ha vissuto una fase, politico istituzionale di altissimo
profilo, che ha visto impegnati, nell’elaborazione dello strumento di
pianificazione urbanistica, l’intero corpo sociale e l’istituzione comunale in
tutte le sue articolazioni. Elaborazione che si è concretizzata, innanzitutto,
con gli innumerevoli incontri con la cittadinanza e con gli operatori economici
e sociali, nel corso dei quali si è potuto procedere alla raccolta delle
istanze, al monitoraggio delle risorse disponibili e delle proposte ed
osservazioni, necessaria per mettere a punto le direttrici di pianificazione e
sviluppo del nostro territorio per il prossimo ventennio. Questa straordinaria
stagione di partecipazione, guidata e stimolata dall’allora Sindaco Tarcisio
Anedda e dall’allora Assessore all’urbanistica Sandro Serreli, Sindaco attuale,
ha visto la collaborazione fattiva di tutte le forze politiche presenti allora
in Consiglio Comunale ed ha avuto come risultato complessivo l’adozione del
Piano Urbanistico Comunale con voto unanime da parte del Consiglio e,
particolare non secondario, con un’altissima partecipazione al voto da parte di
tutti i Consiglieri, a significare l’impegno per la salvaguardia dell’interesse
generale. Le aspettative riposte sul piano sono molteplici e provenienti dalle
diverse articolazioni del tessuto sociale, dagli operatori economici, dagli
Amministratori comunali. Per quanto riguarda le aspettative sociali cita, fra
tutte, l’esigenza di unità abitative di cui le famiglie Sinnaesi sono
portatrici a causa dell’inadeguatezza del vecchio piano di fabbricazione che,
di fatto, ha finora limitato, per diverse ragioni, uno sviluppo armonico delle
dinamiche familiari che nel nostro paese, tradizionalmente, si fondano sulla
proprietà della prima abitazione. Numerose sono anche le aspettative che, a
ragione, ripongono sul nuovo Piano gli operatori economici. Basti pensare alle
potenzialità di sviluppo dell’edilizia e del suo indotto, storicamente
considerata (edilizia) settore trainante della nostra economia e in crisi anche
per la mancata adozione del Piano. L’agricoltura, in crisi per le dinamiche
economiche e sociali che ne hanno decretato il tramonto, trae, dal Piano
Urbanistico, con le varie linee di intervento che vi vengono prospettate,
l’opportunità di un rilancio atteso e auspicato. L’adozione del nuovo Piano
offre, inoltre, notevole occasione di sviluppo del settore turistico dove gli
operatori economici si apprestano ad interventi importanti nel comparto
Alberghiero di Solanas, nelle frazioni a mare e nel territorio montano
(depositario di potenzialità finora mai esplorate).
Sul
nuovo P.U.C. vengono riposte aspettative anche da parte di amministratori
comunali.
Le
certezze della pianificazione urbanistica aprono strade finora precluse agli
investimenti in opere di pubblica utilità e consentono di affiancare gli
operatori privati nel reperimento delle risorse offerte dalla programmazione
negoziata. A questo proposito ritiene auspicabile l’avvio di una fase politica
e istituzionale che veda, tutte le componenti presenti in Consiglio, oltre che
la Giunta, dar vita ad un concorso di proposte, di idee, di programmi che
consentano di confrontarsi nella sfida dei prossimi anni. La realizzazione
della pianificazione attuativa consentirà di dare corpo alle direttrici individuate dal piano e permetterà
l’inserimento del territorio nel sistema di marketing territoriale che consenta
di reperire risorse Regionali, Statali e Comunitarie finalizzate alla completa
infrastrutturazione del nostro territorio e crei le condizioni favorevoli agli
operatori che investiranno nella nostra realtà. Questa sfida ha una data
ultimativa: il 2006, entro il quale questa ricerca di risorse dovrà essere
effettuata ed ultimata. Coglie l’occasione per formulare un personale
ringraziamento agli estensori del Piano, in particolare agli Ingegneri Farci e
Meloni nonché ai collaboratori esterni e a tutto il personale dell’ufficio
comunale che hanno accompagnato le diverse fasi di adozione del Piano e del
controllo da parte degli enti preposti. La Giunta Regionale, nella seduta del 2
agosto di quest’anno ha recepito, in fase di approvazione definitiva del nostro
Piano Urbanistico, delle considerazioni formulate dal Comitato Tecnico
Regionale per l’Urbanistica. Queste considerazioni riguardano alcuni comparti
della zona a mare ed un comparto della zona “F” del Villaggio delle Mimose. Per
quanto riguarda il comparto della zona a mare Torre delle Stelle, la parte a
monte, ci viene consigliato di riconsiderare positivamente la viabilità
esistente in maniera tale da non consentire la realizzazione di una nuova
viabilità e di limitare la realizzazione di una nuova viabilità a quella
pedonale. Per quanto riguarda il Villaggio delle Mimose e la zona a monte della
strada Provinciale di Torre delle Stelle, l’Amministrazione comunale viene
invitata, per quanto riguarda la dislocazione delle volumetrie abitative, a
rispettare le pendenze, per salvaguardare le alture e ubicarne le pendenze
nelle parti più basse. Vi sono poi una serie di osservazioni, riguardanti
l’alveo del Rio Solanas, con particolare riferimento allo studio dell’ondata di
piena. L’Amministrazione comunale viene invitata ad inserire, nella normativa
di attuazione, delle norme che impongono la dislocazione delle volumetrie a
monte del Rio e, in particolare, per fare in modo che non venga superato il
limite dell’ondata di piena. Vi è poi una osservazione sulle zone che vengono
investite dall’onda di piena e che sono già state soggette all’edificazione,
per queste zone si prescrive la inedificabilità assoluta. Queste osservazioni
sono state recepite testualmente ed inserite nell’articolato della normativa di
attuazione del P.U.C. integrando l’art. 38 e inserendo due nuovi articoli:
l’art. 67 e l’art. 68, le cui formulazioni i Consiglieri hanno potuto
consultare agli atti e che sono state viste approfonditamente in Commissione
durante la Conferenza dei Capigruppo. Dà comunque lettura di questi articoli.
Sentiti gli interventi:
del Cons. Mallocci Massimiliano il quale dice che con la presa
d’atto, da parte del Consiglio Comunale, degli indirizzi e prescrizioni del
Comitato Tecnico per l’Urbanistica relativamente allo studio di compatibilità
paesistico-ambientale del P.U.C., si è chiuso quel percorso di programmazione
urbanistica che questa amministrazione aveva proposto ai cittadini all’inizio
della legislatura. Si può sicuramente affermare che esso è stato portato a
termine con la piena approvazione della cittadinanza e dell’intero Consiglio
Comunale. Un fatto questo di straordinaria importanza. Il P.U.C. sarà
sicuramente in grado, già si avvertono i primi segnali, di dare quell’impulso
fondamentale per uno sviluppo concreto dell’economia in generale. La terza
Commissione Consiliare, nella precedente seduta, ha potuto analizzare quelle
che sono le prescrizioni e condizioni poste per l’esito favorevole del parere
ex articolo 11 delle norme di attuazione del Piano Territoriale Paesistico n.
13. Condizioni e prescrizioni, che riguardano particolarmente le nostre
frazioni a mare, che ci aspettavamo e che già erano tra le righe delle norme di
attuazione da noi adottate. Condizioni e prescrizioni giuste e condivise
dall’intera commissione che riguardano la salvaguardia delle edificazioni,
nelle aree prossime all’alveo fluviale della vallata di Solanas, la
limitazione, in fase di piani attuativi, dell’apertura di nuovi tracciati viari
e l’approfondimento, sempre in fase di piani attuativi, degli studi relativi
alle analisi paesaggistiche ed ambientali. Da oggi in poi saranno gli stessi
cittadini a poter agire nei vari comparti individuati nel P.U.C.. Comparti che
individuano, oltre alle aree destinate all’edilizia residenziale, interi
comparti per servizi, per il commercio, per l’artigianato e l’industria, nonché
aree destinate alla valorizzazione turistica del nostro territorio. Oltre che
l’intera Commissione ringrazia l’Ass. all’Urbanistica e il Sindaco per avere
relazionato sul delicato ed importante argomento e tutti i Consiglieri Comunali
per l’attenzione dedicatagli.
del Cons. Anedda Tarcisio il quale esprime soddisfazione per
il positivo concludersi dell’iter di approvazione del Piano Urbanistico
Comunale. Un approfondimento lungo quasi due anni da parte del Comitato Tecnico
Regionale e da parte della Giunta Regionale, è sicuramente un presupposto di
attenzione particolare allo strumento urbanistico e considerato che questa
analisi e verifica approfondita in sede di esame dello studio di compatibilità
paesistico ambientale, ha comportato la semplice riproposizione, nelle norme di
attuazione generali, di quanto già specificato nelle norme per lo studio e la
verifica della compatibilità paesistico-ambientale, specificato nel dettaglio
nello strumento urbanistico e generalizzato invece nella proposta del C.T.R.U.,
lascia il piano urbanistico e il relativo studio di compatibilità
paesistico-ambientale, esattamente come l’avevamo consegnato alla verifica
dell’organo regionale. Questo significa che quel Piano, che è nato con la
partecipazione della gente, fatto dalla gente, con la gente, ha in se tutti
quei requisiti di rigore che hanno fatto si che nulla si potesse eccepire.
Questo Piano contiene anche i presupposti dello sviluppo del nostro paese lungo
alcune direttrici, che sono state riconosciute anche da altri ambienti e, che
hanno comportato la utilizzazione di questo strumento urbanistico come modello
di studio. Dice di essere dovuto intervenire, in parecchie occasioni, per
fornire in modo diretto il materiale relativo alle varie bozze di elaborazione
del Piano Urbanistico Comunale, al fine di consentire, a dei laureandi in
ingegneria, la preparazione delle tesi sul nostro piano urbanistico comunale,
su invito di una docente che in materia urbanistica ha avuto anche un impegno
diretto, si riferisce alla Prof.ssa Abis che è stata Assessore all’urbanistica
del Comune di Cagliari, che ha ritenuto, in numerevoli circostanze, di proporre
ad un approfondimento per fini di tesi, il nostro strumento urbanistico. Come
ebbe modo di dire in altre circostanze, conclusosi l’iter per la definitiva
approvazione non del P.U.C., che è approvato e poteva e può essere utilizzato
anche nelle more dell’approvazione dello studio di compatibilità
paesistico-ambientale, il Piano è completo perché ha avuto anche l’approvazione
della componente relativa all’adeguamento del P.T.P. attraverso lo studio della
compatibilità paesistico-ambientale. Quindi ha valore anche di piano
territoriale paesistico. Questo è importante soprattutto per la zona a mare
mentre, per le zone non soggette a vincolo del P.T.P., poteva già avere
attuazione ed ha avuto attuazione in alcuni studi particolareggiati che sono
già stati approvati. Il Piano Urbanistico costituisce un punto di partenza, gli
obiettivi che si prefigge sono ambiziosi però per essere colti, per essere
conseguiti ha bisogno di un lavoro quotidiano di promozione e di governo,
perché, se è vero che è un piano che crea campi di libertà di intervento
enormi, è anche vero che queste libertà devono essere: di intervento degli operatori
e della stessa Pubblica Amministrazione e devono poter essere governati. In che
modo? Gli strumenti del governo sono già parte integrante dello stesso Piano
Urbanistico Comunale laddove si prevede che si possa ricorrere allo strumento
del programma di attuazione, quando si verificano delle inerzie o delle
difficoltà oggettive da parte di una pluralità di operatori che non dovessero
trovare l’accordo per intervenire, però lo strumento urbanistico prevede, già,
la possibilità e l’impegno, per il Comune, di provvedere attraverso lo studio
dei piani particolareggiati intersettoriali. Questo è estremamente importante
soprattutto in quei settori strategici laddove si vuole costituire un
presupposto di sviluppo che non sia soltanto finalizzato al sostegno dell’attività
edilizia ma sia finalizzato, soprattutto, alla crescita dei servizi e tra
questi ad una vocazione turistica dei servizi stessi.
E’
impensabile, ad esempio in comparti ampi e tra loro connessi come quelli delle
zone di servizio e delle zone turistiche a Sinnai e a Solanas, non procedere
attraverso il piano particolareggiato di iniziativa pubblica che consenta un
sereno inserimento di tutte le proprietà, evitando che si creino, intanto,
situazioni anche di prevaricazione che possono essere possibili ma anche
situazioni di impedimento per la mancata volontà di alcuni soggetti ad
intervenire. I Piani particolareggiati possono e devono essere anche di tipo
settoriale, si riferisce in particolare al primo di questi piani, per il quale
si è anche in ritardo al quale si deve anche provvedere: il Piano Commerciale.
Per
la nuova normativa regionale il piano commerciale estende la sua disciplina,
aldilà delle zone commerciali o delle zone di servizi o residenziali, per
andare ad abbracciare tutti i settori, da quello turistico a quello dei servizi
stessi. E’ indispensabile poter dare una spinta alla volontà e alla
disponibilità ad investire e a intervenire da parte degli operatori locali
anche per una ristrutturazione del settore che salvaguardi le fette di mercato
locale, è indispensabile porre mano, con priorità assoluta, allo studio di
questo piano particolareggiato che riguarda un tematismo specifico che però
riguarda anche i diversi settori di intervento. Ritiene inoltre che, visto
l’esito positivo di un impegno nello strumento urbanistico in modo diretto da
parte dell’ufficio tecnico comunale, si possa procedere ancora in quella
direzione, potenziando l’ufficio, con inserimento di professionalità esterne,
soprattutto esperti e consulenti, procedendo d’ufficio. In questo modo si
creerebbe quello stretto contatto tra amministratore e tecnico che è stato
forse la chiave del successo di questo piano, anche perché è difficile il
raccordo tra amministrazione e cittadini quando esiste una lontananza del
momento tecnico rispetto alla realtà sociale; se invece c’è un avvicinamento di
questi momenti attraverso la funzione essenziale politica del Consiglio
Comunale, della Giunta, del Sindaco, si rende ancora a portata di mano
un’elaborazione particolareggiata fatta con la partecipazione della gente e
coltivando gli interessi della gente, gli interessi concreti e, attenzione,
l’interesse concreto va salvaguardato, non và demonizzato, non và visto con
un’ottica di diffidenza, perché se non si soddisfa l’esigenza concreta i piani
restano belle opere destinate a marcire nei cassetti o destinati anche ad
alimentare tesi di laurea che però non producono poi sviluppo, non producono
qualità della vita e gli obiettivi sono questi: produrre sviluppo e produrre
qualità della vita. Qualità della vita che passa soprattutto attraverso la
qualità dell’abitazione e la qualità dei servizi. Lo sviluppo, soprattutto nel
settore edilizio, che resta e resterà per sempre come l’agroalimentare, uno dei
settori strategici di ogni società, c’è già stato. Oggi come oggi esiste la
difficoltà, per le piccole imprese locali, a trovare maestranze, a trovare personale specializzato. La prospettiva di
un allargamento del mercato delle aree, di un potenziamento delle disponibilità
ha fatto si che venisse messa sul mercato, venisse spesa quella importante
ancora volumetria esistente nelle zone edificabili che ha dato luogo a una
consistente fetta di interventi nell’edilizia che ha determinato il recupero di
questo settore negli anni passati. Fa riferimento a questa esigenza concreta
rappresentatagli dai vari operatori locali. Imprese soprattutto giovani,
ragazzi che hanno spesso ereditato un piccolo patrimonio dai genitori, altre
volte partendo da zero, hanno imboccato la strada dell’imprenditoria nel settore
edilizio. Riferisce questo aspetto perché ritiene, nella programmazione della
formazione professionale di carattere particolare e strategico, la formazione
dei giovani nel settore dell’edilizia, perché rimarrà uno dei settori che
caratterizzerà comunque ogni società sviluppata. Edilizia non vuole dire
soltanto edificazione ma anche mantenimento del patrimonio immobiliare e
valorizzazione e approfondimento del valore del patrimonio immobiliare nel
tempo. Quindi una attenzione verso questo settore dell’edilizia, settore della
gestione degli immobili e gestione dei recuperi degli immobili storici pensa
meriti una attenzione anche nella programmazione della formazione dei giovani.
Un invito ad operare in tutti i settori affinché questo strumento sia davvero la
chiave di apertura di orizzonti di sviluppo del nostro paese e di nuovi
orizzonti di miglioramento della qualità della vita. Anche da parte sua il
ringraziamento alla Giunta, al Sindaco, all’Assessore per il felice esito di
questa delicatissima fase di confronto con la Regione e naturalmente all’intera
macchina amministrativa del Comune, all’ufficio tecnico e in particolare a chi
ha curato la redazione del Piano e gli altri aspetti tecnici conseguenti
all’approvazione dello studio di compatibilità paesistico-ambientale, a tutti i
settori amministrativi perché hanno operato all’interno del Piano in misura
forse diversa o diversificata ma hanno operato tutti i settori, a partire da
quelli che hanno fornito i dati e le elaborazioni per le analisi statistiche, a
quelli che hanno dato un supporto sotto l’aspetto giuridico amministrativo per
la definizione delle varie normative sulle quali si incardina il documento.
del Cons. Zedda Celeste il quale giudica il punto all’ordine
del giorno estremamente importante e delicato e valuta che la partecipazione
della popolazione sia stata eccessivamente esaltata. Ricorda di aver
partecipato forse a uno o a due incontri e il suo ricordo non è entusiasta
perché gli sembra di ricordare una partecipazione contenuta nel numero e
soprattutto poco partecipata anche dal punto di vista qualitativo. E’ del
parere che un piano urbanistico comunale sia uno strumento di programmazione
fondamentale nello studio, nella realizzazione del progetto di sviluppo
dell’area sottoposta all’attenzione dell’organizzazione politica e di quel
gruppo di tecnici che si sono cimentati nella individuazione delle direttrici
di sviluppo. Non nasconde di avere una qualche difficoltà nell’individuare
quello che è il progetto, l’idea forte che caratterizza il piano urbanistico
comunale perché non è in condizioni di conoscerlo e tanto meno di leggerlo sia
nelle sue componenti essenziali che in quelle fondamentali. La lettura di
questo parere, espresso dal C.T.R.U., ritiene contenga alcune indicazioni che
rappresentano un affrontare, da parte del gruppo di tecnici o da parte del
gruppo di tecnici allargato che ha studiato soprattutto queste parti che sono
state oggetto di indicazioni da parte dell’ufficio tecnico, con un certo grado
di superficialità. Perché se tecnici esterni, sulla base di una lettura di un
piano scritto senza una conoscenza fisica dei luoghi ai quali questo progetto
si riferisce, rilevano in buona sostanza una serie di norme inadeguate, questo
presuppone, anche per quanto riguarda i suggerimenti attinenti, per esempio,
alla realizzazione di ulteriori volumetrie in prossimità del livello di
inondazione o di esondazione o della linea di piena, evidentemente, per quanto
riguarda lo strumento di programmazione la possibilità di realizzare ulteriori
volumetrie che non sono compatibili con la pericolosità di questi luoghi.
Quando si afferma che si suggerisce di salvaguardare dall’edificazione le aree
direttamente prossime all’alveo fluviale della vallata di Solanas, le quali
dovranno essere identificate con maggiore puntualità rispetto a quanto fatto
nell’allegato 3, questo significa che non sono state individuate con
sufficiente puntualità. Sono considerazioni evidentemente, tenuto conto del
progetto di sviluppo del territorio nel suo complesso, che sono minimali
rispetto all’importanza del piano nel suo complesso. In fondo c’è anche un
atteggiamento critico nei confronti degli organismi istituzionali superiori
perché non esistono delle linee di programmazione alle quali gli strumenti
urbanistici della periferia, piuttosto che degli enti locali, possano fare
riferimento. Tanto è vero che attualmente è allo studio da parte della
Provincia la predisposizione del piano urbanistico Provinciale che,
doverosamente, tiene conto di quelle che sono le indicazioni degli strumenti
urbanistici dei Comuni che costituiscono in questo caso la Provincia di
Cagliari, vuol dire che, da un punto di vista politico-istituzionale, si è in
fortissimo ritardo per quanto riguarda l’adozione di strumenti di
programmazione dello sviluppo del territorio. Questo non ci assolve, prosegue,
nel senso che è evidente che i
ragionamenti che si fanno in questa direzione non è che per effetto del fatto
che il nostro vicino è zoppo e cieco noi siamo sollevati dalle nostre
responsabilità perché siamo solo ciechi. Quando poi sento, dice, che uno
strumento di programmazione, che è il primo passo verso lo sviluppo
“supermegagalattico” che questa comunità subirà, una qualche perplessità sorge
perché poi, se il metodo di studio è quello tradizionale, che in fondo tende a
contemperare quelle che sono le richieste dei singoli, perché quando mi si dice
che “l’interesse non va demonizzato”, “gli strumenti di programmazione devono
giustamente tenere conto di questi aspetti ma non solo di questi aspetti”, allora,
se le metodologie che studiano la programmazione in termini di sviluppo dei
territori ai quali si riferiscono, rispondono sempre e comunque ai canoni
tradizionali, anche noi non facciamo altro che seguire strade già tracciate da
altri e che, tutto sommato, hanno dato certamente dei risultati ma,
probabilmente, non i risultati più apprezzabili, che scaturirebbero magari da
una diversa impostazione che individua un progetto di sviluppo a prescindere da
quelle che sono le pressioni, le richieste, le motivazioni forti da un punto di
vista economico per individuare una via di sviluppo che è fuori dai canoni
tradizionali ai quali gli organismi istituzionali, per effetto della ricerca
del consenso popolare normalmente propongono all’attenzione. Allora, se così è,
è di tutta evidenza che per quanto riguarda anche il risultato di questo piano,
come d’altra parte per quanto riguarda gli altri programmi di fabbricazione che
questa stessa amministrazione ha approvato tantissimi anni fa, occorrerà
attendere quelli che sono i risultati. Si limita ad osservare che gli pare che
esista una “eccessiva discrezionalità” per quanto riguarda l’interpretazione
delle norme, perché se questo è gestito, perché è un piano gestibile, i piani
comunque sia sono sempre in una fase di evoluzione come d’altra parte gli
articoli che normano anche la legge sono sottoposti ad interpretazione, allora,
fintanto che gli uffici, l’organizzazione politica ha un principio apprezzabile
che informa le metodologie attuative di piani di questo genere ben venga, però
spesso gli uffici e l’organizzazione che gestisce gli uffici cambiano e non è
detto che siano sempre e solo persone serie, come non ho motivo di dubitare
siano quelli che attualmente governano. Allora un minimo di vincolo
interpretativo nella norma deve pur essere contenuto o quantomento quei
principi generali che informano l’azione della Pubblica Amministrazione. Anche
sulla base delle osservazioni che sono state fatte dall’Ufficio tecnico, è del
parere che ci sia una eccessiva possibilità interpretativa. Afferma di avere
già avuto modo di ricordare che è uso comune da parte delle amministrazioni che
sostengono la validità di piani, di impostazioni, di progetti di sviluppo, di
ritenere che queste siano il massimo possibile, poi, la storia spesso dimostra
che non è così. Ritiene che un minimo di prudenza in più forse non guasterebbe
perché ogni tanto, nonostante anche questo sia stato oggetto di dibattito
durante le elezioni e che in un modo o nell’altro ci sia stato un
riconoscimento, per quanto l’adeguatezza, la correttezza dell’intervento, che
questa stessa amministrazione ha espletato nella realizzazione della
pavimentazione della Piazza, che oggi risulta debba essere rivisto in funzione
di un nuovo disegno di sviluppo legato al recupero del centro storico,
evidentemente quell’intervento era valido allora, non lo è più adesso perché il
passare del tempo e le esigenze che mutano quotidianamente consigliano magari
di individuare settori diversi o nuove realizzazioni. Niente e nessuno può escludere
che anche un piano, che è comunque sottoposto a un continuo divenire, che voi
avete definito che sarà lo strumento di riferimento per i prossimi quindici o
vent’anni, sia un piano valido anche solo per cinque anni. E’ evidente che una
riflessione attenta dovrà essere fatta. Se ci dovesse essere una richiesta da
parte del mercato da richiedere l’impegno delle volumetrie realizzabili nel
giro di cinque, sei anni, dieci anni, significa che dovremo cimentarci col
problema dei servizi che sono direttamente connaturati ad una ipotesi di
sviluppo in questa direzione e allora bisognerà anche valutare se saremo nelle
condizioni economiche di poter fornire i servizi adeguati ad uno sviluppo così
vorticoso di questa Comunità. Ci sono tutta una serie di aspetti che vanno
presi in considerazione in ipotesi di questo genere. Afferma di avere
l’impressione che il mercato risponda in modo un po’ più prudente rispetto ad
iniziative di questo genere però sarà la storia che ci dirà come sarà. Per
quanto lo riguarda c’è certamente un atteggiamento di grande prudenza,
probabilmente anche per cultura non si lascia andare a proclami di tipo
entusiastico. Per quanto riguarda il punto all’ordine del giorno, è del parere
sia complicato, dal punto di vista politico, assumere una posizione precisa nel
senso di votare a favore, astenersi ecc. perché è una sorta di atto conclusivo
che proviene peraltro da un organismo sovraordinato rispetto all’azione del
Comune, per il quale l’amministrazione comunale ha recepito in toto quelle che erano
le indicazioni, inserendole come componente nelle norme attuative, quindi, a
significare un atteggiamento prudente per quanto riguarda il gruppo del quale
fa parte crede che un voto di astensione sia quanto di più adeguato si possa
esprimere nei confronti di un punto all’ordine del giorno e di una richiesta
come questa.
del Cons. Falqui Giovanni che presenta un intervento scritto
che si allega.
del Cons. Serra Massimo il quale afferma che agli interventi
introduttivi del Sindaco, dell’Ass. Tremulo e di tutti i colleghi della
maggioranza che lo hanno preceduto non avrebbe avuto o per lo meno non
rientrava nelle sue intenzioni dover aggiungere alcunché. Questo significa una
sottoscrizione totale dei contenuti di quanto esposto dai colleghi. L’intervento
ultimo del nostro capogruppo, dice, rappresenta in sintesi quelli che sono gli
obiettivi, quelli che sono gli intendimenti e le volontà di questa maggioranza.
Si era preparato ad un momento particolarmente solenne considerata l’importanza
del punto all’ordine del giorno, ma probabilmente andrà via portandosi appresso
anche un pò di amarezza e delusione. Perché evidentemente così non è stato. Si
era altresì ripromesso di evitare la polemica ma è giusto: nella dialettica
“politica” al nostro livello ci può anche stare una diversità di opinioni,
diversità di vedute e di valutazioni su ciò che si va a discutere ed approvare.
Precisa per completezza e correttezza, che le ipotizzate velleitarie accuse di
enfasi e di presunzione riversate verso questa maggioranza sul fatto che questo
piano rappresenterebbe chissà poi quale risultato, che invece è proprio la
cautela, la prudenza che ci contraddistingue ma anche la soddisfazione per aver
raggiunto sicuramente un obiettivo estremamente importante. Non ripete le valutazioni
precedentemente fatte dal Sindaco ma evidenzia le difficoltà che vengono
incontrate in tante altre realtà locali dove pesante è lo scontro politico
anche all’interno delle stesse maggioranze. Noi non siamo interessati a vicende
di questo genere, prosegue, questo piano è stato discusso, approvato,
confrontato con le realtà sociali sul piano di una assoluta correttezza e nel
rispetto delle rispettive opinioni. Detto questo, e sono elementi che
sicuramente qualificano il Consiglio Comunale nella sua interezza, non si è qua
a rivendicare ruoli o meriti particolari, il merito è del Consiglio Comunale
anche di coloro che si sono astenuti, o che hanno votato contro perché
sicuramente hanno contribuito al dibattito. Conclude con una valutazione:
quando si riesce a definire il piano che è stato poi recepito nella sua
interezza da organi sovracomunali che hanno avuto la possibilità di sindacare,
di cassare quelle che erano le strategie politiche disegnate, per noi qualche
strategia politica c’è, qualche direttrice che ha guidato il piano esiste, per
altri così non è, ma anche questo fa parte della dialettica. Questo piano è
stato studiato, esaminato e valutato organicamente in una panoramica che può
essere giudicata generale, che ha preso in considerazione le varie vocazioni
del territorio, le direttrici dello sviluppo, ha preso in considerazione le
possibili infrastrutturazioni, quelle necessarie a promuovere e realizzare lo
sviluppo. La discussione su questo piano si accinge ad arrivare alla
conclusione. Questo piano ha compiuto tutto il suo iter naturale. E’ un piano
che coniuga positivamente l’ambiente e lo sviluppo, la salvaguardia e la
crescita. E’ un piano che garantisce e preserva la realtà locale incide
positivamente su meccanismi di crescita forse oggi inadeguati. In questo piano
si affermano perentoriamente i principi dello sviluppo distribuito attraverso
il quale raccogliere e coordinare tutte le energie disperse da ricondurre ai
più generali opportuni ed appropriati meccanismi di crescita civile, economica
ed occupazionale. L’obiettivo primario di questo piano è quello di creare un
sistema di pianificazione coesa e competitiva che mettendo a frutto
l’esperienza del passato sappia garantire per il futuro una crescita dinamica e
misurata. Il nostro territorio si colloca in una prospettiva di parziale
considerazione dell’intervento pubblico da fondare, anzi, tutto nella
condizione strategica tra le componenti dell’agricoltura, dell’artigianato,
della piccola industria, del commercio, della cultura, dell’ambiente, della
identità popolare, ma anche e soprattutto del settore turistico e produttivo.
Ha apprezzato particolarmente la sottolineatura fatta dal consigliere Anedda
relativamente a quella che deve rappresentare l’importanza del settore
turistico ed economico e produttivo del nostro territorio. Il turismo dunque,
inteso come sviluppo, come risorsa sulla quale investire in un meccanismo di
crescita del paese in maniera forte e marcata, per la crescita delle zone a
mare certamente, ma, soprattutto, per la crescita delle zone montane e per la
crescita delle nostre zone interne. Sugli aspetti che caratterizzano le
previsioni del piano relativamente a quello che viene definito sviluppo
turistico ci sono alcuni passaggi fondamentali, alcuni settori fondamentali e
nel piano vengono evidenziati in maniera chiara e puntuale. Ci sono gli aspetti
che riguardano la nostra zona collinare all’interno del paese, la zona che si
estende verso la pineta, ci sono le considerazioni estremamente importanti che
riguardano tutto il comparto di Solanas, Santa Barbara, Genn’e Mari e Is
Stellas. Ci sono tutti gli aspetti che riguardano la crescita e lo sviluppo del
nostro territorio ricompresi in quelle che sono direttrici disegnate certo
dalla parte politica, sicuramente tradotte in considerazioni estremamente
puntuali da parte di chi effettivamente ha redatto il piano. Per concludere,
per la parte che più da vicino lo riguarda e per la quale intende rivolgere
ancora una volta l’apprezzamento per chi ha lavorato alla stesura del Piano, la
parte turistica: un fenomeno che ci riguarda in maniera rilevante solo da
alcuni decenni e negli ultimi decenni è andato via via assumendo
caratteristiche di massa tali da interessare anche le amministrazioni comunali
per quanto riguarda la sua organizzazione, per quanto riguarda il suo sviluppo
e la sua promozione. Nella nostra realtà il problema dello sviluppo turistico
ha assunto solo negli ultimi anni proporzioni che possono essere definite
ragguardevoli che hanno provocato però una approfondita analisi del fenomeno e
di conseguenza hanno provocato anche una maggiore attenzione e quindi una
maggiore presenza attiva della amministrazione. Sotto questo profilo si possono
distinguere alcuni stadi nell’atteggiamento, nel comportamento di una pubblica amministrazione.
Potrà essere un atteggiamento passivo rispetto all’analisi, allo studio di un
determinato fenomeno, può essere un atteggiamento di controllo relativamente a
quel problema, può essere un’ipotesi di assunzione di responsabilità diretta
nella guida dell’organizzazione attraverso precise scelte politiche di piano di
sviluppo turistico. Si associa ai ringraziamenti formulati dal suo capogruppo,
dal Sindaco e dall’Ass. Tremulo a tutti coloro che hanno avuto un ruolo
importante nella stesura del piano, agli uffici, all’amministrazione e al
Consiglio tutto.
del Presidente del Consiglio Valentini
Emilio che prima di mettere ai voti il punto all’ordine del giorno afferma di
ritenere doveroso ringraziare il Sindaco, la Giunta, l’ufficio tecnico e la struttura
amministrativa per il lavoro svolto nella predisposizione dello strumento di
programmazione della nostra amministrazione comunale. Ritiene ancora doveroso
dire che non sia un piano urbanistico che proviene dall’alto in quanto nasce e
scaturisce da un confronto aperto fra l’amministrazione comunale e i cittadini
per cui ritiene doveroso un profondo e caro ringraziamento alle giunte e al
Sindaco Anedda che ha preceduto l’attuale Sindaco Serreli per aver lavorato con
grande slancio umano, con grande passione politica e dedizione di tempo e di
sforzo mentale e fisico per dare un contributo insieme alla struttura per
l’elaborazione e la predisposizione del piano urbanistico.
VISTA e
valutata la surriportata proposta di deliberazione;
VISTO
il parere favorevole espresso dal Responsabile del settore in ordine alla regolarità
tecnica;
RITENUTO dover provvedere in merito;
CON VOTI n. 15 a favore e n. 3 astenuti (Orrù, Zedda, Podda) espressi per alzata di mano
su n. 18 Consiglieri presenti e votanti.
D E L I B E R A
- di approvare la proposta di
deliberazione nel testo sopra riportato.
CONSEGUENTEMENTE il C.C.,
stante l’urgenza, con voti n. 15 a
favore e n. 3 astenuti (Orrù, Zedda, Podda) espressi per alzata di mano su
n. 18 Consiglieri presenti e votanti;
D E L I B E R A
- di dichiarare il presente
atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134 del D.LGS.
267/2000.
=================
Il presente verbale previa lettura e conferma viene firmato come appresso:
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IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO GENERALE F.to VALENTINI F.to ANGOTZI |
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Pubblicato all’Albo Pretorio dal 05.11.2002 e per gg. 15. IL VICE SEGRETARIO GENERALE F.to ARESU |
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Per copia conforme al suo originale ad uso amministrativo. Sinnai, lì 05.11.2002 IL FUNZIONARIO INCARICATO CARDIA |